Condividi: Ok Notizie Technorati Virgilio Facebook
Mail Tg0+Scrivi alla redazione di Tg0-positivo

Macrolibrarsi.it presenta la nuova collana per bambini Macro Junior

Dice il saggio ...
I vizi dei padri non distruggono le buone qualità dei figli (Confucio)

Altri link utili nelle seguenti categorie di Tg0-positivo:
Tu sei unico » Ricerca » Misteri

La libreria di Tg0-positivo - Cerca tutti i libri che vuoi e altri prodotti originali a prezzi speciali su Macrolibrarsi
  • Alleviare il Dolore

  • NIZZA GLI STRANI " SEGNI CELESTI " DELL' AGOSTO 1608

    NIZZA GLI STRANI " SEGNI CELESTI " DELL' AGOSTO 1608

    I manoscritti ingialliti e polverosi custoditi negli archivi municipali di Nizza si rivelano autentiche miniere d’oro per gli appassionato delle "Cronache Fortiane" e mostrano, fra l’altro, che la ridente cittadina provenzale è stata più volte testimone nel corso dei secoli di eventi eccezionali.

    Scorrendo qua e là, scopriamo infatti che per due volte, nel 957 e nel 1139, la popolazione fu allarmata da "due soli" che percorsero la volta celeste. Nel 1147 una croce apparve sul disco lunare, mentre nel 1217 tre "croci volanti" fluttuarono nel cielo della città. Proseguendo, troviamo che nel 1309 una "palla di fuoco" attraversò lo spazio di Nizza, mentre il 5 gennaio 1433 un globo luminoso stazionò per parecchie ore sulla città. Più avanti si legge che nei mesi di agosto e settembre 1743 una strana "cometa" fu per lungo tempo visibile sull'orizzonte di sud-ovest, proiettando di notte un vivo chiarore color rosso-sangue. Ma indubbiamente il resoconto più significativo è quello datato 1608 ed intitolato dal cronista dell’epoca :

    " Discorso sui terribili e spaventosi segni apparsi sul mare di Genova ".

    La traduzione dal Provenzale (antico dialetto francese di derivazione neolatina) è stata curata dal sottoscritto e recita testualmente: " Ai primi d’agosto dei 1608 avvennero due grandi prodigi: la pioggia di sangue (caduta su Nizza ed altre località costiere della Provenza) e l’apparizione nel cielo di due uomini, duellanti più volte tra loro. Questi ultimi sono stati osservati per tre giorni, con grande stupore, sull’isola di Martigues, a cinque leghe da Marsiglia. I prodigi che ci sono apparsi sono opera senza dubbio di messaggeri celesti, che preannunciano future disgrazie e ci invitano a correre ai ripari, mediante preghiere e digiuno, al fine di placare l’ira di Dio, che ogni giorno offendiamo. Persino gli antichi Romani, non appena scorgevano presagi celesti, facevano sacrifici agli dèi per placarne la collera. E noi che siamo Cristiani (e quindi allevati in una miglior scuola) bisogna che ci pentiamo e supplichiamo umilmente l’Onnipotente di perdonare i nostri errori, affinché i castighi preparati dalla giustizia divina siano allontanati dalla Santa Misericordia ".

    Le parole dei cronista oggi possono far sorridere; tuttavia non dimentichiamo che la descrizione di un fenomeno a carattere ufologico, così come tutte le manifestazioni straordinarie ed inspiegabili, non può essere estrapolata dal contesto culturale dell’epoca. Risulta quindi abbastanza comprensibile, per quei tempi, il timore che "i presagi in cielo" siano forieri di punizioni ultraterrene a causa degli umani peccati; peccati che possono tuttavia essere cancellati da preghiere e penitenze: è il senso di colpa nei confronti della divinità che da sempre accompagna l’evoluzione della nostra specie.

    << Questi meravigliosi prodigi - conclude il cronista - hanno toccato l’animo di molti Cristiani, i quali, essendo stati testimoni delle divine meraviglie ed avendo riconosciuto che il Creatore, potenza e bontà infinita, ci vuole avvertire dell’imminente castigo da noi meritato, sono divenuti più credenti e fanno penitenze per placare l’ira di Dio. Lo Spirito Santo li assista in questa opera di buona volontà. Così sia ".

    Con questo commento, che rende bene l’idea di quanto fossero terrorizzate le popolazioni rivierasche a causa degli insoliti eventi, il cronista pone fine al proprio manoscritto; manoscritto che fu in seguito ristampato a Lione nel 1874.

    Ma entriamo ora nei particolari col supporto di alcune diapositive, realizzate dal G.E.O.S. : Groupe d'Etudes des Objets Spatiaux al fine di illustrare graficamente il succedersi degli straordinari avvenimenti dell’agosto 1608.

