In viaggio (Studio 2)
Per introdurre il secondo brano vi leggo la risposta di Herbie Hancock – musicista, compositore, bandleader e attore statunitense – alla domanda: “Perché il jazz non fa più parte della scena pop?”:
“Alla gente non importa più della musica in sé. Il pubblico è più interessato alle celebrità e a come un certo artista sia più famoso della musica. Il pubblico non ha più una connessione trascendentale con la musica e la sua qualità, vuole solo il fascino. Il jazz non vuole farne parte e sai perché? Non si tratta di umiltà o arroganza, una posizione del tipo: “non vogliamo essere famosi, siamo ‘underground'”, niente di tutto ciò. Il jazz riguarda l’anima umana, non l’apparenza. Il jazz ha dei valori. Ci insegna a vivere il momento, a lavorare insieme e soprattutto a rispettare il prossimo. Quando i musicisti si riuniscono per suonare insieme, ognuno deve rispettare e capire cosa sta facendo l’altra persona. Il jazz in particolare è una lingua internazionale che rappresenta la libertà, grazie alle sue radici nella schiavitù. il jazz fa sentire bene le persone con se stesse.”
Il brano che ascolterete vuole incarnare questa visione, e nella seconda parte, del tutto sperimentale, si sente la libertà dell’autore di provare sonorità anche al limite dell’irritante. Ecco quindi il pezzo “In viaggio”.
Lodovico Mazzero

