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    Villa Albrizzi Franchetti, un viaggio tra storia, arte e cultura

    Un'opera scritta da Adriano Favaro con la collaborazione di Chiara Voltarel e Carolina Pupo

    Villa Albrizzi-Franchetti a Preganziol è certamente una delle più belle residenze che si affacciano sul Terraglio, la via che i nobili veneziani percorrevano ai tempi della Serenissima Repubblica per raggiungere le proprie dimore sfarzose dell’entroterra. Era così bella che nel XVIII secolo Isabella Teotochi Albrizzi ne fece uno dei salotti più famosi d’Europa, una vera e propria libera accademia mondana frequentata dai letterati più illustri dell’epoca: Foscolo, Pindemonte, Vivant Denon (il “padre” del Louvre), Byron, Chateaubriand, Walter Scott, il barone D’Hancarville e, non ultimo, Antonio Canova.

    A questo monumento, che sembra oggi essere destinato a un inarrestabile declino per il quale ancora non si è trovato un rimedio efficace, lo scrittore Adriano Favaro ha deciso di dedicare una delle sue ultime fatiche “Villa Albrizzi-Franchetti. Un viaggio tra storia, arte e cultura”, abilmente assistito dalla brava critica dell’arte Chiara Voltarel e dalla studiosa Carolina Pupo. Dopo un’ampia trattazione di Favaro dove si racconta con chiarezza espositiva e cronologica la storia della Villa, di Isabella Teotochi Albrizzi, dei Franchetti e di tutte le opere che vi sono ancora conservate al suo interno, il lettore si imbatte nel contributo della Voltarel che ha permesso, dopo anni di interrogativi, di far luce su di un grande mistero: dove sono finiti i rilievi del Canova? La villa era infatti impreziosita da quattro bassorilievi, alti circa un metro e mezzo, con i quali lo scultore illustrava gli ultimi momenti di vita di Socrate. La critica trevigiana ne racconta la storia, le vicissitudini, il rinvenimento presso la Villa degli Agnelli e la speranza, ultima a morire, che ritornino presto a Treviso.

    Alla trattazione della Voltarel, segue poi la ricerca di Carolina Pupo che aggiunge nuovi elementi per tratteggiare la vita del tempo, i personaggi e soprattutto la figura dell’Albrizzi. La studiosa infatti si occupa della Villa Marin di Gardigiano, dove la nobile Isabella, sposa di Carlo Antonio Marin, soggiornò prima di raggiungere Preganziol.

    L’opera, impreziosita da alcune foto storiche e dai disegni a china di Alessandra Paletto, verrà presentata a Villorba il prossimo 3 maggio, alle ore 21 presso l’Auditorium Mario Del Monaco e il 17 maggio alle ore 18 alla Chiesa S. Croce di Treviso.

    (26/04/2007 Tg0-positivo)