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  • Stop alla delocalizzazione

    Stop alla delocalizzazione

    A Civitas si è parlato di internazionalizzazione responsabile

    A Civitas, il Tavolo permanente per l’impresa etica parte dal rispetto della dignità del lavoro: “In Romania un operaio guadagna appena 80 euro”. Il Comune lancia la proposta di un marchio per le aziende “virtuose”.

    Le imprese padovane e il mercato estero, dei paesi dell’Est Europa in particolare: quale internazionalizzazione si vuole raggiungere? Se ne è discusso il 5 maggio scorso a Civitas nel corso della conferenza “Cooperazione e internazionalizzazione responsabile: un percorso possibile”. L’incontro, promosso da World Social Agenda, Veneto Responsabile e Comune di Padova ha dato il via al Tavolo Permanente sui "Processi di Internazionalizzazione Responsabile per le Imprese padovane", istituito dal Comune di Padova e coordinato da Veneto Responsabile, per avviare un confronto sul fare cooperazione e sul fare impresa nei mercati internazionali.

    “Il rispetto per la gente che lavora nelle nostre imprese all’estero”, questo il punto di partenza posto all’apertura dei lavori da Marco Claudio Vozzi della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri. Un principio che, secondo Francesco Peraro, presidente di Veneto Responsabile, si traduce in due obiettivi: “Primo, proporre alle imprese all’estero valori e linee guida risultanti dal confronto continuo tra istituzioni e società civile; secondo, studiare delle sinergie tra cooperazione internazionale e processi di internazionalizzazione delle aziende”.

    Un’opinione condivisa anche da Marco Santori, presidente del Consorzio Etimos, che proprio nel percorso biunivoco che caratterizza la cooperazione vede grandi potenzialità di sviluppo. Arrivare ad insediamenti all’estero che non sfruttino, ma diventino risorsa per lo sviluppo del territorio è anche l’augurio dell’Assessore alla Cooperazione internazionale del Comune di Padova, Francesco Bicciato: “La delocalizzazione è un modello fallito, perché inquina, sfrutta il lavoro minorile e nel lungo termine non può essere competitivo”. Bicciato ha anche espresso la volontà del Comune di creare un marchio, fisico e virtuale, che renda riconoscibili le imprese padovane all’estero portatrici di valori significativi. Per Jacopo Silva, presidente del Gruppo Giovani Industriali di Padova, il serbatoio di valori al quale attingere è proprio quello dell’impresa familiare, così diffusa e radicata nel Nordest. Un richiamo ad un maggiore senso di responsabilità è venuto anche da Ilario Simonaggio – per la Cgil, Cisl e Uil di Padova – e da Relu Allupaie del sindacato romeno Rapsodia Botusani.

    Quest’ultimo è stato la voce di chi nel suo Paese è oggetto di sfruttamento: “Parlare di internazionalizzazione responsabile in Romania oggi è ancora impossibile, forse fra 20 o 30 anni. Gli imprenditori stranieri non hanno fatto nulla per migliorare le condizioni dei lavoratori. Un operaio semplice continua a guadagnare 80 euro al mese e per scioperare deve chiedere l’autorizzazione al giudice. Questo Tavolo però è un ottima partenza”. L’importanza dell’incontro è stata sottolineata anche da Maurizio Crema, giornalista de Il Gazzettino e coordinatore della conferenza, che nelle conclusioni ha annunciato: “Oggi parte una sorta di Distretto dell’impresa etica, frutto di una concreta collaborazione tra i diversi soggetti economici padovani”.

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    Ufficio stampa World Social Agenda

    Koiné Comunicazione

    Benedetta Frare – Ilaria Tonetto

    Tel. 0422 465373 –

    (17/05/2007 Tg0-positivo)