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Dice il saggio ...
Colui che dice male dell'amico assente, che non lo difende quando altri lo accusa, che cerca di far ridere gli uomini con le oscenità e d'acquistar fama di uomo mordace, che sa inventare di sana pianta cose mai viste e non sa mantenere un segreto, questo è anima nera e tu devi, o Romano, guardarti da lui (Orazio (Satire))

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  • Obiettivo risparmio energetico

    Obiettivo risparmio energetico

    Da Treviso iniziative e proposte per diffondere questa cultura

    Fino agli anni Settanta e Ottanta, fare risparmio energetico nelle famiglie voleva dire usare con parsimonia e prudenza la fonte di riscaldamento e l’energia elettrica, chiudendo le stanze meno utilizzate, indossando qualcosa di più pesante, aiutandosi con una stufetta a legna, a kerosene o altri derivati simili e usando l’illuminazione il meno possibile. In sostanza, fare risparmio energetico, allora, per la maggior parte delle famiglie trevigiane, voleva dire stare peggio e tirare la cinghia.

    Oggi, fare risparmio energetico, come è emerso nel corso dell’affollatissimo convegno “Obiettivo: risparmio energetico. Una proposta per gli amministratori e le nostre comunità”, organizzato sabato scorso dalla Commissione Energie rinnovabili e Risparmio energetico e dal Coordinamento provinciale della Margherita, significa esattamente l’opposto: vuol dire vivere meglio, tutelare l’ambiente, risparmiare denaro e, fattore non meno prioritario, aprire il mercato a nuove fonti di guadagno e di occupazione.

    Bisogna dunque intraprendere celermente questo percorso, anche perché non è più una questione di scelta – che è obbligatoria - ma di tempo che via via scarseggia.

    Non ci da tregua il mondo intero, visto che con il trend dei consumi attuali dei Paesi sviluppati e la prospettiva di una popolazione che aumenterà del 35%, le riserve energetiche mondiali dureranno al massimo una sessantina d’anni. L’Europa, che ci da tempo fino al 2012 per raggiungere gli obiettivi del Protocollo di Kyoto. La qualità di vita nella nostra provincia, che peggiora ogni giorno di più.

    “Dobbiamo impostare un progetto che raccolga la creatività e la disponibilità della nostra gente – ha introdotto i lavori Pierluigi Damian, vice coordinatore provinciale della Margherita – L’esempio delle case passive in Alto Adige dimostra come sia possibile abbattere in modo considerevole l’emissione di Co2”.

    A Bolzano infatti si costruiscono le CasaClima (o Klimahaus), suddivise nelle tre tipologie CasaClima Oro (o ‘casa passiva’), CasaClima A e CasaClima B. Per ognuna di esse viene rilasciata una certificazione che ne attesta l’efficienza energetica e l’ambiente confortevole. La CasaClima Oro viene anche chiamata ‘casa da un litro’, perché in un anno consuma un solo litro di gasolio per ogni metro quadro di superficie abitata. Vedere per credere: basta andare alla Fiera Klimahaus di Bolzano che si terrà dal 25 al 28 gennaio prossimi per entrare in tutt’altro pianeta.

    Nelle case italiane, invece, si consuma dai 150 ai 200 kWh/mq/a contro i 15 kWh/mq consumati all’anno dalle case passive. E dovendo collocare i nostri edifici in una tipologia, sicuramente non andremo sotto la F o la G. In Italia, infatti, è stato calcolato che per riscaldare un solo giorno un appartamento di 130 mq serve tanta energia quanto quella che consumerebbe un’auto di media cilindrata per coprire la distanza tra Genova e Roma.

    Cascate a Kilt Rock, in Scozia. Un tempo l'Italia poteva contare anche sulla preziosa fonte rinnovabile, l'energia idroelettrica.

    L’efficienza energetica, insomma, è divenuta a tal punto un valore aggiunto da essere appetibile anche sotto il profilo economico: “Il mercato è ormai maturo per questo salto di qualità – ha precisato Giuliano Dall’O, professore di Fisica Tecnica Ambientale presso il Politecnico di Milano e coordinatore del gruppo di lavoro Efficienza energetica del Kyoto Club – L’Italia dipende per oltre l’80% dall’energia erogata dai Paesi extra Ue, vuol dire avere un’economia dai piedi di argilla. Ma possiamo ridurre questa dipendenza proprio puntando sull’efficienza energetica. Il settore civile incide nei consumi almeno del 40% e l’edilizia esistente costituisce davvero un problema. Anche perché il costo dell’energia, adesso, non si impone più solo d’inverno, ma anche d’estate con il condizionamento. Bisogna dunque investire su edifici che consumano meno. Ecco dunque l’importanza dell’isolamento della casa, del ripristino del verde, degli impianti efficienti, del solare termico e fotovoltaico e della certificazione energetica, che è uno stimolo per tutti. Questo significa creare una nuova filiera di mercato per costruttori, artigiani e molti altri ancora. Per il cittadino, invece, significa risparmiare sull’energia dal 40 al 60%. E’ importante partire dai regolamenti edilizi”.

    E Roma? E la Regione? “Un’amministrazione locale può fare molto da sola, non ha più alibi. Ha tutti gli strumenti adatti per fare qualcosa in più rispetto allo Stato e alla Regione – ha aggiunto Dall’O – E’ l’amministrazione locale a curare il rapporto con i costruttori. Teniamo presente che il 65% del patrimonio edilizio esistente dovrà adeguarsi allo standard della certificazione energetica. Dunque, un Comune potrebbe realizzare una mappatura del territorio per informare il cittadino preventivamente che il suo edificio appartiene a una certa classe. Una specie di precertificazione, insomma. Esperienze in Lombardia, in particolare a Carugate, hanno dimostrato che messo in condizione di scegliere il cittadino segue questa strada e premia gli amministratori che la propongono”.

