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  • Gli Europei e le politiche energetiche

    Gli Europei e le politiche energetiche

    Cresce la percezione di quello che ognuno deve fare

    In un sondaggio, commissionato dalla Direzione Generale per l'Energia e i Trasporti della Commissione Europea, condotto nel febbraio 2007 dalla Gallup Organisation, e pubblicato in questo mese di aprile, l'Eurobarometro ha tastato il polso degli Europei in relazione alla questione energetica. In particolare, lo studio condotto telefonicamente su un campione di 25.800 soggetti (di età superiore ai 15 anni) era finalizzato a comprendere in che misura i cittadini UE correlino cambiamento climatico ed energia, a stimare la loro percezione in merito alle possibili azioni per risparmiare energia, e di conseguenza contrastare il cambiamento climatico, e, infine, soppesare il loro favore al coinvolgimento dell'UE nell'affrontare tali questioni. A quest'ultimo proposito è emerso che secondo il 62% la questione energetica esiga misure concordate a livello europeo, mentre il 32% la ritiene un tema di pertinenza nazionale.

    Per quanto riguarda il grado di allarme per gli effetti del cambiamento climatico, la metà degli Europei ha manifestato una forte preoccupazione, mentre il 37% risulta solo in certa misura allarmato. Il grado di attenzione aumenta procedendo verso sud: Spagna e Cipro sono i più in allerta, gli Estoni sono i meno preoccupati.

    Solo il 12% ritiene che la produzione e il consumo di energia nel loro Paese non abbia correlazioni con il clima: il 5% sostiene che non esiste nessuna influenza, il rimanente non in misura rilevante. La maggioranza evidenzia, dunque, forti legami, e tra i più consapevoli ci sono nuovamente gli spagnoli.

    I cittadini europei sono piuttosto convinti che i prezzi dell'energia aumenteranno nel prossimo decennio. Più del 70% è consapevole del fatto che nello stesso periodo dovrà cambiare le proprie abitudini (installando apparecchi di climatizzazione e illuminazione a basso consumo, ecc.) per mettersi in regola con le disposizioni normative e per far fronte all'incremento dei prezzi. Un quinto degli Europei dichiara di non prestare attenzione alla classe energetica degli elettrodomestici all'atto dell'acquisto, mentre la metà degli intervistati se ne interessa molto.

    In generale, gli Europei si aspettano che i rispettivi governi prendano provvedimenti per favorire efficienza e risparmio energetici, con formule che variano da Paese a Paese: sistemi di incentivazione, finanziamenti alla ricerca, divieto di utilizzo di prodotti e tecnologie non al passo con gli standard di efficienza attuali, ecc. Solo il 2% sostiene che i governi nazionali non debbano fare nulla a questo proposito.

    Molte delle iniziative avviate dall'UE per migliorare la situazione energetica incontrano il favore degli Europei. L'83% è favorevole al fatto che per ciascun paese l'UE introduca una percentuale minima di produzione di energia da fonti rinnovabili. Complessivamente il movimento contro il nucleare resta ancora forte. Da evidenziare che i più preoccupati per il cambiamento climatico sono tra i più convinti detrattori della produzione di energia da fonte nucleare. Quasi la totalità (il 92%) si dichiara favorevole all'introduzione di requisiti di sicurezza molto elevati per ciascuno degli impianti già esistenti in Europa.

    Per quanto riguarda il mercato, il 65% della cittadinanza è a favore della negoziazione di forniture energetiche e prezzi da parte dell'UE, mentre il 26% preferisce che il proprio governo agisca in modo indipendente. In Bulgaria e Lettonia la maggior parte degli intervistati è contraria a tale centralizzazione.

    Infine, si rileva un discreto grado di solidarietà tra Paesi sulla questione energetica: quasi otto cittadini su dieci dichiarano che, in caso di carenza di petrolio o gas, il Paese in difficoltà possa ricorrere alle riserve di altri Paesi UE; il 17% è contrario.

    Fonte: Eurobarometro

    Segnalato da www.scienzaegoverno.it

    (19/04/2007 Tg0-positivo)