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Dice il saggio ...
Se c'è un inferno nella terra va cercato nel cuore dell'uomo malinconico (Chamfort)

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  • Missione in Terra d'Africa

    Missione in Terra d'Africa

    La testimonianza di un'Ancella di Gesù Bambino che ha visitato la Costa d'Avorio

    “Verrà un giorno che le mie figlie arriveranno ad altri lidi”. Parole profetiche quelle pronunciate da Madre Elena Silvestri (Bassano 1839 – Venezia 1907), proclamata ‘venerabile’ nel 1999 e fondatrice dell’Ordine delle Ancelle di Gesù Bambino.

    Le Ancelle, infatti, sono oggi diffuse in tutto il mondo: in Italia, Brasile, Svizzera e anche in Africa.

    Proprio qui, sulle orme di madre Elena, il 17 novembre scorso suor Maria Gabriella della parrocchia di Paderno di Ponzano ha coronato il suo sogno: portare come missionaria aiuto a quanti ne hanno bisogno, nelle terre lontane dell’Africa.

    Così si è recata in Costa d’Avorio, a San Pedro, per visitare le due missioni esistenti e assistere a un evento molto importante: la prima consacrazione africana ai voti perpetui come Ancella della giovane Zulien. Un momento indimenticabile condiviso con migliaia di cittadini arrivati da ogni dove e che ha unito ancor più la comunità. In questo periodo, suor Maria Gabriella ha visitato diversi villaggi, constatando di persona le loro necessità. Al suo ritorno, a metà dicembre, ha pronunciato una frase toccante: “I miei occhi hanno visto, ora non posso più tacere…”

    Da questa esperienza ne è nato un pregevole Dvd che raccoglie le foto più significative del suo viaggio, montato con commenti e musiche dalle abili mani di una parrocchiana, Giuliana Giacomel e disponibile per chi voglia condividere questa esperienza: “Volutamente – spiega suor Maria Gabriella – non ho voluto fissare in immagini la situazione peggiore, che già vediamo in televisione. Volevo invece evidenziare quello che fanno le Missioni”.

    In Costa d’Avorio, le Ancelle hanno un ruolo importantissimo: si occupano di accoglienza, di catechesi, di servizi educativo-scolastico e sociale-sanitario, di casse farmaceutiche, delle bidonvilles, della formazione delle novizie ma soprattutto - come nello spirito di Madre Elena che aprì scuole di lavoro e laboratori per le ragazze povere affinché si rendessero indipendenti – di promozione della donna.

    Le foto di suor Maria Gabriella e della Missione scorrono, accompagnate da musiche locali di sottofondo, mettendo sì in luce una povertà di mezzi ma svelando tra le pieghe di queste contraddizioni un’ospitalità e un’accoglienza di cui molti di noi oggi rimpiangono il sapore. La gente infatti ha senso dell’umorismo, è intelligente, ospitale e ricca di sorrisi. “Alla fine ci si chiede: cos’è la povertà? – conclude suor Maria Gabriella – In un certo senso anche noi siamo poveri: abbiamo bisogno di acqua pura, di silenzio, di un senso della vita, di affetto. Tutte mancanze che producono vera povertà umana”.

    Paola Fantin

    (09/02/2007 Tg0-positivo)