    La Marca trevigiana è, però, notoriamente la terra dai tanti campanili. Come mettere d’accordo tutti?

    Mulini a vento a Thurso, in Scozia. L'Italia in questi ultimi anni è diventata una delle maggiori produttrici in Europa di energia col vento. E' quarta dopo Germania, Danimarca e Spagna, ma prima dell'Olanda.

    “La nostra proposta è quella di introdurre alcuni cambiamenti nei regolamenti edilizi comunali – ha spiegato Mario Pederiva, coordinatore della Commissione Energie rinnovabili e Risparmio energetico – Non dobbiamo infatti dimenticarci che il regolamento edilizio è una delle competenze proprie dei consigli comunali. Quindi proponiamo che ogni Consiglio comunale si attrezzi per inserire nel proprio regolamento edilizio quegli interventi obbligatori minimi che vadano nel senso di una edilizia molto più efficiente”.

    Per esempio, costruendo o ristrutturando con un grado di isolamento almeno doppio di quello previsto dalla normativa attuale (L. 10/91); usando superfici vetrate con un coefficiente di trasmissione globale che sia la metà di quello delle superfici vetrate attuali (vetri doppi o tripli, vetri basso emissivi al posto dei vetri normali); usando caldaie ad alto rendimento o a condensazione; controllando la temperatura ambientale in ogni locale; contabilizzando il calore consumato davvero, in ogni unità abitativa, in caso di impianto centralizzato; con l’installazione di collettori solari per la produzione di acqua calda sanitaria in grado di coprire almeno il 50% del fabbisogno; utilizzando l’acqua piovana per tutti gli usi non prettamente igienico-sanitari. “Puntiamo al fatto che nei prossimi mesi almeno una decina di comuni adotti un regolamento con queste integrazioni – ha aggiunto Pederiva – Un buon inizio potrebbe essere la costituzione in ogni comune di un Ufficio informativo sul Risparmio energetico”.

    Angelo Pavan, presidente dell’Anci trevigiana, plaude alla iniziativa promossa dalla Commissione Energie rinnovabili e Risparmio energetico e dal Coordinamento provinciale della Margherita che ha coinvolto non solo amministratori comunali del centro sinistra ma anche molti del centro destra: “Siamo lieti che le forze politiche si muovano nel territorio, proponendo queste tematiche – ha commentato Pavan – Il petrolio, il gas costano, l’ambiente sempre più malsano… Non possiamo più andare avanti così, dobbiamo utilizzare quello che c’è in natura, per abbattere i costi e viver meglio”. E quale sarà il ruolo dell’Anci? “Molto probabilmente coordineremo queste forze, magari creando una commissione ad hoc. All’interno della nostra struttura trattiamo da sempre di tematiche ambientali. Prima che passassero di competenza a Provincia e Consorzi ci occupavamo di rifiuti, di acqua, di gas. Organizziamo in tal senso anche corsi di formazione, però lamentiamo l’assenza degli amministratori locali che mandano al posto loro i tecnici. Dovrebbero invece seguire personalmente quello che viene approfondito, altrimenti come fanno a sapere di cosa si parla per poi decidere? L’appello è dunque questo: che gli amministratori curino la propria formazione personale”.

    Paola Fantin

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    E per chi ha già una casa?

    Anche per chi possiede già una casa, i risultati non si faranno attendere. Ascoltiamo a tal proposito il nostro esperto per le pagine di Ambiente, Ecologia, Pianificazione Territoriale e Risparmio Energetico, l'ingegnere Lodovico Mazzero.

    È già stata realizzata su una abitazione di due piani degli anni ’60 e ora permette di riscaldare 200 mq consumando solo 15 kg di legna al giorno.

    Se non capite la convenienza pensate che questa quantità corrisponde a 5 litri al giorno di gasolio oppure 6 mc di metano. In 6 mesi di riscaldamento sono 9 ettolitri di gasolio ovvero poco più di 1.000 mc di metano.

    Quanto consumava la stessa casa prima dell’intervento? Quasi cinque volte tanto!

    Come ci si è riusciti? Rivestendo le pareti con 15 cm di isolante e stendendo 30 cm dello stesso sulla soffitta.

    E i costi? Con gli attuali incentivi statali potete ammortizzare la spesa in meno di 10 anni, ma da subito siete sicuri di salvaguardare l’ambiente riducendo di quasi 5 volte l’inquinamento.

    Vale la pena veramente di cominciare a fare questo tipo d’intervento. Anche perché vi accorgerete che dentro in casa non siete mai stati meglio non solo con il freddo d’inverno, ma anche con la calura estiva.

    Addio alle esose bollette del gas ma anche a quelle elettriche per far andare il condizionatore d’estate. E, visto che ci siete, alla fine degli interventi la vostra casa sembrerà più bella e quasi nuova.

    Ecco uno spaccato della vecchia casa isolata con uno spessore di 15 centimetri che consente ai suoi abitanti di vivere pressoché a termosifoni spenti

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    Le foto sono state realizzate da Lodovico Mazzero per conto del giornale on line Tg0-Positivo. I diritti sono riservati.

    (17/01/2007 Tg0-positivo)