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  • Facciamo la mossa giusta, è la salute a vincere

    Facciamo la mossa giusta, è la salute a vincere

    Una settimana di studi tra gli enti locali, aziende e cittadini

    Facciamo la mossa giusta, è la salute a vincere. Per un’intera settimana - la prima organizzata, in Italia, da una provincia per discutere solo di rispetto dell’ambiente - grandi e piccini della Marca Trevigiana hanno parlato e sentito parlare di mobilità sostenibile, di problemi di inquinamento e soluzioni attuate, di comportamenti virtuosi e di azioni comuni.

    Una settimana, dunque, davvero importante quella organizzata dalla Provincia di Treviso dal 15 al 23 settembre scorsi nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità, che ha visto numerosissime persone coinvolte in attività e laboratori, in momenti di riflessioni e di condivisione, in azioni di sensibilizzazione volte a influenzare gli stili di vita delle nuove generazioni e a creare momenti di aggregazione e partecipazione pubblica in grado di migliorare la qualità delle decisioni delle amministrazioni locali proprio in tema ambientale.

    “Non si può parlare di turismo – ha commentato Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso – o di prodotti tipici se non esiste un ambiente sano. In queste giornate provinciali abbiamo parlato di qualità dell’aria, dell’acqua, abbiamo incentivato la mobilità sostenibile e presentato progetti ed esperienze concrete. La futura sede dell’Ente al Sant’Artemio, per esempio, sarà completamente alimentata da energia fotovoltaica con 10 mila metri quadrati di pannelli che produrranno 500 chilowattora l’anno e renderanno il complesso provinciale del tutto autosufficiente. E su questa via anche le nuove scuole verranno dotate di impianti fotovoltaici.”

    A questa prima edizione di “Giornate Provinciali dell’Ambiente” hanno preso parte 52 comuni su 95, presentando esperienze concrete e manifestazioni per la cittadinanza. L’auspicio, ovviamente, è che l’anno prossimo vi aderiscano anche tutti gli altri, perché sull’ambiente l’unione fa la forza.

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    Energia di Marca

    Più benessere, maggiore spreco di energia, maggiore qualità di vita. Fino a oggi le società più ricche si sono fondate su questo trinomio inscindibile, ma per fortuna i tempi sono cambiati.

    E’ quanto emerso dal convegno “Energia di Marca” che ha fatto il punto della situazione sul fronte dell’energia e del risparmio energetico. Qualche giorno prima la Provincia di Treviso, la Camera di Commercio e il Metadistretto della Bioedilizia avevano firmato un protocollo per uniformare e diffondere una cultura della bioedilizia certificata e qualificata, certi che essa rappresenti il futuro dell’edilizia trevigiana.

    La realizzata scuola media di Montebelluna

    Tutti d’accordo che bisogna educare il singolo a ‘fare la mossa giusta’, ma anche che bisogna dare l’esempio in ambito pubblico. Già nel 2005, Montebelluna aveva approntata una rilevazione energetica degli edifici, utile anche per l’appalto del servizio di riscaldamento “appalto calore” con possibilità di interventi tipo “Esco”, entrando di diritto tra gli otto enti locali prescelti dal Kyoto Club, in tutta Italia. Dopo aver formato il personale, ha istituito il concorso “Risparmiando inquino meno” per premiare i cittadini con case costruite secondo criteri di risparmio energetico e ha aperto lo sportello comunale per l’energia. Poi ha costruito due nuovi edifici a basso consumo - nuova scuola materna e ampliamento di scuola media, praticamente in classe A, che verrà inaugurata sabato 13 ottobre p.v. – e installato tre impianti fotovoltaici - un campo da rugby, un campo da calcio, una scuola media - per una potenza complessiva di 45 kW. Infine, sono state inserite nel Prg norme per incentivare la bioedilizia.

