Condividi: Ok Notizie Technorati Virgilio Facebook
Mail Tg0+Scrivi alla redazione di Tg0-positivo

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Consigli dal Cuore di Ruediger Schache

Dice il saggio ...
All'origine di tutte le grandi ricchezze ci sono cose che fanno tremare (L.Bourdalove)

Altri link utili nelle seguenti categorie di Tg0-positivo:
Tu sei unico » Hobbies » Associazioni

La libreria di Tg0-positivo - Cerca tutti i libri che vuoi e altri prodotti originali a prezzi speciali su Macrolibrarsi
  • Il libro delle risposte Autore: Carol Bolt

  • Piccola storia a fili e intrecci

    Piccola storia a fili e intrecci

    Un gruppo di donne di Ponzano Veneto si racconta

    Nel 2001, all’interno del Gruppo Milo Burlini, nacque l’idea di valorizzare l’artigianato in genere e in particolare quello femminile.

    Il territorio ponzanese da tempo aveva dato segni di un fervore creativo fra le donne e quindi si decise di mettere in luce ciò che, forse per pudore, era rimasto per anni nascosto fra le mura domestiche.

    A questo punto era necessario trovare una sede e fissare una data per poter esporre. L’Amministrazione Comunale - che credette subito in questa iniziativa - concesse la barchessa di villa Serena per l’ 8 marzo... quale data migliore per una manifestazione del genere?

    Alla prima mostra, svoltasi appunto nel 2001, risposero con incredibile entusiasmo una sessantina di donne del Comune di Ponzano che andavano dai 20 agli 80 anni.

    Lavori ad ago, ad uncinetto, a ferri, abiti d’epoca, gioielli, acconciature, bomboniere, bambole, icone, bricolage, patchwork, decoupage, quiltatura diventarono così in quell’occasione i veri protagonisti della scena !!

    Fu una scommessa, ma si rivelò un vero successo: mai tante donne avevano messo in mostra a Ponzano la loro arte!!!

    L’iniziativa anche negli anni successivi ebbe un tale richiamo che fummo costrette a rifiutare diverse richieste di partecipazione da fuori Comune, persino un uomo, particolarmente insistente, tentò di esporre i suoi quadri e, quando con fermezza, gli venne fatto notare che si trattava di una manifestazione al femminile, rispose seccato: “Par cossa voeo ndar tropo pal sotile!! Se voè, me travesto!!". Pazzesco!! Eh, sì, ci siamo proprio divertite i primi anni, ci sentivamo delle pioniere coraggiose ed orgogliose!

    E come non ricordare, con commozione, la felicità di un’anziana signora che per la prima volta aveva potuto esporre i suoi lavori ai ferri:

    “Grassie, vedar i me centrini picai davanti a tuta sta zente, me ga da na grande gioia.... grassie!".

    E ancora la soddisfazione di una ragazza disabile rimasta senza parole di fronte alle sue opere in bella vista fra gli altri capolavori? Momenti irripetibili.... Persino qualche giornale si interessò a questo anomalo gruppo di donne laboriose, fummo inervistate: “Cosa rappresentano per voi questi lavori che avete esposto?” “Un momento di pausa dalla frenesia della vita quotidiana”.

    Questa fu la risposta che ci sentimmo di dare e questo, in effetti, è lo spirito che anima tuttora il gruppo....

    Negli anni poi ci siamo perfezionate, ci siamo guardate attorno confrontandoci e ci siamo “buttate”, con il coraggio di sempre, nel ricamo e negli abiti d’epoca.

    I due laboratori, “Paolina Rubbi” e “Filofilò”, iniziano così a svolgere parallelamente la loro attività, da un lato per la ricostruzione della storia del territorio attraverso il costume, dall’altro per un’attività aggregativo-terapeutica attorno all’arte del ricamo.

    Nascono allora, uno dopo l’altro, gli abiti dei Paleoveneti e dei Galli per il percorso didattico “Una chiave per il tuo passato", i costumi di scena del baritono Piero Biasini, i vestiti settecenteschi di Paolina Rubbi e di Gian Rinaldo Carli, ora conservati all’interno della villa Serena e gli abiti delle damigelle per il Palio della Marchesa.

    Quanti ricordi! Lo studio dei documenti, la scelta delle stoffe, degli accessori, la professionalità delle sarte! Momenti molto intensi…

    Ora che il ricamo ci ha quasi del tutto assorbite, pensiamo sì con nostalgia alle prime esperienze pionieristiche, ma siamo ugualmente proiettate verso il futuro, visto che la nostra scuola di ricamo Filofilò può vantare la presenza di quattro maestre molto qualificate e una frequenza di oltre 40 allieve tutte molto attive ed entusiaste.

    Ma non finisce qui!! Non volendo lavorare solo per noi, abbiamo varato da più di tre anni il progetto "Le nostre mani per Katoma" che ci ha permesso, grazie al contributo della Provincia e alle varie offerte giunte, di far nascere a Katoma (Tanzania) un laboratorio di sartoria attorno al quale gravitano ormai un centinaio di donne che, oltre alle nozioni di taglio e cucito, apprendono anche quelle di igiene, economia domestica e ragioneria, acquisendo così, attraverso il lavoro e l’istruzione, dignità sociale.

    Che dire ancora di noi? Non perdeteci di vista ! Ne vedrete delle belle!!!

    prof. Laura Gracis

    *****************************

    Per info lauragracis@hotmail.com

    (19/03/2007 Tg0-positivo)