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Macrolibrarsi.it presenta il cofanetto: Geni fuori Controllo - Mt0

Dice il saggio ...
L'arciere assomiglia al saggio, perché quando la sua freccia non raggiunge il centro del bersaglio è in se stesso che ne cerca la causa (Confucio)

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  • I gessi del mistero

    I gessi del mistero

    Appartengono allo Stato: riusciranno i gessi del Canova a ritornare nella loro sede a Treviso?

    Nel corso della conferenza di presentazione del libro “Villa Albrizzi Franchetti” di Adriano Favaro, tenutasi il 4 maggio 2007 presso l’Auditorium Mario del Monaco di Villorba, l’Assessore alla Cultura Paolo Trevisi, concordemente con l’Assessore alla Cultura della Provincia di Treviso, Marzio Favero, ha lanciato la proposta di istituire un apposito comitato che riunisca enti e associazioni e uomini del mondo culturale che vorranno aderire, per fare le dovute pressioni presso il Ministero dei Beni Culturali al fine di far ritornare, presso la loro destinazione originaria in Villa Albrizzi-Franchetti, i bassorilievi originali di Antonio Canova.

    Va considerato che questa eventualità, neppure tanto remota, avrebbe sicure e positive ricadute sul trevigiano dal punto di vista turistico.

    La famosa serie di bassorilievi in gesso di Antonio Canova, che erano conservati a Villa Albrizzi Franchetti sul Terraglio, vennero realizzati da Antonio Canova fra il 1787 ed il 1792 ed hanno un valore stimabile attorno ai quattro milioni e mezzo di euro.

    L'intero complesso, compreso parco e bassorilievi, risultano vincolati dalla legge sui beni architettonici dal giugno del '65. In base a questa tutela i bassorilievi costituivano un «corpus unico» con il complesso della villa. Non potevano pertanto essere rimossi dal loro sito.

    E' stata la pubblicazione di un recente libro di Adriano Favaro su Isabella Teotochi Albrizzi a riportare all'onore delle cronache la vicenda dei gessi.

    In seguito alla sua segnalazione, la critica d’arte Chiara Voltarel ha preso a cuore la vicenda e, grazie al suo acume, la Sovrintendenza ha avviato le pratiche per il ritrovamento.

    Da qui sono iniziate le indagini della Guardia di Finanza che, coordinata nell'inchiesta dal pm trevigiano Iuri De Diasi, è riuscita a ritrovare i preziosi bassorilievi individuandone i vari passaggi sul mercato delle opere d'arte.

    Inizialmente erano stati venduti a un commerciante d'arte bresciano, poi a metà degli anni Ottanta vennero acquistati dalla famiglia del re dell’acciaio Lucchini e da lui venduti a Giovanni Agnelli negli anni Novanta.

    A suo tempo il Procuratore della Repubblica, Antonio Fojadelli, aveva scritto all’ora ministro Giuliano Urbani, e il Tribunale del Riesame affidò la decisione al Ministero dei Beni Culturali.

    Da allora non si ha avuta più notizia in merito e difatti su “Il Gazzettino” di Giovedì, 23 Novembre 2006 si poteva leggere: “IL GIALLO- Il Ministero dimentica i gessi del Canova.” :“Il massimo organo statale competente nel settore culturale e a cui è affidato il compito di tutela e vigilanza del Patrimonio nazionale, pare non si sia mai confrontato né preoccupato di visionare gli atti, nè di conseguenza mai espresso. Non si sa dove siano depositate le pratiche. I bassorilievi sono ancora alle pareti di villa Frescot, avvolti dal silenzio, nuovamente ricaduti nell'oblio, inghiottiti dalle nebbie ministeriali.”

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    Riusciranno i gessi del Canova a ritornare allo Stato Italiano, a disposizione di tutti i cittadini? L'appello va agli studiosi e agli intellettuali italiani perché aderiscano al comitato scientifico e promuovano questa richiesta legittima.

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    Il tempio di Canova a Possagno

    (17/05/2007 Tg0-positivo)