    L'impianto fotovoltaico realizzato nel campo sportivo di Montebelluna

    “Anche i numeri parlano e dimostrano che a fare risparmio energetico conviene – ha commentato l’ingegnere Lodovico Mazzero, il funzionario pubblico delegato a seguire queste iniziative ma da molti anni impegnato per proprio conto sul fronte del risparmio energetico – Oggi ci sono 50 mila abitazioni non occupate in provincia di Tv. La spesa per costruirle poteva essere impegnata in interventi di isolamento termico delle abitazioni esistenti, con un risparmio annuo per riscaldamento che sarebbe stato pari a 270 milioni di euro, equivalente a circa 315 €/abitante all’anno. E si potrebbero snocciolare altre cifre che farebbero risparmiare ai contribuenti molti soldi”.

    Il progetto di scuola passiva nella frazione di Contea a Montebelluna

    Di estremo interesse anche il progetto illustrato dal Comune di Vedelago, rappresentato dal funzionario Daniele Mirolo. Nel 2005, l’Amministrazione ha deciso di realizzare nuovi plessi scolastici, sostituendo due strutture obsolete. L’intenzione era quella di costruire due edifici non solo a basso impatto ecologico e con tecniche di risparmio energetico, ma anche altamente confortevoli per studenti e insegnanti.

    Sia la progettazione che il bando esigevano requisiti in merito alla biocompatibilità, risparmio energetico. Gli edifici, il cui lavori partiranno a breve, saranno realizzati in legno con un consumo per riscaldamento non superiore ai 50 kW/m2a.

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    Mobilità sostenibile

    Un’indagine Arpav del 2005 ha messo in evidenza che i bambini e i ragazzi del Veneto vanno a scuola in autobus (39%), accompagnati in auto (36%) e a piedi o in bicicletta (25%). Sempre restando in tema di numeri, secondo dati Istat, nel 2002 in Italia si sono verificati 11.280 incidenti che hanno coinvolto velocipedi causando 280 morti e 10.482 feriti, mentre nella Provincia di Treviso nel 2005 sono state coinvolte in incidenti stradali 322 biciclette.

    Impossibile non chiedersi, allora, come è avvenuto nel convegno “La mobilità ciclabile nelle nostre città”, in quale modo riuscire a conciliare l’uso di mezzi alternativi all’automobile con la necessità di non lasciarci la pelle. Cosa più facile a dirsi che a farsi.

    La Provincia di Treviso, dal canto suo, ha deciso di affidare a Euromobility, associazione nazionale che si impegna a diffondere tra pubblici e privati la cultura della mobilità sostenibile, la realizzazione di uno studio per la promozione della mobilità ciclabile nella Provincia di Treviso, allo scopo di migliorare i percorsi esistenti e crearne di nuovi. Lo studio analizza i 7 capi mandamento della Provincia di Treviso (Treviso, Montebelluna, Castelfranco Veneto, Conegliano, Valdobbiadene, Oderzo, Vittorio Veneto), studiando la domanda e l’offerta di mobilità e le modalità di intervento nei singoli territori, su cui convogliare poi gli investimenti. Arpav, invece, ha deciso di sostenere l’educazione stradale all’interno di un processo più ampio di educazione allo sviluppo sostenibile partendo dal presupposto che la strada non è intesa solo come luogo di circolazione di veicoli ma come luogo di rispetto.

    Ha dunque affiancato le campagne informative ed educative, con un’attività in collaborazione con la Federazione Italiana Amici della Bicicletta (Fiab) per diffondere consapevolezza sull’uso della bicicletta in ambito urbano.

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    Mobilità e disabilità

    Quando si discute di mobilità, però, non si possono ignorare le barriere che impediscono una “vivibilità” ottimale a una fascia crescente di cittadini, (anziani, cardiopatici, ciechi, donne in gravidanza, persone in carrozzina, bambini piccoli).

