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Dice il saggio ...
Anche l’estremo ha i suoi limiti (Patrik de Gayardon)

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  • Satira e ironia, la ricetta del nostro tempo

    Satira e ironia, la ricetta del nostro tempo

    Presentato a Vittorio Veneto l’ultimo libro di Carlo Piasentin

    L’ironia e l’autoironia sui nostri difetti serve a migliorarci. Riflettiamo su noi stessi ridendoci sopra, per superare più facilmente ciò che non ci piace e crescere. Nascono così le situazioni e i personaggi delineati con sorprendente freschezza e vitalità delle ‘quasi poesie’ di Carlo Piasentin, giunto alla sua nona fatica con “Stracaganàsse. Quasi poesie" edito dalla Kellermann di Vittorio Veneto (pp. 84, 10 euro), un’opera scritta in italiano e diaèto zenedése, divertente e godibilissima da tutti i Veneti perché di facile comprensione e di grande intensità.

    “Quasi interprete ironico di ciò che avviene sopra la nostra testa, dietro le nostre spalle... Carlo Piasentin ci regala l’altra faccia della realtà – racconta la giornalista e scrittrice Emanuela Da Ros, che ne ha curato la ‘quasi’ presentazione - Sarà anche un quasi-poeta Carlo Piasentin, ma la sua traduzione in versi, in rime baciate/alternate/rinterzate, di ciò che ci succede intorno riesce a restituirci un’immagine tollerabile degli errori che commettiamo ogni giorno, degli ostacoli che superiamo ogni volta che azzardiamo una corsetta verso minuscoli traguardi intermedi, delle mete che ci prefiggiamo quando diamo retta ai puerili capricci della “quasi” storia che stiamo vivendo”.

    Carlo Piasentin, come tutti i poeti delle società che cambiano – chi non ricorda Gioacchino Belli, Carlo Porta o il veneziano Giorgio Baffo? -, osserva con cura ciò che lo circonda e poi lo condivide: “Carlo Piasentin quando scrive un’altra “quasi” poesia, non può contare sul megafono del passaparola, ma sull’eco, altrettanto potente, di Internet – aggiunge la Da Ros - E’ attraverso la posta elettronica che, a volte, scopriamo che Carlo Piasentin ha buttato giù qualche verso, ispirato alla corsa folle di Zaia sull’autostrada, alla Ceseta de S. Roco, alla Sicità, all’Afàr Telecom… o a quella “quasi” notizia che la stessa mattina aveva avuto l’onore di aprire le pagine di cronaca dei quotidiani”.

    L’opera si suddivide in capitoli dedicati alle “Paròe quasi desmentegàde”, parole in diaèto zenedése a rischio di ‘estinzione’, alle “Quasi Poìtiche” dove si parla di giustizia, di governo, di politici con il tono ironico che lo connota, “Quasi in italiano”, “Quasi poesie” e si chiude con un divertente “Traduzionario par forèsti dée paròe pi difízi”.

    L’Autore

    Carlo Piasentin è nato e vive a Zèneda di Vittorio Veneto. Da alcuni anni scrive “quasi poesie” in diaèto zenedése e ha già pubblicato in ordine: “Quasi poesie in diaèto zenédese”; “Come che erénsi, come che sén”; “La vita l’é un teatro”; “...Se pól sènpre ridérghe sóra”; “I cagnét inamoràdi”; “No se pól far senza”; “Vers(i)ando, quasi poesie da lèzer bevèndo”; “Mondo slólz”. Nell’ottobre 2006 ha presentato un nuovo libro, “Patugoi a marènda. Quasi poesie” (Kellermann Editore), corredandolo anche di un piccolo “Traduzionario par forèsti dée paròe pi difízi”, utile per imparare i termini zenedési più difficili.

    (16/10/2007 Tg0-positivo)