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  • Ai Musei Civici di Treviso una nuova collezione archeologic

    Ai Musei Civici di Treviso una nuova collezione archeologica

    Inaugurata la Sezione di Archeologia al S. Caterina di Treviso

    Trecentomila anni di presenza e di attività umana documentati nel territorio tra le Prealpi, il Piave e il Sile, dalle selci ritrovate a Pagnano d’Asolo accanto a una carcassa di mammuth sino alla piena romanizzazione che trasformò Treviso, Asolo, Montebelluna, Oderzo e Altino in centri civici di estrema importanza. Dal 29 giugno 2007, è stata infatti inaugurata la Sezione Archeologica dei Civici Musei di Treviso, allestita all’interno del complesso di S. Caterina, celebre per conservare il ciclo affrescato delle Storie di S. Orsola di Tomaso da Modena.

    Tra i reperti che i visitatori potranno vedere con i propri occhi a Treviso bisogna doverosamente ricordare le celebri spade di bronzo provenienti dal fiume Sile, che furono rinvenute, numerose, tra il 1800 e il 1900. Esse rappresentavano una offerta votiva, collettiva o individuale, che veniva posta lungo i bordi del fiume per ingraziarsi le divinità Gli esemplari più antichi risalgono al 1600 a.C. ma la consuetudine continuò sino all’Età del Ferro, con il ritrovamento di pesanti spade ad ‘antenne’, importate in terra veneta forse da Tarquinia.

    Alla necropoli di Montebelluna, provengono alcune splendide situle, ovvero prodotti in lamina di bronzo – in particolare vasi a forma di secchio, situle appunto, ma anche coperchi, cinturoni, dischi votivi – diffusi tra Po e Danubio.

    Sono cinque dischi votivi, il più antico dei quali presenta una figura femminile regale, la “dea degli animali”, attorniata da lupi, uccelli, alberi, una sorta di Grande Madre che domina sugli elementi della natura (IV-II a.C.).

    Ancora da Montebelluna proviene anche una bella cista su cui sono rappresentate una scena nuziale e una scena di aratura, che appartenne a un corredo funerario tra il VI e il V secolo a. C.

    L’allestimento della sezione è stato curato da Dinah Casson, l’architetto italo inglese cui si deve anche il nuovo allestimento delle British Galleries del Victoria and Albert Museum, in collaborazione con la Goppion di Milano (allestimento) e con la trevigiana Permasteelisa (interni delle vetrine).

    Il Museo di S. Caterina proporrà al visitatore anche le proprie collezioni di pittura e scultura dove sono esposti grandi maestri come Tomaso da Modena, Tiziano, Cima, Lotto, Rosalba Carriera, Martini.

    Orario: dal martedì alla domenica (9-12.30; 14.30-18).

    Per info e prenotazioni 0422 544864.

    (08/08/2007 Tg0-positivo)