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  • Sguardi di donne Autore: Claudia Rinaldi-Ausonia Minniti

  • 1988-2008, i primi vent’anni dell’Advar

    1988-2008, i primi vent’anni dell’Advar

    Una storia di amore e amicizia

    Alberto Rizzotti, urologo dell'Ospedale di Treviso, a soli 46 anni si ammalò di tumore. Durante la fase della malattia che lo condusse alla morte continuò ad essere medico e, nella duplice veste di medico - paziente, comprese in modo profondo la realtà di malato inguaribile.

    La consapevolezza della fine portò Alberto e la moglie Anna a vedere la vita con occhi diversi, con la voglia di coglierne ogni istante. Inoltre, la coppia maturò la volontà di aprire - e qui la parola ha veramente un significato pregnante - la propria esperienza agli altri. In seguito alla morte di Alberto, Anna ed alcuni amici, accogliendo il messaggio e custodendo nell'intimo quanto vissuto, decisero di prendersi cura degli altri ammalati, per aiutarli a "vivere il morire" nel massimo rispetto della loro dignità.

    Era il 1988 quando nella vecchia sede presso il ponte Malvasia, a Treviso, dagli incontri degli amici di Alberto Rizzotti, giovane medico nasceva la prima idea dell’Advar. Lì si formò il primo gruppo di volontari e partì anche la prima unità di cure palliative. Da allora si sono susseguite numerose tappe importanti e numerose conquiste. Subito dopo la fondazione fu avviata l’esperienza degli “Incontri culturali”, appuntamenti pubblici che affrontano diversi aspetti che non riguardano solo il rapporto medico - paziente in ambito sanitario ma anche i temi di attualità più sentiti. L’associazione non ha mai sottovalutato la sensibilizzazione, riconoscendo l’importanza di raggiungere anche coloro che non erano toccati direttamente dalla problematica del cancro.

    Nel 1991 l’Advar lasciò la sede del centro per trasferirsi nella sede attuale, in piazzale Pistoia e, nello stesso anno, iniziano anche i convegni scientifici, appuntamenti di approfondimento e riflessione sulle modalità di assistenza rivolti anche al personale sanitario che opera in ospedale e sul territorio.

    Il primo fu “Cura del malato inguaribile” (1991), a cui seguirono “Informazione e consenso informato” (1993), “Limiti e qualità in medicina: tra etica ed economia” (1996). Agli incontri dell’Advar hanno partecipato, in questi anni, altri studiosi che hanno approfondito il rapporto con la malattia e il dolore.

    Tra questi ricordiamo alcuni “amici” dell’Advar come Marie De Hennezel, psicologa e psicanalista francese autrice del libro “La morte amica” (Rizzoli), Antonia Arslan, don Luigi Ciotti, Gianfranco Piacentini, Sandro Spinsanti, Paolo Ricca, Dietrich Von Engelhard.

    Tanti intellettuali hanno abbracciato e sostenuto la causa dell’Advar, così come numerosi artisti internazionale che locale che hanno messo a disposizione il loro talento per la nostra associazione: Rudolf Buchbinder, l’orchestra di Padova e del Veneto, Kyoko Takezawa e Edoardo Maria Strabbioli, Anna Campanaro, Maria Tea Lusso e Sergio Ruffin, Leon Spierer, Hando Nahnkur, Mario Brunello.

    Un’altra tappa fondamentale è stata, nell’ottobre 2001, la posa della prima pietra dell’Hospice: era l’alba di un sogno, in cui hanno creduto con determinazione i volontari e i tantissimi amici dell’Advar insieme ai semplici cittadini che hanno voluto condividere questo momento di festa.

    Per sostenere la crescita della Casa dei gelsi nel 2002 è stata inaugurata la manifestazione “In marcia per l’Hospice”, che rappresenta una metafora del percorso dell’Advar, un cammino verso la vita da difendere fino in fondo nella sua dignità. Nella primavera del 2004 finalmente l’hospice è stato ultimato: la struttura, immersa in un contesto verde e tranquillo, ha potuto accogliere i malati in fase avanzata e terminale che le famiglie non sono in grado di accudire in casa.

    Un cammino importante, che continuerà, oltre il traguardo del ventennio, con il consueto coraggio e l’inconfondibile umanità e entusiasmo verso nuovi e importanti traguardi.

    Per informazioni: Advar, tel. 0422 432603 oppure www.advar.it.

    (09/09/2007 Tg0-positivo)