    Se n’è parlato al convegno “La mobilità urbana e disabilità” che ha messo in luce un dato non trascurabile: in Europa, nel 2003, le persone a ridotta mobilità che soffrivano in città scomode e piene di barriere, erano quasi 80 milioni. A questo si deve aggiungere un altro dato significativo: di queste, 35 milioni sono interessate al turismo e quasi 6 milioni con bisogni speciali già viaggiano. E si tratta di cifre destinate ad aumentare visto l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle sue difficoltà motorie.

    “La mobilità significa anche automezzi in grado di trasportare persone disabili – hanno affermato i rappresentanti del Coordinamento Provinciale Associazioni Handicappati di Treviso, da sempre impegnati in azioni di sensibilizzazione -, significa predisporre mezzi adatti con le previste pedane o con la predisposizione di banchine di adeguate altezze, installare ove necessario sistemi informativi per non vedenti e non udenti cablando le città, cosa ormai fattibile con le tecnologie attuali. Integrare il trasporto ruota gomma si rivela utile per tutti, non solo per i disabili, poiché la ‘mia libertà finisce là dove inizia la tua’”.

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    Turismo lento

    Un ambiente sano, dunque, fa star bene chi vive ma richiama anche i visitatori. Se n’è parlato al convegno “Scegli un turismo lento in Provincia di Treviso”, una proposta per un turismo ‘alternativo’. In questi anni, infatti, si è assistito a un interesse sempre più crescente verso il turismo che predilige i piccoli luoghi e l’enogastronomia.

    La Marca Trevigiana rientra negli itinerari di questo ‘turismo lento’ che vuole un’esperienza di vacanza con soggiorno in ambiente rurale o in piccoli centri, in ricettività extralberghiera di tipo rurale (case coloniche, agriturismo), che predilige visite di tipo culturale a musei, borghi, pievi, castelli, dimore d’epoca in zona e anche fuori provincia, che cerca escursioni naturalistico sportive (passeggiate, equitazione, ecc.) ed è attratto da visite a luoghi di produzione vinicola, gastronomica e artigianale.

    Il lungo percorso ciclopedonale che costeggia il Fiume Sile

    Nella Marca Trevigiana, la pista ciclabile Treviso-Ostiglia - una lunga linea ferroviaria dismessa di 118 km che tocca le province di Treviso, Padova, Vicenza, Verona e Mantova –, opportunamente utilizzata, potrebbe accrescere questo tipo di turismo nel territorio.

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    Acqua

    Acqua e risparmio idrico. Un tema di vitale importanza al quale le Giornate Provinciali hanno dato ampio spazio, con laboratori, rappresentazioni teatrali, quiz a premi e convegni ad hoc. La Marca Trevigiana, come tutta la Pianura Padana, poggia su di un vero e proprio cuscino d’acqua che ne fa uno dei territori più importanti al mondo. Sprecarla è dunque un delitto verso umanità. Forse proprio anche per il fatto di contare su di una simile abbondanza, la provincia di Treviso ha una media di prelevamento dell’acqua superiore del 18% rispetto alle altre province italiane, cioè di 192 metri cubi pro capite all’anno contro i 163 della media italiana e i 164 del Veneto.

    Il prelievo avviene quasi esclusivamente da sorgenti e pozzi, non da acque superficiali. Complici di tutto questo i prelievi per usi industriali, quelli per usi agricoli purtroppo ancora ‘acquivori’ e anche una disattenzione del singolo al risparmio idrico.

    La Provincia di Treviso ha pensato dunque, a tal proposito, di creare un circuito separato per l’acqua con due condutture, una per l’utilizzo dell’uomo ed una di acqua non depurata per diversi usi (es. giardino, ecc) per ottimizzare sempre più l’utilizzo dell’acqua, come accade nell’ambito del progetto “Fontane Bianche” realizzato a Villorba per razionalizzare l’uso delle acque di falda e che la Provincia conta, in futuro, di estendere a tutta la Marca.

    Paola Fantin

    (10/10/2007 Tg0-positivo)