    (Dia 1) - Dalla notte dei tempi ai giorni nostri, la Terra è stata visitata da equipaggi alieni provenienti da mondi sconosciuti. Le indiscutibili testimonianze ritrovate non lasciano alcun dubbio sull’esistenza nel passato del nostro Pianeta di vascelli cosmici provenienti da mondi lontani.

    (Dia 2) - Agli inizi del 17° secolo, Nizza, principale porto del Regno Piemontese, vive un periodo di notevole prosperità. Protetta dal grande castello, la città si sviluppa a ritmo accelerato, grazie al commercio coi paesi vicini, tra cui lo Stato Pontificio. L’imponente fortezza che la domina scoraggia le incursioni barbariche, che devastavano regolarmente le coste delle terre limitrofe. 

    (Dia 3) - Le case dei ricchi armatori, dal lunghi balconi decorati, dominano ed osservano dal molo l’intenso traffico portuale. In questa affascinante città marittima si respira un senso di pace, in un clima paradisiaco, quando all'improvviso...

    (Dia 4) - Sul far del tramonto del 5 agosto 1608, gli abitanti di Nizza vedono comparire in cielo tre forme luminose che si muovono molto velocemente, dirigendosi sulla Città. Giunte sulla verticale della fortezza, le tre luci si fermano di colpo e scendono lentamente, compiendo evoluzioni, fino ad un metro circa dalla superficie del mare. La popolazione allora può esaminare in dettaglio i tre ordigni venuti dal cielo e ciò che vedono trasforma la loro curiosità in inquietudine.

    (Dia 5) - Stazionando praticamente immobili sopra le onde, i tre oggetti, di forma ovoidale allungata e piatta e sormontati da una specie di pennone (che oggi potremmo chiamare antenna), provocano il ribollire dell’acqua, con intensa emissione di vapore color arancio-ocra; il tutto accompagnato da un fragore infernale. Ad un tratto da uno degli ordigni fuoriesce un essere vivente, poi un secondo, di forma vagamente umana, vestiti con una specie di tuta rossa ricoperta di scaglie argentate. La loro testa era enorme, rispetto al corpo, mentre al posto degli occhi avevano due aperture circolari luminose.

    (Dia 6) - Le due entità affondano nell’acqua fino alle anche. Le braccia sostengono in verticale due tubi, raccordati per mezzo di gomiti alla vita, dalla quale parte, a mo’ di cinturone, un collegamento anellato annesso alla tuta al livello della schiena. Per due ore, in questa serata del 5 agosto 1608, i tre ordigni rimangono più o meno nella stessa posizione, al centro dell’evoluzione circolare delle due strane entità sbucate dal loro interno. Verso le ore 22, i tre vascelli celesti, dopo aver imbarcato i due esploratori, con un rombo indescrivibile ed a gran velocità si dirigono nella notte verso est, diventando in pochi secondi tre puntini luminosi nell’immensità del cielo stellato.

    (Dia 7) - Identificando il fenomeno di cui erano stati atterriti testimoni come un avvertimento Divino, i nizzardi si riversano nelle strade della città, sfilando in lunghe processioni con in testa la statua dei Cristo, fino all'alba del 6 agosto 1608.

    (Dia 8) - Il mattino del 22 agosto i tre ordigni venuti dal cielo compaiono a Genova, anche questa volta di fronte al forte della città. I genovesi, già informati di quanto era successo a Nizza 17 giorni prima, reagiscono violentemente. Dalla Cittadella si scatena un serrato tiro d'artiglieria contro i tre vascelli spaziali. Così 800 (!) palle di cannone sono indirizzate sugli ordigni, ma nessuno dei tre subisce il minimo danno né interrompe le proprie evoluzioni. Tuttavia, particolare da sottolineare, nessuna entità aliena tenta di uscire dagli oggetti durante le due ore e mezza in cui il fenomeno si produce. Dopo circa un’ora di evoluzioni sul pelo dell’acqua, uno degli ordigni si stacca bruscamente dal gruppo e punta sulla città.

    (Dia 9) - Un panico indescrivibile si diffonde allora tra la popolazione e si registrano numerosi morti e feriti, dopo il passaggio dell’oggetto volante. Morti calpestati dalla folla o per lo spavento, ma alcuni a causa delle radiazioni emesse dal vascello spaziale. Dopo questa dimostrazione dai tragici effetti, i tre oggetti volanti si riuniscono nuovamente e si dirigono verso est a velocità vertiginosa.

