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Dice il saggio ...
La varietà è l'anima del piacere (A.Behn)

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  • La biologia delle credenze Autore: Bruce Lipton. Editore. Macroedizioni.

  • Quel che non si dice sui danni della radioattività

    Quel che non si dice sui danni della radioattività

    Renne radioattive: l'eredità di Chernobyl

    La ricaduta radioattiva del disastro di Cernobil ha sterminato gli ultimi  Làpponi norvegesi.

    Quando il reattore n.4 della centrale nucleare di Cernobil esplose il 26 aprile 1986, il mondo è caduto nel panico. Nell'emisfero nord del pianeta, intere mandrie di animali vennero sistematicamente macellate, mentre in Inghilterra i bambini venivano avvisati di non bere il latte a colazione. I media hanno infierito sul terribile macello. Ancora oggi Cernobil è sinonimo di "disastro". Ma pochi conoscono la storia del popolo dei Saami.

    I Saami erano i Làpponi originari delle regioni ora conosciute come Norvegia del Nord, Svezia, Finlandia e Russia. Essi combatterono il loro ingresso nella società contemporanea attraverso un campo minato di colonizzazione, oppressione e disagio. I loro vasti pascoli di nomadi sono stati ingoiati dai latifondisti ed in Norvegia

    è solo stato grazie all'intervento governativo che essi non sono spariti ancora del tutto: nel 1933 il governo riconobbe la tradizione nomade dei Saami di allevamento delle renne garantendo loro l'esclusiva di tale attività.

    Ma il disastro di Cernobil ha messo in> >  crisi anche questa fragile stabilità. Pochi giorni dopo l'esplosione, la carne della renna dei Saami divenne altamente radioattiva. Questi animali sono particolarmente vulnerabili a causa della loro propensione a cibarsi di licheni che, crescendo senza radici, prendono tutto il loro nutrimento dall'aria.  Quando l'aria era piena di particelle radioattive in quell'aprile, i licheni le assorbirono immagazzinandole in alte concentrazioni che passarono direttamente nelle renne. Il governo Norvegese fece del suo meglio per impedire una crisi degli allevamenti. In poco tempo il livello  ufficiale di tolleranza delle radiazioni per chilo di renna venne aumentato venti volte da 300 bq/kg in maggio a  6,000 bq/kg nel novembre dello stesso anno. Ma questa dubbia legislazione cambiò poco le cose. Solo nel 1988 545  tonnellate di carcasse di renne vennero accantonate come rifiuto  radioattivo. I Saami sono stati duramente colpiti. La loro primaria fonte di cibo è ancora completamente contaminata e senza poter disporre di contatori Geiger personali, è impossibile per loro distinguere tra le renne massicciamente sovracontaminate e quelle che rientrano nei livelli di sicurezza (ancorché questionabili) stabiliti dal governo. I pesci, i frutti selvatici ed altro cibo disponibile è anch'esso similmente avvelenato.  Comew risultato sono aumentati i cancri alla tiroide ed altri tipi di  tumore. Il commercio di renne era il loro monopolio e la base della loro autonomia. Dal disastro di Cernobil, il popolo Saami ha perso la sua autonomia ed è diventato dipendente  dai sussidi statali. Mentre sempre più dei 19.000 Saami norvegesi sopravvissuti si rivolgono al governo per un aiuto, generazioni di abilità e pratiche culturali che per secoli venivano tramandate dalla tradizione orale di padre in figlio, vengono perse. Mentre Cernobil ha fatto esplodere il mito della sicurezza che circonderebbe l'energia nucleare nell'Ovest, ha compromesso l'esistenza stessa del popolo Saami.

    Sara Bell

    La donna che sapeva troppo

    Quando durante la seconda guerra mondiale 150.000 persone presero parte in un progetto scientifico segreto condiviso dagli USA e dal Canada, anche in Congresso ed il vicepresidente rimasero all'oscuro su che cosa si stesse producendo. Fu questo progetto che diede nascita al fenomeno nucleare; uno schema concepito nello stesso modo segreto con cui è stato da allora condotto. Solamente poche persone hanno potuto penetrare il velo di segretezza che l'industria nucleare USA si era autoimposto nei decenni passati, e riemergere per dire al mondo che cosa realmente sta succedendo con l'energia nucleare. Una di queste persone è Alice Stewart.. Nata a Sellafiled nel 1906, Alice Stewart fu educata a Cambridge e ricevette lodi in

