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Macrolibrarsi.it presenta il cofanetto: The Quantum Activist - Mt0

Dice il saggio ...
Essere mamma non un mestiere. Non neanche un dovere. E' solo un diritto tra i tanti (O.Fallaci)

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  • La PNL e la Magia del Linguaggio

  • Tg0-positivo fiabe per piccoli, principessa della m


    Principessa

    della

    magia

     

    Una fiaba per grandi e piccini


    Sara fece capolino da sotto le coperte e la mamma disse con una voce calma ma non priva di preoccupazione: "Ti prego, Sara, cerca di riposare. Il dottore dice che devi stare quieta perchè la febbre cali." Le pose la mano sopra la fronte e la accarezzò con dolcezza. Per un attimo Sara chiuse gli occhi e disse piano piano: "Sì, mamma."

    La mamma le diede un bacio ed un ultimo sguardo prima di uscire. Poi, spegnendo la luce, chiuse la porta dietro sé. Sara non si mosse finché non avvertì i passi dei genitori avviarsi verso il salotto. Come al solito, stavano nuovamente litigando.

    No, non era la malattia ma ben altro a inquietare i suoi pensieri. Neppure quella sera suo padre le aveva dato la buona notte e da ormai molto tempo non lo faceva più.

    Tornava a casa dal lavoro in fabbrica, si sedeva davanti la televisione a guardare un programma in cui tante donne ballavano con mille lustrini e quasi non salutava la mamma che accorreva pronta col grembiule attorno alla vita. Borbottava, le era parso una volta di sentire, che il lavoro peggiorava ogni giorno di più, che il nuovo capoofficina aveva messo gli occhi su di lui e lo riprendeva continuamente. Se non fosse stato altro perchè toccava a lui tirare avanti la baracca, da tempo gli avrebbe detto il fatto suo. La mamma aveva abbassato il capo e inghiottito la sua minestra. Sara non capiva perchè volassero queste parole: anche mamma lavorava molto duramente. La signora Gisella era esigente: pretendeva dei capi stirati alla perfezione, l'appartamento tirato a lucido ed il pranzo pronto tutti i giorni. Mamma non si era mai lamentata di questa situazione, perchè lo faceva con amore.

    Aveva interrotto i suoi studi per sposarsi con papà, "l'amore della sua vita", come le aveva detto spesso quando le raccontava le storie dei principi e delle principesse e si paragonava a Cenerentola o a Biancaneve o alla piccola Wendy di Peter Pan. Ma Sara da tempo aveva smesso di vedere in suo padre il principe della mamma.

    Mentre affondava il capo nel cuscino, poteva sentire nitidamente le voci alterate dei suoi genitori. Anche stasera lui si era ubriacato e gridava contro sua madre. Sara si alzò con gli occhi sbarrati, scivolò vicino alla porta e la socchiuse un poco. "Sst... caro, la bambina ha bisogno di dormire. Il dottore dice che è solo un raffreddore, ma deve riposare. Ti prego, cerca di calmarti."

    Calò un interminabile silenzio. Poi il rumore dei vetri infranti di un bicchiere e lo sbattere di una porta, seguito da parole molto dure che Sara aveva udito qualche volta nei film che la sera tarda lui si soffermava a guardare. Sapeva soltanto che si trattava di parole molto violente rivolte a dei nemici. E mà? Era forse la peggior nemica di pà? Nei suoi sei anni credette allora che suo padre si fosse arrabbiato per causa sua e che la mamma ne pagasse le conseguenze per difenderla.

    La febbre che si agitava in lei fece il resto, quasi in una sorta di delirio. Mamma sarebbe tornata felice, senza dover affrontare più alcuna discussione con papà se lei se ne fosse andata e li avesse lasciati finalmente soli. Rinchiuse la porta e accese la luce. Nella sua stanza gialla, piccola e soffocante come il resto dell'appartamento, i pupazzi compagni di giochi parevano osservarla da ogni angolo. Si avvicinò a Piuma, un papero verde che un giorno la nonna le aveva posto in grembo e che odorava ancora del detersivo Ribello in cui lo aveva trovato. Un papero cinese, le aveva detto suo padre, guardando l'etichetta che sporgeva da una zampa.

    Ma Sara non era mai riuscita a capire perchè. Per quanto lo avesse osservato non aveva gli occhi stretti stretti come il padrone del Ristorante vicino al suo condominio. Eh no! A tutto poteva assomigliare Piuma, ma ad un cinese proprio no!

    Lo strinse forte a sé, ricordando che da tempo non vedeva più la nonna e non l'avrebbe vista per molto tempo. Mamma aveva cercato di dirle, un giorno in cui aveva gli occhi più rossi del solito, che la nonna era andata via per un viaggio bellissimo ma che presto sarebbe tornata e tutti l'avrebbero festeggiata. Sara non aveva detto nulla, ma aveva capito che la nonna era andata in Paradiso. Lo sapeva perchè in uno dei film pomeridiani per ragazzi anche alla piccola Kitty era successo lo stesso. A volte si chiedeva perchè i grandi facessero tanti misteri e si mostrassero così imbarazzati nello spiegare cose che capitavano tutti i giorni e che tante volte vedevano assieme nei film o nei telegiornali. Come nella televisione, in realtà la nonna non era morta, ma sarebbe tornata da loro quando fosse finito il suo film. Era tutto così semplice!

    Mise sopra il pigiama un maglioncino rosso e dei pantaloni neri. Ai piedi dei calzettoni e delle scarpe da ginnastica. Si annodò i capelli e ripose Piuma nel suo zainetto. Vi aggiunse un pezzo di cioccolata, un succo di frutta con la cannuccia, una piccola coperta se avesse avuto freddo e la pila che il suo amico Luca le aveva regalato per non avere paura la notte, quando tutte le luci si spegnevano e la Principessa della Magia volava alla ricerca dei bambini disobbedienti.

    Poi aprì la finestra nel tentativo di uscire dal balcone che dava direttamente su di un poggiolo a un metro dal giardino, ma si fermò improvvisamente. Tornò indietro a prendere il libro di fiabe che la mamma quando era più piccola le leggeva ogni sera. Ultimamente era troppo stanca e quando rientrava dal lavoro doveva subito preparare la cena, poi stendere la biancheria e stirare quella asciutta. Una sbirciatina al suo quaderno per controllare se avesse fatto tutti i compiti e poi le interminabili discussioni con papà. Così da tempo il libro delle fiabe era rimasto sul suo comodino e lei che leggeva ancora stentatamente si limitava a guardarne le figure e a fantasticare su di esse. Era un libro ben fatto: aveva la copertina di pelle nera e su di essa spiccava il titolo a caratteri dorati: "Principesse, fate e magie nelle fiabe per bambini."


    Continua ....

    Potete continuare a leggere questa fiaba nel libro di Paola Fantin acquistabile presso Macroedizioni.

    (07/07/2000 Tg0-positivo)