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  • Per le batterie una soluzione... zuccherina

    Per le batterie una soluzione... zuccherina

    Durano 3-4 volte di più e sono biodegradabili

    Il gruppo di ricerca condotto da Shelley Minteer, dell'Università di Sant Louis, nel Missouri, sta sperimentando una nuova tipologia di batterie che utilizza enzimi come biocatalizzatori allo scopo di produrre energia elettrica mediante conversione chimica.

    I vantaggi delle innovative celle a biocombustibile risultano interessanti: possono durare fino a 3-4 volte in più rispetto alle corrispondenti a ioni di litio, sono biodegradabili, producono energia elettrica a partire da soluzioni zuccherine, sono ricaricabili con l'aggiunta di carburante, come prodotto di scarto generano acqua, perciò risultano sostenibili dal punto di vista ambientale.

    Gli scienziati hanno adattato un enzima naturale capace di degradare gli zuccheri, hanno inserito il biocatalizzatore in membrane composte di chitosano (un polisaccaride simile alla cellulosa che si trova nella parte coriacea di crostacei come granchi o gamberetti) e hanno integrato le membrane stesse nelle celle a combustibile. Riuscendo a stabilizzare gli enzimi per periodi di tempo più lunghi (mesi anziché giorni), proteggendoli in piccole strutture porose, si sono ottenute durate maggiori.

    I combustibili possono essere di diversa natura: carboidrati, acidi grassi, alcoli.

    ****************************

    Secondo la Minteer, se i risultati continuano ad essere così promettenti, nell'arco di 3-5 anni queste particolari celle a combustibile potrebbero essere pronte per la commercializzazione e rimpiazzare le batterie di vecchia generazione in dispositivi quali computer portatili, i-pod, telefoni cellulari. Non è la prima volta che si utilizza questo principio per produrre energia elettrica, ma mai con risultati così interessanti in termini di durata.

    Lo zucchero necessario a far funzionare il dispositivo può essere estratto da qualsiasi fonte: dalla linfa degli alberi, da bibite analcoliche, da semplice acqua zuccherata.

    Gli studi effettuati dimostrano che il combustibile rinnovabile può essere utilizzato nelle batterie direttamente a temperatura ambiente. Uno dei punti deboli delle batterie a ioni di litio è la loro propensione al surriscaldamento che, in qualche occasione, culmina nell'innesco di incendi o addirittura esplosioni. Il nuovo sistema ovvierebbe a tale eventualità.

    Batterie allo zucchero delle dimensioni di un francobollo sono state testate con successo in calcolatrici tascabili utilizzando differenti soluzioni zuccherine.

    I risultati migliori sono stati ottenuti con semplici zollette di zucchero disciolte in acqua.

    Fonte: Saint Louis University

    Segnalato da: www.scienzaegoverno.it

    (19/04/2007 Tg0-positivo)