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  • Carbone a Porto Tolle, ritorno alla preistoria

    Carbone a Porto Tolle, ritorno alla preistoria

    Greenpeace chiede chiarezza al Governo

    Il 18 ottobre scorso Greenpeace ha partecipato alla manifestazione promossa dai Comitati per la Difesa dell’Ambiente di Rovigo per protestare contro la conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle, e denunciare che la costruzione di nuove centrali a carbone uccide ogni speranza di abbattere le emissioni nazionali di gas serra, così come richiede l’impegno per Kyoto. Ecco le dichiarazioni rilasciate dai vertici di Greenpeace.

    «Il Pianeta sta andando incontro ad una crisi climatica dalle ripercussioni ambientali ed economiche incalcolabili: abbiamo appena 15 anni per invertire la rotta e ridurre le emissioni mondiali di CO2 del 30% al 2020» afferma Francesco Tedesco, responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace. «Il Governo italiano non ha ancora presentato alcun piano per raggiungere i propri obiettivi nazionali, e il ritardo si accumula di anno in anno: al 2012 dovremmo abbattere le emissioni di circa il 20% rispetto al 1990, e invece si continua a parlare di carbone».

    Il carbone è il combustibile fossile con le più alte emissioni di gas serra, tre volte tanto il gas naturale. Con la sola conversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle, si avranno circa 11 milioni di tonnellate di nuove emissioni di CO2 in atmosfera, mentre dovremmo abbatterne 100 milioni per rispettare Kyoto. Oltre Porto Tolle e Civitavecchia, dove Enel sta già procedendo con i lavori di conversione, sono a rischio carbone anche altri impianti in Sardegna.

    «Il Governo faccia chiarezza sulla politica energetica dell’Italia: essere in prima linea a livello internazionale per la salvaguardia del clima e permettere nuovi impianti a carbone in Italia ci appare una contraddizione imbarazzante» commenta Tedesco. Fonti rinnovabili e misure di efficienza energetica sono la vera soluzione per abbattere emissioni e favorire l’indipendenza energetica del Paese. Secondo lo stesso “Piano Nazionale per l’efficienza energetica” di Confindustria in Italia si potrebbero risparmiare entro il 2014 oltre 13 miliardi di kilowattora (TWh) con interventi di efficienza per l’illuminazione solamente nel settore terziario, più di quanta energia produrrà un domani il nuovo impianto dell’Enel a Porto Tolle, circa 12 TWh.

    «Non c’è alcun bisogno di nuove centrali, tanto più a carbone - continua Tedesco- ma di tagliare i consumi puntando sull’efficienza. Su questo c’è convergenza tra industria e associazioni ambientaliste: cosa aspetta il Governo a fissare nuovi obiettivi per i titoli di efficienza energetica?».

    Esempio di cappotto di 15 centimetri su di una abitazione privata

    Nel dicembre 2006 Greenpeace aveva aperto il confronto con il Governo su Porto Tolle con una spettacolare azione che ha portato al blocco della centrale per tre giorni. Gli attivisti erano saliti sulla ciminiera dell’impianto per comporre la scritta “NO CARBONE”, di circa 80 metri.

    Per approfondimenti ulteriori sull’efficienza energetica e gli enormi risparmi a partire dai privati cittadini vedi gli altri articoli di Tg0:

    www.tg0.it/doc.php?foglio=2&doc=596 www.tg0.it/doc.php?foglio=2&doc=763 www.tg0.it/doc.php?foglio=2&doc=818 www.tg0.it/doc.php?foglio=2&doc=400

    (25/10/2007 Tg0-positivo)