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  • Obiettivo dell'Europa: I Balcani Senza Serbia

    Obiettivo dell'Europa: I Balcani Senza Serbia

     Dopo anni di dispute sui dettagli, la Romania e la Bulgaria si sono accordate sulla localizzazione di un nuovo ponte da costruire sul Danubio. Ora l'Unione Europea (EU) può completamente sviluppare il corridoio IV: un grande progetto di infrastruttura che

    collega l'EU con la Grecia. Questo sarà il primo collegamento ferroviario e stradale fra la Grecia e l'Europa occidentale senza passare attraverso la Serbia, passando invece dall'Ungheria, la Romania e la Bulgaria. Principalmente, il corridoio IV fa parte d'una strategia più ampia dell'EU che punta a tagliare interamente fuori la Serbia dall'Europa. 

    La Romania e la Bulgaria si sono accordate il 27 marzo u.s. per costruire un nuovo ponte attraverso il Danubio, 20 chilometri ad est dalla frontiera con la Serbia. Il progetto, parzialmente finanziato dall'EU, è il primo d'una serie di progetti regionali di infrastrutture destinate a contribuire a saldare l'Europa Orientale in uno spazio economico comune. I finanziatori internazionali coinvolti attualmente si stanno incontrando a Bruxelles in una conferenza regionale per appianare i dettagli del patto di stabilità

    dei Balcani, un'iniziativa sponsorizzata dal' EU per promuovere lo sviluppo economico nei Balcani stessi. Se le riunioni continueranno come previsto, i finanziatori forniranno circa 1,1 miliardi di dollari per una varietà di progetti, principalmente nello sviluppo di infrastrutture. Tuttavia, non ci sono programmi per includere la Serbia in questi schemi di sviluppo fino a che il presidente jugoslavo Slobodan Milosevic rimarrà al potere.

    Il ponte in questione collegherà Vidin, Bulgaria a Calafat, Romania. Una volta completato, sarà uno dei due ponti che collegano la Bulgaria con la Romania. Localmente, questo dovrebbe avere un effetto positivo immediato sul commercio fra i due paesi.

    > Regionalmente, il ponte di Vidin-Calafat fa parte del progetto di infrastruttura del corridoio IV dell'EU. I progetti del corridoio fanno parte degli sforzi continui dell'EU per sviluppare un sistema integrato di trasporto nei paesi dell'Europa Orientale, nonché per stimolare lo sviluppo economico e prepararli per l'ingresso nell'EU. Il corridoio IV collegherà Europa occidentale e Grecia attraverso gli stati che richiedono l'ingresso nell'Unione Europea (Ungheria, Romania e Bulgaria). Oltre l'obiettivo primario del progetto (rinforzo dei legami economici fra i membri e i candidati all'ingresso nel'EU) lo sviluppo di questo corridoio permanente aprirà l'EU all'immigrazione da questi tre paesi. Ciò contrassegna un'inversione di tendenza significativa da parte dell'EU; nel passato, infatti, l'EU è stato nel migliore dei casi tiepida verso l'ingresso di bulgari e rumeni.Ma il nuovo ponte ha un'importanza molto più profonda dell'espansione del commercio o dell'immigrazione. Prima della guerra del Kosovo, gli unici collegamenti terrestri fra Europa occidentale ed i Balcani del sud hanno attraversato la Serbia. I 78 giorni di bombardamenti dell'anno scorso

    della NATO sulla Serbia hanno distrutto tutto, dividendo la Grecia dal resto del'EU. Il corridoio IV mira a ristabilire i collegamenti di terra con la Grecia escludendo la Serbia, e tagliando efficacemente la Serbia da una rete di crescente di sviluppo di frontiera. Il corridoio IV non è l' unica infrastruttura dell'EU che punta a isolare la Serbia. Il corridoio VIII, una infrastruttura che collega l' Albania, Bulgaria e Macedonia, lavora nella stessa direzione. 

    Il Regional Funding Conferece sta prendendo in considerazione altri progetti che incrociano la regione. In Serbia si vorrebbero eliminare dal Danubio le macerie dei ponti che la NATO ha distrutto. Questo  libererebbe il fiume più lungo dell'Europa al commercio con 11 paesi europei. Il congresso studierà persino la possibilità di costituire un fondo per i progetti secondari in Kosovo ed in Montenegro - zone ancora formalmente amministrate da Belgrado. Ma l'EU insiste, finchè Milosevic tiene le redini a Belgrado, la Serbia non vedrà un centesimo dei fondi monetari per la ricostruzione. La tenacia di Milosevic ha fatto si che  la maggior parte dei governi europei considerassero un fallimento l'integrazione della Serbia " nella famiglia" europea per il prossimo futuro. Mentre questo può essere utile politicamente per i governi impegnati a limitare e controllare i danni  del loro fallimento in Kosovo, tuttavia porta ad ignorare alcuni fatti di base. 

    La Jugoslavia confina con sette paesi coinvolti nel patto di stabilità dei Balcani; oltre alla Romania, la Iugoslavia ha la popolazione più numerosa fra i paesi dei Balcani, ed anche più numerosa di nove dei quindici stati membri del' EU. Tutto il

    tentativo "stabilizzare " i Balcani, senza considerare il paese al nucleo della regione, è condannato al fallimento. Il programma dell'EU prevede una penisola balcanica prospera, tollerante e vitale - con un buco nero al centro. L'EU costruirà le relative strade ed otterrà il relativo nuovo collegamento verso la Grecia, ma di tutto il parlare d'un futuro luminoso nei Balcani resteranno soltanto parole su carta a Bruxelles.

    Da: Rino Lamonaca <

    lamonaca@athena.polito.it

    Articolo tradotto da

    http://www.stratfor.com/CIS/specialreports/special29.htm

    (07/07/2000 Tg0-positivo)