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  • Termovalorizzatori a Treviso, no grazie

    Termovalorizzatori a Treviso, no grazie

    Provincia: “Ecco i dati. Non ci Sono i presupposti per gli Inceneritori”

    “Un ente deve parlare con i numeri. E i dati della Provincia dimostrano che non ci sono presupposti per inceneritori nella Marca”.

    Le Province di Treviso, Venezia e Belluno insieme raggiungono appena il 10% della quota di rifiuti che giustificherebbe un impianto termovalorizzatore. Esordisce così Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso nel corso della conferenza stampa di presentazione dei dati Arpav sulla possibile termovalorizzazione di rifiuti speciali non pericolosi. Presenti anche l’assessore provinciale alle Politiche Ambientali, Ubaldo Fanton, ed il dirigente del Dipartimento Provinciale dell’Arpav, Loris Tomiato.

    “Dai numeri che abbiamo a disposizione – commenta Muraro - si evidenzia che in Provincia di Treviso non esiste la necessità di costruire nuovi inceneritori, come viene invocato da alcune parti. Da uno studio realizzato dall’Arpav su tre province del Veneto (Treviso, Venezia e Belluno) sulla base dei Mud (Modelli Unici di dichiarazione) emerge che in tali aree la quantità del rifiuto recuperato è maggiore di quello prodotto. 761 mila sono le tonnellate di rifiuti prodotti, a fronte di un recupero di 884 mila tonnellate. Questi dati dimostrano l’alta specializzazione e professionalità raggiunta dalle nostre aziende, circa 400 nel settore del recupero che impiegano numerose maestranze e danno lavoro a molti trevigiani. I rifiuti potenzialmente termovalorizzabili di tutte e tre le Province insieme ammontano invece a soli 50 mila tonnellate, il 10% del numero che servirebbe a giustificare la costruzione di un nuovo impianto nel nostro territorio. Con tali numeri – continua Muraro – risulta evidente di come non esistano i presupposti per costruire degli inceneritori nella Marca. A questo punto, un’alternativa rimane quella di chiudere queste aziende.

    La Provincia di Treviso è un esempio in tutta Italia con una percentuale del 64% di recupero. Nella Marca infatti ci sono i Comuni più ricicloni d’Italia. Oppure dobbiamo diventare la sede dell’inceneritore di tutto il Nord…. Ma riteniamo che la nostra Provincia abbia già dato e fatto scuola di riciclo. Per questo diciamo no a alla termovalorizzazione, che appare solamente un business”.

    “Siamo stati in silenzio in questi giorni – confessa l’assessore Fanton – in attesa dei dati ufficiali, mentre tutti hanno detto la loro senza presentare numeri e dati scientifici a sostegno delle proprie teorie. Questi dati sono incontrovertibili. Unindustria vuole fare il proprio business, ed è ovvio perché è un’associazione di industriali”.

    “La nostra Provincia – sottolinea Tomiato - offre la disponibilità di recupero sia di energia che di risorse, con una filiera interessante. Si privilegia il recupero di materiali anche per una questione di risparmio di materie prime e alla luce del protocollo di Kyoto. Questo studio dell’Arpav esamina in maniera dettagliata tutti i rifiuti speciali dividendoli in base alla loro natura. Non vengono considerati i rifiuti urbani, che sono circa 70/80 mila tonnellate all’anno, dato che comunque verrà ulteriormente ottimizzato facendo la raccolta anche su tale tipologia di rifiuti”.

    “Domani (14 febbraio ndr) – conclude Muraro – la Provincia di Treviso porterà questi dati a Venezia all’incontro tecnico della Commissione Via (Valutazioni Impatto Ambientale). La Marca può stare tranquilla. Silea e Mogliano possono tirare… un sospiro di sollievo ”.

    Ufficio Stampa Provincia di Treviso

    (21/02/2007 Tg0-positivo)