    (Dia 10) - Cinque giorni dopo, il 25 agosto 1608, nel cielo di Martigues, piccolo villaggio di pescatori situato all'ingresso dello Stagno di Berre, appare un vascello spaziale, che volteggia per un’ora e mezza al di sopra delle case. Ne fuoriescono due entità molto simili a quelle osservate dai nizzardi la sera dei 5 agosto, che planano intorno al vascello e danno l’impressione di sfidarsi a duello nel cielo. E’ l'ultimo avvistamento di vascelli spaziali in questa regione del Mediterraneo

    (Dia 11) - La settimana successiva viene ricordata nella regione per le abbondanti precipitazioni di ... pioggia rossa, rossa come il sangue. Secondo lo spirito degli abitanti dell’epoca, d’altronde, non può trattarsi che di sangue. In questo fenomeno trova giustificazione l’ipotesi che attribuisce ad una "vendetta divina" le inquietanti manifestazione osservate durante l’agosto 1608. L’interpretazione che si potrebbe dare oggigiorno allo strano fenomeno è la seguente: questa regione dei sud della Francia è ricca di bauxite. Il vortice d’aria originato dagli ordigni al momento di ripartire potrebbe aver risucchiato polveri di bauxite, che in seguito, inglobate dalle nuvole negli alti strati dell’atmosfera, avrebbero ceduto la propria colorazione rossastra alla pioggia. Per gli abitanti di questa regione, infatti, il fenomeno è relativamente frequente ed oggi, ormai, non stupisce più di tanto.

    (Dia 12) - Per quaranta giorni le cappelle, le chiese e le cattedrali di tutta la regione, da Martigues a Genova, vedono giungere enormi folle di pellegrini a pregare, giorno e notte. I credenti ed anche i non credenti si uniscono quindi nella stessa ed intensa preghiera, chiedendo a Dio quel perdono che eviterà loro il ripetersi delle strane e tragiche visioni di cui erano sta attoniti quanto impotenti testimoni. A questo punto ognuno di noi avrà certamente formulato una propria interpretazione del curioso fenomeno, avvenuto quasi quattro secoli fa sulla splendida << Cote d'Azur >>.

    Ritengo opportuno tuttavia riportare in questo contesto l’opinione di uno dei più quotati ufologi d’oltralpe, Guy Tarade, che troviamo nel libro << Soucoupes volantes et civilisations d’outre-espace >>. Citiamo testualmente:

    << Questa lunga e puntigliosa cronaca conferma che gli eventi dell’agosto 1608 rivestono un’importanza determinante per lo studio degli O.V.N.I. nel passato. Questo perché non viene mai messa in dubbio l’OGGETTIVITÀ’ degli avvistamenti, in quanto il fragore che accompagnò il passaggio su Genova dei misteriosi ordigni provocò la morte di più persone. Le vibrazioni sonore emanate dagli O.V.N.I. ricadevano evidentemente in una gamma di frequenza pericolosa per gli esseri umani. Il figlio di Gasparino de Loro ed il fratello di Antonio Bagatello, ad esempio, furono uccisi proprio da quelle terribili onde acustiche, come molte donne della città. Ancora: la tuta "coperta di scaglie", indossata dai piloti che fluttuavano nel cielo con propulsori individuali (i cosiddetti "serpenti volanti"), ricorda incredibilmente quella degli attuali cosmonauti.

    Un altro fattore attestante la realtà delle manifestazioni visuali e sonore è costituito dall'intenso fuoco di artiglieria (800 colpi di cannone) che l’esercito piemontese sparò per difendere il porto di Genova da questi misteriosi ordigni anfibi >>.

    A proposito della "pioggia di sangue", l’autore transalpino ha una propria ipotesi, che si discosta alquanto da quella suggerita dal G.E.O.S.: << Si può pensare, quando le "piogge di sangue" caddero dopo tre giorni un po’ dappertutto sul litorale, che le manifestazioni a carattere temporalesco, tipicamente stagionali, abbiano incluso delle microparticelle di ossidazione, residuate dal sistema di propulsione degli ordigni stessi >>.

    << Cosa si può desumere ancora da una tale descrizione ? - insiste l'esperto francese -. Gli O.V.N.I. che terrorizzarono Provenzali e Genovesi nel 1608 erano gli stessi che ancor oggi fanno visita, sempre più di frequente, ai nostri cieli ?

    Ma se vogliamo spingerci ancora oltre, quei pescatori dei 17° secolo potrebbero aver assistito, con un anticipo di oltre 300 anni, allo sbarco dell’agosto 1944, impossibilitati a riconoscere nelle loro osservazioni una deformazione del "continuum" spazio-temporale >>.

    << Un’ ipotesi da non sottovalutare - conclude Guy Tarade - vuole infatti che gli U.F.O., questi enigmatici fantasmi del cielo, non vengano dagli spazi cosmici, bensì da una dimensione parallela, che governa contemporaneamente il tempo e lo spazio: due fattori della nostra evoluzione di cui, vale la pena ricordare, conosciamo ancora ben poco >>.

    BIBLIOGRAFIA

    ARCHIVI MUNICIPALI DI NIZZA - anno 1608

    "LES EXTRATERRESTRES" - Editions du Cercle Français de Recherches Ufologiques - Rebais

    Guy Tarade - SOUCOUPES VOLANTES et civilisations d’outre - espace / J’AI LU, 1970

    (di Giorgio Pattera)

    (10/07/2000 Tg0-positivo)