La storia dei tre pesci

Questa è la storia del lago e dei tre grandi pesci
che ci stavano dentro: uno intelligente,
l’altro mezzo-intelligente,
e il terzo, stupido.

Vennero sulla riva del lago certi pescatori
con le loro reti. I tre pesci li videro.

Il pesce intelligente decise immediatamente di partire,
di fare il lungo, difficile viaggio verso l’oceano.

Lui pensò:
“Non mi consulterò con gli altri due sulla faccenda.
Indebolirebbero solo la mia decisione, perché loro amano
talmente questo posto. Lo chiamano ‘casa’. La loro ignoranza
li terrà fermi qui.”

Il pesce saggio vide gli uomini con le loro reti e disse:
“Me ne vado.”

Il pesce intelligente passò tutto il resto del tempo
in cammino, come un cervo inseguito dai cani,
patì grandi sofferenze, ma finalmente raggiunse
la sicurezza senza confini del mare.

Il pesce mezzo-intelligente pensò:
“La mia guida
è partita. Sarei dovuto andare con lui,
ma non l’ho fatto, e così ho perso la mia via
di fuga.
Ah, se fossi andato via con lui!”

Allora si chiese: “Cosa posso fare per salvarmi
da questi uomini e dalle loro reti? Forse se fingo
di essere già morto!
Raggiungerò la superficie,
e galleggerò come erba secca, affidandomi totalmente
alla corrente. Morire prima della morte.”
E così fece.

Ondeggiò su e giù, inerme,
proprio vicino ai pescatori.

“Guarda un po’! Il pesce più bello e più grosso
è morto.”
Uno degli uomini lo afferrò per la coda,
gli sputò sopra, e lo gettò a terra.

Il pesce rotolò piano piano e si avvicinò segretamente
all’acqua, per poi scivolarci dentro.

Nel frattempo,
il terzo pesce, l’idiota, si agitava saltando
di qua e di là, cercando di salvarsi con la sua agilità
e la sua furbizia.

La rete, naturalmente, alla fine si chiuse
su di lui, e mentre giaceva nel terribile letto
della friggitrice, lui pensò: “Se uscirò da qui,
non vivrò mai più nei limiti di un lago.
La prossima volta, l’oceano! Farò
dell’infinito la mia casa.”

Mawlana Rumi

Jalal ad-Din Rumi, anche conosciuto come Jalāl ad-Dīn Muḥammad Rūmī o Mevlānā in Turchia e come Mawlānā nell’Iran ed Afghanistan, è stato un mistico sufi e poeta persiano. La sua poesia mistica ha un fascino universale, ed è ciò che lo ha reso uno dei più celebri poeti dell’età moderna. Durante la sua vita scrisse una serie prolifica di poesie; le sue opere hanno goduto di una rinascita in questi ultimi anni, così come Rumi, che è diventato uno dei poeti più popolari. Fondatore della confraternita sufi dei “dervisci rotanti” (Mevlevi), è considerato il massimo poeta mistico della letteratura persiana. Alla sua morte i suoi seguaci si organizzarono nell’ordine Mevlevi, con i cui riti tentavano di raggiungere stati meditativi per mezzo di danze rituali. Nonostante egli fosse un sufi ed un grande studioso del Corano, la sua personalità raggiunse e permise il superamento delle divisioni religiose e sociali. Anche durante la sua vita fu noto per la sua visione cosmopolita. Il suo funerale, durato 40 giorni, vide la partecipazione di musulmani, ebrei, cristiani, persiani e greci.

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