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Dice il saggio ...
L'insegnamento giunge agli uomini attraverso l'udito, l'intuizione invece quando la capacità intuitiva stessa subisce la folgorazione (Aristotele)

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  • Sguardi di donne Autore: Claudia Rinaldi-Ausonia Minniti

  • Una guerra sempre aperta

    Una guerra sempre aperta

    Morti su strada, le stragi sotto gli occhi di tutti

    Un’emergenza mondiale che assume le caratteristiche di una guerra sempre aperta in tutto il Pianeta: ogni anno sulle strade del globo terrestre muoiono 1 milione e 200 mila persone, mentre ne rimangono ferite oltre 50 milioni. Solo in Italia, nel 2005, vi sono stati 5.426 morti.

    Ogni 6 secondi qualcuno insomma resta ucciso o menomato, ogni 3 minuti invece muore un bambino. Nei Paesi più poveri, entro il 2020, le morti per incidente stradale potrebbero arrivare all’80% mentre in Europa e negli Usa potrebbero rimanere la prima causa di morte nei giovani. Il condizionale è volutamente d’obbligo, perché strategie e iniziative messe in atto hanno la capacità di sensibilizzare chi di dovere per prevenire queste stragi intollerabili. E’ questa la strada intrapresa anche dall’Aci di Treviso (Automobile Club Treviso) che promuove la campagna “Obiettivo 2010, un traguardo per la vita”, con cui viene rilanciato il progetto “Strade sicure” varato dalla Fia (Federazione internazionale dell’automobile), in vista della prima settimana mondiale della Sicurezza stradale, promossa dall’Onu tra il 23 e il 29 aprile prossimi. L’obiettivo è quello di raccogliere 1 milione di firme per impegnare Onu, G8 e Governo italiano per ridurre morti e feriti della metà, entro il 2010, attraverso un piano quadriennale di interventi di comunicazione. “Non è più possibile stare a guardare, né è più possibile continuare a parlare di ‘fatalità’. Non si tratta affatto di fatalità. Al contrario: la maggioro parte degli incidenti possono essere evitati – ha commentato il presidente Aci Treviso, Gian Piero Frescura – Quindi tutti possono e devono intervenire: istituzioni nazionali e locali, forze politiche, operatori di settore, media, ma soprattutto gli utenti della strada”. Il 26 febbraio scorso, sulla questione è sceso in campo anche il comico Beppe Grillo che nel suo blog di discussione ( www.beppegrillo.it ) – uno dei maggiori siti al mondo consultati dagli utenti – ha affrontato il problema delle stragi su strada: “Qual è il limite di velocità in Italia? 110, 130? – afferma Grillo - Bene, se una macchina va più veloce, va ritirata dal mercato.” Una situazione davvero complessa nella quale tutti devono dunque fare la loro parte. Il progetto Strade Sicure, sostenuto da Aci, prevede perciò uno stanziamento di 300 milioni di dollari in 10 anni per un Piano Globale di interventi che migliorino i livelli di sicurezza nei Paesi in via di sviluppo; la richiesta alla Banca Mondiale e ad altri erogatori internazionali di indirizzare alla sicurezza almeno il 10% degli stanziamenti per lo sviluppo delle infrastrutture stradali; un summit interministeriale mondiale per concordare politiche di intervento ad alto livello.

    “La pubblicità delle automobili va proibita, come per il fumo. In un tranquillo week end di morte se ne è andata una parte della nostra meglio gioventù. 9 ragazzi tra i 17 e i 30 anni. Non per tragedia, non per fatalità. Per la vendita del mito della velocità. Spacciata come si spaccia l’eroina. Ma alla luce del sole. Con la complicità dei media […]. Le pubblicità sono al 45% di telefonini e al 45% di macchine di grossa cilindrata. Il rimanente 10% di finanziarie. Uno si indebita. Compra macchina e cellulare. E si schianta mentre parla al cellulare a 200 all’ora. Le rate rimangono agli eredi.

    Il ministro Bianchi tuona con il “ritiro dei punti ai minorenni che guidano motorini e minicar”. Perché non mette un freno anche ai tricicli? I ragazzi non c’entrano. Vanno ritirati dal mercato i maggiorenni, non i minorenni. I maggiorenni produttori di auto e i loro manager. Gli editori e i pubblicitari di velocità allucinogena.

    Qual è il limite di velocità in Italia? 110, 130? Bene, se una macchina va più veloce, va ritirata dal mercato. Chi la pubblicizza commette un reato di istigazione al suicidio. E deve andare in galera”.

    (Beppe Grillo, 26 febbraio 2007)

    (05/03/2007 Tg0-positivo)