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Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Il Codice del Denaro di Raimon Samso

Dice il saggio ...
Soltanto se ami gli uomini e ogni cosa, tu ami veramente Dio (A.Voldben)

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  • Nexus New Times n. 95 - Dicembre 2011/Gennaio 2012

  • Terra rossa, sapori di bosco

    Terra rossa, sapori di bosco

    Una nuova epopea familiare ricostruita dallo studioso Mariano Berti

    Ha scritto ben tre volumi che racchiudono la storia di moltissime famiglie trevigiane, raccolta dalla viva voce degli ultimi testimoni e ricostruita grazie ai documenti presenti negli archivi storici.

    Ora sta già lavorando al quarto volume, incapace di deludere quanti ancora attendono di sapere qualcosa del loro passato da poter poi lasciare ai figli e ai figli dei figli. Ma nel frattempo ha anche inaugurato una nuova collana di testi, composti da monografie familiari che stanno suscitando già molto interesse.

    Nasce così l’elegante volumetto “Terra Rossa. Sapori di bosco”, con prefazione dello scrittore Gian Dominico mazzocato, che verrà presentato domenica 26 agosto 2007 e che è tutto dedicato alla famiglia Vettorel di Giavera del Montello, proprietaria di una osteria nota da decenni ai trevigiani. La loro storia, grazie alle ricerche di Berti, ci è oggi nota e principia così in uno snodarsi di eventi che fanno grande la storia di ogni essere umano.

    “Era un mattino di sole quello delle Idi di marzo del 1924, quando, attaccati i buoi al carro dov’erano caricate fin dalla sera precedente le poche masserizie che possedevano, i Vettorel lasciarono Cordignano incamminandosi verso una nuova terra e un futuro ancora incerto. Uomini, donne, bambini, ognuno con il suo fagotto in spalla, seguendo il convoglio agreste, attraversarono Conegliano e poi il ponte sul Piave, imboccando quindi la polverosa strada Schiavonesca verso Nervesa, raggiungendo Giavera in tarda mattinata. Ogni tanto si erano fermati per far riposare le bestie. L’ultima tappa fu alla sorgente “Forame” per poi affrontare la salita verso la quinta presa del Montello. Erano ormai le prime ore del pomeriggio, quando raggiunsero la loro Terra Promessa, in via Bongiovanni.

    Nella nuova residenza, lontano da ogni vociare, il silenzio era quasi irreale. Solo alcuni uccelli, con il loro svolazzare, accolsero i nuovi arrivati sull’epica collina. Ovunque si vedevano ancora i crateri lasciati dalle bombe, che la natura faceva del suo meglio per cancellare...”

    Per info marberti@alice.it

    (10/07/2007 Tg0-positivo)