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  • Anche se non sei perfetto Autore: Glenn Schiraldi

  • Bambini, informazioni e media

    Bambini, informazioni e media

    Firmato un protocollo tra Provincia di Treviso e Università di Padova

    E’ stato firmato un Protocollo d’Intesa per la collaborazione culturale e scientifica in tema di “Bambini, Informazione e Media” tra Provincia di Treviso e Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università degli Studi di Padova, per collaborare, ciascuno per quanto di propria competenza nel rispetto del proprio ruolo istituzionale, alla diffusione di conoscenze scientifiche sul ruolo dell’informazione e dei media nello sviluppo sociale e personale dei minori che hanno risvolti applicativi in ambito educativo. Presenti il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, il direttore del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo dell’Università di Padova, Pietro Boscolo, e il responsabile del progetto, Luciano Arcuri.

    “Oggi firmiamo un protocollo importante, visto che credo tutti sappiate quanto abbiamo ormai fatto per la Carta di Treviso che guarda al rapporto tra media, bambini e adolescenti – ha esordito Leonardo Muraro – la firma è propedeutica a una collaborazione e uno studio sull’impatto dei nuovi media, soprattutto Internet. Lo scopo è dare un sostegno agli insegnanti e alle famiglie, che purtroppo hanno sempre meno tempo, per educare alla corretta fruizione delle informazioni. Di questi tempi sentiamo parlare di esempi negativi, di immagini di violenza comparse su siti come YouTube che vengono emulati dai ragazzi. La nostra Provincia è da sempre in prima fila per lavorare a lungo termine su questo problema. Non a caso siamo stati da poco chiamati in Sicilia come relatori a portare il nostro esempio. E poi abbiamo messo in piedi un lavoro con il GT dei ragazzi di Rai 3”.

    “Sono qui a firmare questo protocollo – ha detto Boscolo – occasione importante di collaborazione con la Provincia di Treviso. Questo tipo di studi rientra da anni nel campo di ricerca dell’Università di Padova”.

    “Ringrazio la Provincia di Treviso e il suo presidente da sempre collaboratore e promotore delle nostre iniziative – ha detto Arcuri – questo protocollo è la continuazione di ciò che abbiamo fatto, ovvero l’analisi della fruizione televisiva di bambini e genitori, l’80% dei quali trevigiani, i cui risultati mostrano ad esempio che i bambini in gran parte vedono spesso la Tv e da soli. La nuova direzione è lo studio della multicanalità, i bambini e gli adolescenti sono anche produttori di informazioni e non solo fruitori, il cellulare è usato in maniera professionale. I giovani sanno utilizzare le nuove tecnologie molto più che i genitori o i loro insegnanti e su questo dobbiamo lavorare. Far conoscere i modi in cui si possono controllare questi media, colmare il gap conoscendoli e trovando il modo per utilizzarli in modo corretto e positivo”.

    E’ dunque di estrema importanza verificare come essi costruiscono le informazioni e come fanno interagire le varie modalità. Un’informazione costruita male infatti può dar vita a fenomeni strani e preoccupanti. “Abbiamo coinvolto una serie di insegnanti per rendere i bambini più capaci di gestire le informazioni – ha continuato Arcuri – Bisogna capire che quello che abbiamo davanti, come i videogiochi per esempio, non è una realtà demoniaca. Si tratta sempre di capire l’uso che se ne fa. Se io propongo attraverso i videogiochi delle simulazioni, dove il bambino entra e vede un modello di città ideale con cui interagire imparando così a gestire il territorio e l’economia, si tratta di uno strumento utile. Ma siamo ancora nella preistoria, mentre i bambini sono molto più avanti di noi”.

    Il limes tra informazione e comunicazione del resto ha perso i contorni e si sta sfocando sempre più: “Non c’è più distinzione tra informazione comunicazione persuasiva e pubblica – aggiunge Arcuri – I bimbi ormai utilizzano in modo personale la televisione, il computer e il collegamento in rete. Per legge, chiunque entri in siti che commercializzano videogiochi, se minorenne, deve fornire l’adesione scritta dei genitori, invece vi sono portali in cui non serve. Bisogna dunque individuare possibili strumenti di controllo, ma siamo ancora all’inizio”

    La conseguenza di tutto ciò infatti è l’utilizzazione perversa e massificata della notizia creata, come nel caso di YouTube dove tutti nel mondo possono vederlo ed è una forma di pubblicità/notorietà per chi fornisce materiale. “L’insegnante dunque – dichiara Arcuri – deve intervenire sul fronte dell’autostima, facendo capire che maggior ‘fama’ si può ottenere utilizzando gli stessi strumenti ma in modo differente. Se consideriamo questa realtà ‘farina del diavolo’, la generazione ci sfuggirà. Bisogna aiutare a utilizzare nel bene ciò che parrebbe male. Il campione di ragazzi intervistati ha messo in evidenza una cultura solitaria da parte dei ragazzi. Il 40% la vede da solo, in cinque momenti diversi della. I bambini ammettono di vedere più Tv di quanto immaginino i genitori. Ci sono difficoltà di fondo: i genitori assenti, la Tv come baby sitter e l’impossibilità dunque di rinunciarvi. La scuola diventa per questo fondamentale, perché insegna a guardarla, a utilizzarla. Su Rai 3, c’è l’unico esempio in Italia di Tg fatto per i ragazzi. Questo ci dimostra che siamo sulla strada giusta ma che c’è ancora molto da fare”.

    ************************

    In particolare, con questo protocollo

    la Provincia di Treviso si impegna a

    - coinvolgere le reti territoriali necessarie (scuole, operatori, amministratori, genitori, etc.) alla realizzazione delle iniziative (studi, ricerche, seminari, convegni) sul tema “Bambini, informazione e media”;

    - promuovere il rafforzamento nel territorio delle competenze specialistiche utili in materia di tutela del bambino e dell’adolescente nel mondo dell’informazione e dei media attraverso appositi seminari, convegni, workshop, report e pubblicazioni;

    - promuovere iniziative comuni per la qualificazione/aggiornamento professionale sul tema “Bambini, informazione e media”;

    il Dipartimento si impegna a

    - Mettere a disposizione conoscenze scientifiche specialistiche, studi, ricerche sulla tematica della tutela del bambino e dell’adolescente nel mondo dell’informazione e dei media, realizzate;

    Insieme, ciascuno per la propria parte, la Provincia di Treviso e il Dipartimento si impegnano a realizzare attività e progetti di comune interesse, in relazione alla promozione e diffusione delle conoscenze scientifiche sul tema, promuovendo interventi coordinati di aggiornamento professionale e cooperando alla promozione di nuovi servizi per gli utenti.

    (21/06/2007 Tg0-positivo)