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  • Piccola economia a rischio

    Piccola economia a rischio

    Presa di posizione dell'artigianato e del commercio trevigiani

    Due mozioni approvate che impegnano il Governo a recepire le istanze degli artigiani e delle piccole imprese.

    E’ questo il risultato del tavolo di trattative che ha messo insieme Artigianato Trevigiano, Cna Provinciale di Treviso, Confartigianato MarcaTrevigiana, Confesercenti, Unascon-Confcommercio e Usarci per combattere una battaglia sugli studi di settore. Positiva dunque la presa di posizione delle associazioni di categoria della provincia di Treviso – scese in piazza il 23 giugno scorso -, che hanno così indotto il Senato a considerare le loro proposte e a dare ordine al Ministero ad apportare delle modifiche.

    Il Governo ha, infatti, appena approvato due mozioni, una della maggioranza (prima firmataria la senatrice Anna Finocchiaro) e una presentata dal senatore Roberto Calderoli (Lega Nord). In particolare, la mozione dell’Unione - sulla quale il Governo ha espresso parere favorevole – impegna l’esecutivo a disporre che gli indicatori di normalità economica vengano utilizzati senza nessun “automatismo accertativo”, inoltre si invita il Governo “a individuare criteri oggettivi al fine di meglio identificare le situazioni di marginalità economica per le quali non si rendano applicabili gli indicatori di normalità economica”.

    La mozione della Lega, dopo esser stata modificata su invito dell’Esecutivo stesso, impegna il Governo “al rispetto del protocollo sottoscritto dal ministero dell’Economia nel dicembre 2006 per l’aggiornamento degli studi di settore”, nonché alla destinazione di parte di risorse a “copertura di una politica di riduzione del livello di pressione fiscale a carico delle famiglie e delle imprese, con particolare attenzione a quelle di dimensioni minori, quelle artigiane e del lavoro autonomo”.

    “Siamo contenti di esser riusciti ad aprire da Treviso un tavolo di trattative così importante – ha spiegato Piergiovanni Maschietto (Artigianato Treviso) – ma siamo scontenti perché non è stata accolta la modifica sulla retroattività”. “Problemi risolti? – ha chiarito il direttore di Cna, Giuliano Rosolen – No. Si è aperta una discussione e ora vedremo se Visco recepirà le indicazioni del Senato. Dovremo tenere desta l’attenzione. I nostri obiettivi non servono a far star meglio l’impresa, ma a far sì che l’economia continui a svilupparsi”.

    Di strada da fare ce n’è, dunque, ancora molta perché nel frattempo il 28 giugno, per la prima volta nella Marca, sono stati chiusi per tre giorni quattro esercizi commerciali, colti in flagranza di ‘evasione’ per non aver emesso tre scontrini consecutivi.

    “Il sistema dei tre scontrini consecutivi non ce l’ha neppure un paese africano – ha commentato Rosolen - Giusta dunque la pena pecuniaria, ma non questa specie di pubblica lapidazione”.

    “Hanno scritto un giorno: colpisci uno ed educhi tutti – ha aggiunto il presidente di Confcommercio, Renato Salvadori – E’ giusto punire chi elude ma non con la gogna fiscale. Bisogna invece mettere tutti sullo stesso piano dei costi. Ridurre la pressione fiscale vuol dire far emergere l’evasione, l’inasprimento fiscale, però, si sta concentrando su di un’unica categoria: i lavoratori autonomi. In realtà, il ‘lavoro nero’ è un fenomeno sociale che riguarda anche le società, le finanziarie, il lavoro dipendente. Le imprese di capitali, come ha avuto modo di dire qualche tempo fa il Ministro Visco, una su due, presentano redditi pari a zero o a sottozero. Vogliamo allora far qualcosa?”

    (10/07/2007 Tg0-positivo)