Esiste un luogo in Italia dove la terra è disseminata di croci e cimiteri, ossari e statue. Ogni frazione di paese ha dedicato un cippo o un monumento a cittadini caduti in guerra, anche se ormai il paesaggio e la vita collettiva li hanno come integrati e assorbiti nella quotidianità, rendendoli praticamente ‘invisibili’.
Questa terra è il Veneto (e in primis il Trevigiano), teatro insanguinato della Grande Guerra del 15-18, conclusasi appena 108 anni fa. Ma è davvero così?
A ben guardare la nostra storia umana, la Grande Guerra – a dirla come Guido Ceronetti, (Torino, 24 agosto 1927 – Cetona, 13 settembre 2018), poeta, giornalista e drammaturgo – non è mai finita. E se mi permettete, andando a ritroso proprio di quella Storia con la S maiuscola che si ostinano a farci studiare nelle sue celebrazioni di sconfitte e vittorie, non è neppure mai iniziata. Già, perché da quel giorno in cui Abele ebbe la peggio con Caino (usiamo pure questo racconto entrato nell’immaginario collettivo come simbolo dell’inizio del percorso umano) la Guerra con la G maiuscola tra umani non è mai finita.
C’è chi ha tutta l’intenzione di non dimenticare e di non permettere che ciò accada, perché a guardarsi metaforicamente sempre i piedi si rischia di sbattere il naso davanti a sé. A farlo è il Memoriale Veneto della Grande Guerra a Montebelluna (Treviso), diretto dalla Responsabile per i Servizi Culturali del Comune di Montebelluna, Monica Celi e localizzato nel complesso magnifico di Villa Correr Pisani che, già da sola, meriterebbe una visita. Un luogo splendido che non vuole essere il solito contenitore di reperti od oggetti storici – che pur non mancano -, ma piuttosto un posto dove la Storia genera fertile consapevolezza.

Al suo interno infatti è stato ricavato uno spazio interattivoe multimediale dedicato ai conflitti che hanno segnato il Novecento, a partire dalla Prima Guerra Mondiale. Inaugurato nel 2018, offre una nuova prospettiva sulla storia contemporanea con l’obiettivo di interrogare con maggiore consapevolezza il presente. Con i suoi 2.300 mq di esposizione, viene proposto un percorso esperienziale che si sviluppa attraverso un innovativo impiego della componente digitale, delle installazioni immersive e della documentazione filmografica e il sound design. Offre contenuti tradotti in inglese, francese e tedesco (ricordiamo che il Veneto ospita molti monumenti che raccolgono anche le spoglie di soldati inglesi, francesi, tedeschi e non solo) e una ricca proposta di iniziative e attività didattiche. Il MeVe, insomma, rappresenta un’occasione per educare alla conoscenza della Storia quale valore per una cittadinanza attiva che mira alla pace mondiale, oggi più che mai in pericolo.

Il MeVe ha anche un ruolo importantissimo nel Veneto e, oserei dire, in tutto il panorama nazionale, quello cioè di far rete con i numerosissimi luoghi commemorativi presenti nella Regione. Solo per citare i maggiori: Museo della Battaglia di Vittorio Veneto (Tv); Fondazione Jonathan Collection – Aerei storici famosi (Nervesa della Battaglia, TV); Mub – Museo della Bonifica (S. Donà di Piave, Ve); Museo Batteria Pisani (Cavallino Treporti, Ve); Museo del Risorgimento e della Resistenza (Vicenza); Museo Hemingway e della Grande Guerra (Bassano del Grappa, Vi); Museo della Prima Guerra Mondiale (Canove di Roana, Vi); Museo Civico della Forze Armate 1915-1945 (Montecchio Maggiore, Vi); Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea, Padova); Museo Storico della III Armata (Padova); Museo della Grande Guerra Tre Sassi (Cortina d’Ampezzo, Bl); Museo Marmolada Grande Guerra (Rocca Pietore, Bl). Si tratta di una vera e propria ricchezza storico-ambientale sotto gli occhi di tutti.

E allora che aspettate? Scegliete Il MeVe e il Veneto… La Normandia può attendere.
Per info https://www.memorialegrandeguerra.it/
Paola Fantin

