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  • Anche se non sei perfetto Autore: Glenn Schiraldi

  • Viaggio nel tempo a S. Zenone degli Ezzelini

    Viaggio nel tempo a S. Zenone degli Ezzelini

    Una serie di iniziative legate alla storia e ai prodotti tipici fanno del ristorante Alla Torre di Luigi Artuso un vero punto di riferimento per tutto il territorio veneto

    La bella Torre antica che sovrasta la vallata di S. Zenone

    Nuclei abitativi preesistenti tra il 5.000 e il 2.500 a.C. testimoniano una presenza umana fin dall’Età della Pietra. Ma S. Zenone degli Ezzelini, nel Trevigiano, fu anche dimora dei Liguri antichi attratti dall’esistenza di grotte e dal clima mite della zona, dell’insediamento dei Romani e dei Longobardi che si stanziarono in altura per difendersi dagli assalti del nemico.

    Secondo gli storici, fu proprio su una di queste colline che fu eretto il famoso castello dei Da Romano dove si consumarono nel 1260 fatti atroci che vengono ogni anno rievocati a luglio, nel corso delle Giornate Medievali promosse da Luigi Artuso - presidente dell’Associazione Cocofungo e Cocoradicchio e patron del Ristorante “Alla Torre” di S. Zenone degli Ezzelini – e dall’Academia Sodalitas Ecelinorum.

    Nel tempo in cui vissero i Da Romano, l’Italia era dilaniata dalle lotte tra Guelfi e Ghibellini e attraversata dagli eserciti di Federico II, impegnato nella sua strenua lotta contro i Comuni. Fu in quel periodo dunque che sorsero numerosi castelli e fortezze, tra cui quello dei Da Romano. L’Imperatore aveva molti nemici nella penisola ma anche preziosi alleati, in particolare Ezzelino III Da Romano, signore e tiranno (come venne storicamente ‘etichettato’) delle terre attualmente corrispondenti al Veneto. E fu per questo che nel 1260 la roccaforte - ambito salotto per intellettuali, scienziati e artisti che ivi trovavano asilo fin dalle lontane terre della Francia - venne assediata dai trevigiani e dai loro alleati: Alberico da Romano, allora signore di S. Zenone, si arrese senza condizioni ed ebbe la sventura prima di assistere all’uccisione efferata dei sei figli maschi, alle violenze sulla moglie e le due figlie arse vive, poi alla sua atroce fine legato alla coda di un cavallo mentre quello che rimaneva del cadavere veniva bruciato a Treviso nella piazza del Carrubio. Della rocca rimase ben poco, mentre fu salvata la chiesetta ancor oggi visitabile.

    Dopo mezzo secolo il maniero venne ricostruito e finì agli Scaligeri, per poi essere nuovamente raso al suolo dalla Serenissima, intorno al 1339.

    Oggi restano solo le fondazioni del mastio, qualche muro e per fortuna l’atmosfera rievocata egregiamente da Artuso e dall’Academia Sodalitas Ecelinorum. Inoltre è anche possibile ammirare una ricostruzione della Torre che faceva parte del Castello in cui si consumò la strage e che da il nome al ristorante “Alla Torre” di Artuso che da anni promuove iniziative di valore per far conoscere la storia di quei luoghi.

    Bellissima veduta sulla collina che ospita la Torre e il Ristorante di Artuso

    Ma vi sono anche misteriose gallerie che perforano la collina e che secondo la leggenda arriverebbero fino alle rive del Piave e del Brenta. Un luogo dunque di estremo interesse non solo paesaggistico ma anche storico i cui segreti Artuso conosce e mette a disposizione delle persone che gli fanno visita. La bellezza di questi luoghi ispirò due grandi artisti: Noè Bordignon (1841-1920) e Wolf Ferrari (1878-1945), che proprio a S. Zenone trascorsero gli anni più creativi della loro vita. E sempre qui, secondo la leggenda, si sarebbe anche soffermato l'imperatore Carlo V (sotto il cui regno non tramontava mai il sole) e la splendida regina di Cipro, Caterina Cornaro, che ne approfittavano per cacciare e godere delle amenità locali.

    Alcuni figuranti nelle rievocazioni storiche

    Non sembrerà dunque strano ai visitatori e agli ospiti di Artuso vedere di tanto in tanto aggirarsi intorno alla Torre o all’interno del ristorante mercanti, armigeri e menestrelli, damigelle e saltimbanchi, suonatori e mangiafuoco. Alla Torre si respira, infatti, ovunque un’atmosfera magica e medievale che riporta indietro nel tempo, in un viaggio affascinante che solo Artuso poteva ideare. Non di sola storia si tratta comunque, perché il presidente della famosa Associazione enogastronomica Cocofungo e Cocoradicchio valorizza anche con gusto e originalità i prodotti tipici del territorio, dando vita a veri e propri corsi di formazione che aiutano a mangiar bene e a scegliere bene: ricordiamo per tutti il corso di cucina e di degustazione “Valorizzazione dell’uso dell’olio extra vergine di oliva Tapa Olearia con il radicchio” che si è tenuto il 21 febbraio scorso al ristorante Alla Torre.

    Paola Fantin, glottologa

    Luigi Artuso, il quarto a partire da destra, mentre posa per una foto storica insieme agli altri ristoratori di Cocofungo e Cocoradicchio

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    E, quasi a non voler stonare con la perfetta armonia della natura, il Ristorante "Alla Torre" si attiene rigorosamente al ciclo delle stagioni, offrendo ai suoi graditi ospiti tutto quanto la terra veneta produce in ogni singolo momento dell'anno: le erbette selvatiche che, all'inizio di Aprile, fanno la loro comparsa sui dolci declivi e sui fertili pascoli e gli asparagi di Bassano lasciano il posto alle verdure fresche degli orti. Doni della generosità dei boschi, porcini, chiodini, finferli, barboni, ovoli e altri funghi, allietano le tavole durante la tarda Estate e per tutto l'Autunno. Con l'arrivo dei primi freddi maturano il radicchio rosso di Treviso IGP e il variegato di Castelfranco Igp che si sposano a meraviglia con caprioli, cervi, cinghiali, fagiani, lepri e tutta la selvaggina che trova rifugio nella tranquillità di queste vallate. La comprovata validità della cucina viene presentata in un ambiente rustico e al contempo elegante. Composto da varie sale e dotato di un giardino con terrazzo panoramico, il ristorante è arredato con vecchi mobili, rari utensili di rame e ormai unici attrezzi agricoli di uso locale.

    (tratto da www.allatorre.it )

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    Per info Luigi Artuso (tel. 0423 567086).

    (22/03/2007 Tg0-positivo)