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  • Il potere di cambiare le cose

    Il potere di cambiare le cose

    In Tg0-Positivo, da sempre, ospitiamo alcuni servizi dedicati al potere della mente: libri, pensieri, esperienze. Loretta ci ha scritto qualche giorno fa, chiedendoci di pubblicare un suo vissuto.

    Noi abbiamo accolto volentieri la sua richiesta perché possa in qualche modo essere utile a chi la leggerà.

    Ecco quanto la nostra lettrice ci racconta.

    *************************************************

    Nel 1992 mi sono ammalata di una forma di allergia a una pianta perenne, la parietaria.

    Questa pianta cresce ovunque, praticamente tutto l’anno anche se raggiunge i suoi maggiori picchi tra aprile e settembre. E’ quella pianticella – per altro utilizzata anche in erboristeria per le sue capacità terapeutiche che però per me sarebbero state venefiche – che si annida nei muretti o lungo i marciapiedi, spesso riunita in gruppo attorno alle piante.

    Ricordo molto bene quel periodo: dovevo affrontare un difficile esame universitario ed ero praticamente reclusa in casa. Quando ne uscii – al termine dell’esame per altro superato brillantemente ma a quale prezzo!– ero affetta da questa allergia.

    Non dormivo di notte, respiravo a fatica, avevo sempre gli occhi gonfi e che mi prudevano, solletico in gola e principio di asma. Dovetti cominciare a curarmi e, come tanti di voi, iniziai la trafila dei controlli: i tests per vedere di quale allergia si trattasse – e fu subito chiaro, non appena mi iniettarono la sostanza, dalla grande macchia rossa che apparve sul mio braccio -, la cura a base di antistaminici e medicine varie che mi aiutassero a superare il periodo critico.

    Solo che a differenza di altre allergie che iniziano a primavera e si concludono prima dell’estate, la parietaria mi faceva soffrire fino ad autunno e oltre. Anche durante l’inverno trascinavo con me postumi asmatici e solo una permanenza a oltre 1.000 metri di altezza mi permetteva di recuperare la mia salute. Lì, la parietaria non cresce.

    Andai avanti, così, per anni. Poi intorno al 1998, decisi di cambiare cura. Non ne potevo più di tutte quelle medicine e decisi per questo di rivolgermi all’omeopatia. Iniziavo la cura verso febbraio con del ribes nigrum e altro ancora e vidi che riuscivo a tollerare l’allergia senza prendere medicine più forti, ma avvalendomi di questi principi naturali.

    Ogni anno, però, era dura riaffrontare la bella stagione. Desideravo tanto uscire all’aperto, fare le mie passeggiate e dedicarmi al giardinaggio, ma quando ero in presenza di alcune piante di parietaria il respiro mi si affannava e comparivano sulle braccia alcuni puntini rossi. Insomma, la mia vita, pur migliorata rispetto al 1992, era sempre una fuga dalla Natura che mi circondava.

    Era incredibile: non appena l’aria diventava più mite e la bella stagione cominciava ad affiorare, comparivano i sintomi di questa allergia e io dovevo scappare in casa o in ufficio.

    Finché… Finché un giorno accadde una cosa di cui non ho mai parlato con nessuno, ma che ora leggendo alcune pagine di Tg0-Positivo sono riuscita a comprendere meglio. Almeno, credo.

    Era il 2000 e io mi trovavo in vacanza, nell’Italia Centrale. Sapevo bene che lì la parietaria cresce prima e ancor più rigogliosa di dove vivo io e quindi mi attrezzai con la mia cura omeopatica e, per sicurezza, mi portai dietro anche delle compresse di antistaminici. La ‘sentivo’ ovunque e respiravo sempre con un po’ di fatica. Quando potevo, mi rifugiavo in qualche abitazione.

    Un giorno venni condotta su di un monte, a circa 1.500 metri. Come era fresca e pura l’aria in quella stagione a quella altitudine! Respirai a pieni polmoni, assaporandola, sapendo che qualche ora dopo sarei ritornata in pianura, con i miei problemi. Respirai, respirai a più non posso senza sapere che il giorno dopo sarebbe accaduto l’incredibile.

    Durante un’escursione, mi ritrovai in mezzo a quello che doveva essere un innocuo boschetto che invece si rivelò pieno di rocce, muretti, manufatti preistorici invasi… dalla parietaria!

    Comincia a boccheggiare. E capii subito che ero nei guai: inavvertitamente, quel giorno non avevo portato nulla con me. E l’escursione sarebbe durata ore e la parietaria era ovunque.

    Così, a quel punto, non mi restò nient’altro che da fare una cosa: ricordavo di aver letto qualche tempo prima l’articolo di un giornale che raccontava come la mente possa influire sul corpo. Mi aveva colpito – perché lo provavo abitualmente - l’esempio più semplice che viene citato da quasi tutti gli studiosi: quando noi pensiamo – pensiamo e basta! – al limone, subito sentiamo una sorta di acquolina fastidiosa in bocca, come se in quel momento stessimo assaggiando la terribile asprezza di quel frutto. Me ne ricordai. Non avevo altra scelta. Stavo ormai soffocando.

    E allora, cominciai a immaginare – solo immaginare! – di essere sul monte del giorno prima, dove avevo respirato quell’aria così pura. Sentivo quell’aria fresca e libera entrare nei miei polmoni, lo feci per qualche minuto e… incredibile a dirsi … cominciai a respirare più normalmente, a riprendere fiato! Potei concludere la mia escursione, ore dopo, senza particolare fatica, con quel senso di freschezza ancora nei polmoni. E capii.

    Capii che se la mia mente poteva influire sui sintomi del mio corpo, io ero guarita.

    Non avevo più bisogno di quella malattia – contratta in un periodo in cui mi sentivo soffocare per l’impegno di studio che mi teneva prigioniera – e potevo essere libera.

    Dovevo però decidere di ‘fidarmi’. Mi sentivo meglio, ma la prova più difficile fu la stagione successiva. Dovevo decidere di non intraprendere alcuna cura preventiva. Se lo avessi fatto, sarei ricaduta nel solito circolo vizioso, al quale la mia mente ormai era abituata in modo automatico. All’arrivo della bella stagione = parietaria = allergia = malessere.

    Resistetti, forte di questa mia esperienza nel bosco.

    E da allora non ho più sofferto di alcuna allergia.

    Né ho preso più alcun tipo di rimedio, allopatico o naturale.

    Quando qualche settimana fa mi sono imbattuta in Tg0-Positivo e ho letto la recensione al libro del dottor Groopman (www.tg0.it/doc.php?foglio=2&doc=764 ) la mia esperienza ha avuto un senso compiuto.

    Auguro a tutti di intraprendere questo stesso viaggio.

    La fede/speranza in noi sembra essere proprio la forza che smuove ogni montagna…

    Vi ringrazio per avermi dedicato questo spazio.

    Loretta

    (06/03/2007 Tg0-positivo)