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Dice il saggio ...
La prima delle cose necessarie è di non spendere ciò che non si ha (M.d'Azelio)

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  • Codice Genesi Autore: Michael Drosnin. Editore: Rizzoli.

  • Lo sapevate che…

    Lo sapevate che…

    Curiosità, aneddoti, info sul mondo bio

    Il Piemonte riconosce le terapie non convenzionali

    La Regione Piemonte è la prima in Italia che riconosce la pratica delle Terapie non convenzionali (Tnc), da parte di operatori medici e non medici. Su un’iniziale bozza di proposta di legge messa a punto dal dottor Rudy Lanza, il fondatore della prima scuola di naturopatia in Italia, seguita da altre quattro che l’hanno ulteriormente definita, il consiglio regionale del Piemonte, con la legge Angeleri e Suino, il 15 ottobre del 2002 riconosce le Terapie non convenzionali.

    Italia primo produttore bio in Europa

    L'Italia è il primo produttore di alimenti biologici in Europa e tra i primi cinque nel mondo. Il nostro Paese con un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell'Unione, conferma la propria leadership nel vecchio continente ed aumenta del 12 per cento i terreni coltivati, che superano il milione di ettari e del 22 per cento il numero delle imprese agricole coinvolte. Con quasi 50.000 aziende produttrici di prodotti bio l'Italia registra una crescita esponenziale del biologico.

    Cina a tutto bio

    In un anno è aumentata di 11 volte la produzione biologica della Cina, che è arrivata così a conquistare il secondo posto al livello mondiale, con una superficie coltivata oltre tre volte superiore a quella italiana.

    Isole Cook, soltanto bio

    Le Isole Cook, un arcipelago di quindici piccole isole nell'oceano Pacifico meridionale (Politesi), dal 2003 sono il primo paese al mondo completamente biologico.

    Un piccolo agricoltore biologico di Fukuoka in Giappone ha rivoluzionato la vita di migliaia di agricoltori nel Sudest asiatico introducendo le anatre nelle risaie. Divorando i semi delle infestanti le anatre eseguono il diserbo, con il movimento delle zampe ossigenano l'acqua e le loro deiezioni sono un fertilizzante naturale che irrobustisce le piantine di riso. Il metodo ha dato rese superiori del 20,50 per cento. L'azienda di due ettari di Fukuoka produce ogni anno sette tonnellate di riso, 300 anatre, 400 mila anatroccoli e ortaggi sufficienti a sfamare 100 persone.

    Galline fortunate

    Nell'Unione europea lo spazio a disposizione di una gallina ovaiola è di 450 centimetri quadrati. Se non ci si riflette sembrano tanti. In un foglio da fotocopie i centimetri quadrati sono 620. Tirando le somme ci si rende conto che sullo spazio di un foglio protocollo passano l'intera vita tre galline. In agricoltura biologica per ogni specie è stabilito lo spazio minimo vitale da garantire: oltre al pollaio coperto, ogni gallina deve disporre di almeno cinque metri quadrati di superficie erbosa. Per intenderci, mentre in un allevamento convenzionale 20 galline hanno a disposizione meno di un metro quadrato, in un allevamento bio hanno a disposizione 100 metri quadrati. Lo spazio di un bel appartamento.

    Cibo e paure

    A preoccupare i cittadini europei, più che il terrorismo o la criminalità è il cibo, di cui si teme possa danneggiare la salute. Da un'analisi compiuta dai giovani della Coldiretti emerge che la paura che il cibo consumato possa compromettere la salute preoccupa il 42 per cento dei cittadini europei. E' di gran lunga più temuta del rischio di criminalità (31 per cento) e del terrorismo (20 per cento).

    Finanziaria e agricoltura biologica

    Sviluppo, crescita nei mercati internazionali, qualità, competitività e trasparenza. Queste le regole chiave delle Finanziaria 2007 per il settore agricolo e alimentare. E' quanto ha affermato il ministro per le politiche agricole Paolo De Castro nel corso di una conferenza stampa sui contenuti della manovra. Il ministro ha poi rivelato che "c'è una grande concentrazione sui prodotti mediterranei, vino e ortofrutta e molta attenzione a interventi di sviluppo a favore dell'agricoltura biologica".

    Unione europea e biocarburanti

    L'Unione europea ha preso in seria considerazione l'utilizzo dei biocarburanti all'interno dei Paesi membri con l'obiettivo di raggiungere una copertura della domanda di energia nazionale del 5,75 per cento entro il 2010, riconoscendo in loro la capacità di un più facile riassorbimento in natura (essendo essi di origine vegetale), di essere in grado di ridurre del 70 per cento le emissioni di gas serra derivati dal trasporto privato, di permettere di diminuire l'importazione di petrolio dall'estero e di avere un ciclo naturale di creazione praticamente illimitato nel tempo.

    (Fonte: Azienda Biocasa & Nutrizione di Mogliano Veneto)

    (16/05/2007 Tg0-positivo)