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Dice il saggio ...
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  • Alcol: emergenza sociale tra i più giovani

    Alcol: emergenza sociale tra i più giovani

    Una campagna a Treviso per scoraggiare l'uso di alcolici tra i minori

    “Hai meno di 16 anni? Non chiedere alcolici, per il resto bevi quello che vuoi”.

    Ecco lo slogan che figurerà nei locali dei 2 mila gestori associati alla Fipe Confcommercio della Provincia di Treviso che hanno deciso di scendere in campo in modo pratico e immediato per scoraggiare nei minori l’abuso di alcol.

    Una vera e propria emergenza sociale questa come testimoniano anche le cifre ricavate da un’indagine di Veneto Sociale, esposta dal sociologo Vittorio Filippi: tra i 14 e i 17 anni, beve il 62% dei maschi e il 47% delle femmine. In Veneto i bevitori sotto l’età legale sono cresciuti del 10%, in primis tra i quindicenni di ambo i sessi. Il 41% dei quindicenni e il 60% degli studenti italiani si è già ubriacato, in particolare le ragazzine. Bevono aperitivi alcolici (+ 63%), superalcolici (+ 123%), ma anche vino e birra. L’iniziazione avviene a 11-12 anni, le prime ubriacature a 15.

    Fipe-ConfCommercio hanno deciso di intraprendere questo cammino per continuare un percorso di prevenzione intrapreso qualche anno fa con le campagne “Guida sicuro”, “Kambia marcia” allo scopo di educare ad un consumo alcolico controllato, responsabile e attento. Le esperienze in tal senso nella Marca Trevigiana, infatti, a oggi sono numerose e incoraggianti, ma bisogna insistere facendo rete: “Oggi il bere responsabile e moderato è una cultura che si va diffondendo nei Paesi scandinavi e anglosassoni dove il bere è una piaga sociale – ha affermato Carlo Cenedese, referente del Sert Pieve di Soligo (Ulss 7) – A Vittorio Veneto abbiamo proposto un percorso di degustazione intelligente nei locali più frequentati dai giovani, valorizzando i prodotti tipici e facendo intervenire anche gli operatori sociosanitari. Poi abbiamo lavorato con gli studenti della scuola alberghiera sia in veste di adolescenti che in quella di futuri esercenti”. La società adulta quindi ha il compito di mettere i paletti per far capire ai ragazzi “che si fa festa per divertirsi non per sballare, perché poi si resta soli a smaltire la sbornia” ha aggiunto Oscar Miotti (Ulss 8). “Bisogna fare prevenzione selezionando le persone interessate – ha sottolineato Patrizia Riscica (Ulss 9) – La guida e la patente sono per i ragazzi un valore assoluto, perderla è un dramma. Partire da questo presupposto che sanziona vuol dire poi poter educare con più efficacia”. L’abuso di alcol, infatti, come il fenomeno del bullismo, delle stragi del sabato sera, del sesso on line nasconde un disagio profondo nel quale si dibattono i più giovani, quelli ai quali dovremo lasciare il testimone: “Si tratta di segnali importanti, che provengono da un mondo dove apparire conta più dell’essere – ha commentato il presidente di Unascom-Confcommercio Renato Salvadori – Non dobbiamo certo generalizzare, ma neppure fingere di non vedere. Non vogliamo reprimere ma educare, facendo rete con le altre parti in gioco. Le famiglie non possono più delegare alla scuola e la scuola non può più far finta di nulla. Ognuno deve fare la sua parte”.

    (05/02/2007 Tg0-positivo)