    medicina clinica diventando la più giovane donna che sia mai entrata nel Collegio Reale dei Medici. Dal 1945, lei si è occupata di un nuovo ramo di studi che indagavano i fattori socioeconomici dell'origine delle malattie - un nuovo modo per fare della prevenzione una cura. Come capo dell'Istituto di Medicina Sociale di Oxford, ha condotto una ricerca per esplorare il cancro infantile, che avrebbe avuto enormi implicazioni. Nel 1956 Alice scoprì che una singola dose di raggi X diagnostici poco prima della nascita, avrebbe raddoppiato nel neonato il rischio di una morte prematura per cancro. Invece di ricevere l'attenzione e l'interesse che ci si sarebbe aspettati come risultato di questa importante scoperta, la risposta delle istituzioni mediche inglesi ed americane fu estremamente minimizzante. Avendo già dovuto affrontare il taglio patriarcale della professione medica, adesso si presentava con un'ottica in cui ignorava qualsiasi cosa che non avesse strettamente riferimento con il punto di vista curativo. Sempre più l'etica, che già fioriva all'interno delle professioni inglesi ed americane, veniva alterata attraverso la commistione con gli interessi dell'establishment nucleare. Mentre aumentava la corsa agli armamenti e gli investimenti si ingigantivano nella tecnologia nucleare, l'energia nucleare e la medicina provvedevano a finanziare la ricerca per gli scienziati da ambo le parti dell'Atlantico. Non era negli interessi dei dottori o degli scienziati l'indagare sugli effetti sulla salute dell'energia nucleare. Venne condotto uno studio sui sopravvissuti di Hiroshima [NdT: usando come gruppo di controllo gli stessi abitanti di Hiroshima] dalla Radiation Effects Research Foundation (RERF), un organismo con stretti legami con la governativa Atomic Energy Commission (AEC,

    ora: Nuclear Regulatory Commission), che divenne il bastone con cui l'establishment bacchettava le asserzioni di Alice. Estrapolando dalle alte dosi di radiazioni in maniera lineare, il RERF ed i vari organismi

    > > internazionali nucleari, potevano pretendere che le radiazioni divenissero meno pericolose alla diminuizione delle dosi. Si trattava di una industria che stava creando i suoi stessi standard e regolamenti, una situazione che Alice paragonò ad "una volpe incaricata di far la guardia alle galline". Attraverso gli anni sessanta e gli anni settanta, Alice Stewart divenne una dissidente nucleare ben conosciuta e nel 1977 entrò nel gruppo di ricerca di Thomas Mancuso e George Kneale per studiare gli effetti delle radiazioni sui lavoratori nell'industria nucleare, scoprendo che l'industria era circa 20 volte più pericolosa di quanto ammesso negli standard dei lavoratori (NdR: vergogna permessa grazie all'accordo scandaloso IAEA-ILO). La maggioranza delle istituzioni mediche e nucleari faceva affidamento ai dati RERF usando qualsiasi mezzo per isolare chiunque dicesse il contrario. Alla fine degli anni '70, Mancuso Kneale e Stewart non venivano più invitati alle conferenze: si cercava di sequestrare i loro studi, gli veniva rifiutato l'accesso ai dati e divennero oggetto di una specie di lupara bianca morale. Mentre scoppiava lo scandalo e la pubblica opposizione montava contro quello che è diventato il più grosso business della storia (NdT: anche rispetto al numero delle vittime), Alice Stewart divenne una figura leader nella battaglia per dimostrare che le radiazioni erano pericolose a qualsiasi dose. Gli scienziati che si alleavano con lei negli anni '70 venivano immediatamente discreditati, i fondi venivano tagliati, le automobili speronate, le prove rubate e distrutte. Dopo aver preso parte ad audizioni davanti al Congresso e testimoniato in cause per danni ed aver informato gruppi di cittadini sia negli USA che in Inghilterra, la Dottoressa Stewart all'età di 80 anni ricevette un primo

    finanziamento da parte del Fondo per la Salute Pubblica di Three Mile Island nel 1979, per studiare i dati sui lavoratori in quattro dei maggiori impianti nucleari. Dopo più di un decennio di schermaglie con il riluttante Dipartimento dell'Energia, le informazioni vennero finalmente reperite, sono le informazioni sulle quali da allora Alice sta lavorando. Mentre i risultati continuano ad indicare i pericolosi effetti delle radiazioni di basso livello, Alice, che ora ha 92 anni, sembra sia stata finalmente vendicata dopo anni di lotta contro un'industria dotata di immense risorse finanziare con le quali comprare pubblicità, gradimento e scienziati a piene mani. Mentre ulteriori studi indicano irrevocabilmente i danni genetici ma anche altre malattie come la Sindrome della Improvvisa Morte Infantile (SIDS), possiamo solo sperare che Alice Stewart sia nel vero quando dice che: "La verità è la figlia del tempo". Il vero problema tuttavia è: il trionfo della verità sarà mai capace di rovesciare i danni che fino ad oggi sono stati provocati dall'industria nucleare?

    [ Matt Henry ha studiato Scienze Politiche alla Università di Nottingham e attualmente è un fotoreporter freelance]

    http://stop-u238.i.am

    (07/07/2000 Tg0-positivo)