Condividi: Ok Notizie Technorati Virgilio Facebook
Mail Tg0+Scrivi alla redazione di Tg0-positivo

Macrolibrarsi.it presenta la nuova collana Il Filo Verde di Arianna

Dice il saggio ...
Il destino di un uomo è il suo carattere (G.Amendola)

Altri link utili nelle seguenti categorie di Tg0-positivo:
Tu sei unico » Ricerca » Internet

La libreria di Tg0-positivo - Cerca tutti i libri che vuoi e altri prodotti originali a prezzi speciali su Macrolibrarsi
  • L'alimentazione su misura secondo il gruppo sanguigno Autore: P. D'Adamo. Editore: Sperling.

  • Siae e l’arte

    Siae e l’arte

    Ecco cosa succede nel Belpaese, la terra dell’arte e degli artisti

    Da quando è nel web (1997) è la prima volta che la Siae s’accorge dei suoi ipertesti culturali (in www.homolaicus.com ) e gli commina una sanzione di 4.700 euro per royalties non pagate ad artisti come Picasso, Kandinsky, Klee e alcuni futuristi o ai loro eredi. Sono bastate 74 images (per lo più pescate dalla stessa rete), usate “abusivamente” per quattro anni e mezzo, per essere tacciato di due vergognose violazioni: alla dignità morale dell’artista e ai diritti patrimoniali degli eredi. La legge europea parla chiaro: chi fruisce di immagini protette dal marchio Siae deve pagare, anche se non ne fa un uso commerciale (è sufficiente che dalla morte dell’artista non siano passati più di 70 anni).

    Quindi, in pratica, pensando di favorire, coi propri ipertesti, la dignità morale dell’artista e, indirettamente, i diritti patrimoniali degli eredi, l'Autore di uno dei siti più colti e più ricchi di materiali didattici del Belpaese si trova oggi a essere considerato quasi alla stregua di un truffatore.

    "La Siae vuol forse chiudere il web artistico nazionale? " si chiede ora attonito e senza parole, pensando che proprio l'Italia, terra d'arte e d'artisti, dovrebbe favorire al massimo la diffusione di questa forma espressiva.

    Gentilmente, l'Autore ha voluto fornire links utili, approfondimenti e riferimenti legislativi in materia di diritti da mettere a disposizione del popolo del Web. La sua esperienza potrà essere così utile a tutti e far riflettere su quali sono oggi in realtà le 'libertà' nel Web italiano.

    Ma ecco quello che è accaduto dalle sue stesse parole.

    ****************************

    Dalla lunga chiacchierata col responsabile immagini del settore Internet della Siae, ho capito le seguenti cose.

    Se un artista è protetto da loro, tutte le sue opere lo sono (gli avevo chiesto di sapere esattamente i nomi dei files protetti, ma non me li ha detti). Nel loro sito c’è un pdf scaricabile da qui www.siae.it/documents/zip/olafav_utilizzatori_ElencoArtistiTutelati.zip che indica i nomi di tutti gli artisti protetti.

    Chi lo scarica noterà che sono talmente tanti che se la Siae si mette a lavorare seriamente (come da quattro anni sta facendo, m’ha detto), saranno tanti i siti a chiudere. Cioè per loro non ha alcun valore che il sito sia no-profit o che si citi la fonte.

    Se si prova a prendere di un’immagine protetta un piccolo pezzo, il danno morale recato all’artista è maggiore ed è ancora di più se l’immagine viene messa nella home.

    La Siae si muove autonomamente, di concerto con la polizia postale e le altre Siae estere: non è indispensabile che le giungano segnalazioni da parte degli autori o degli eredi.

    Gli ho chiesto se l’unico riferimento legislativo per le immagini fosse la legge 22 aprile 1941 n. 633 www.siae.it/utilizzaopere.asp#doc : me l’ha confermato, aggiungendo che esistono ulteriori modifiche che però non mutano la sostanza della legge. Stando alla Siae la legge 633 e successive modifiche non fa differenza tra siti amatoriali e commerciali quando sono in causa cose protette dalla Siae. L’unica differenza è l’importo dovuto. (La legge non l’ho ancora letta, ma la trovate qui www.interlex.it/Testi/l41_633.htm . Aiutiamoci a decifrarla).

    Comunque tutte le leggi sono qui: www.siae.it/bg.asp?click_level=1400.0300&link_page=bg_DA_Nazionale.htm&level=1400.0300 . Gli ho detto che nella home del mio sito ho messo la dicitura: “Questo sito è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons < http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/it/ >. Se trovate che qualcosa violi le leggi vigenti in materia di diritti d'autore, comunicatecelo e provvederemo tempestivamente a rimuoverlo”. S’è messo a ridere. In effetti l’avevo presa dal blog di Grillo, e siccome lui è un comico, ho fatto 2+2.

    Non è che la Siae metta sullo stesso piano un sito commerciale con uno didattico di un semplice webmaster (persone fisica): semplicemente se vuoi usare immagini di artisti dalla cui data di morte non siano passati 70 anni, devi pagare, secondo un preciso tariffario. Questo: www.siae.it/documents/zip/olaf_av_utilizzatori_tariffe.zip . Si può usare il tag iframe per testi e immagini di altri siti, con sorgente chiaramente e facilmente leggibile, senza incorrere in sanzioni.

    È del tutto irrilevante mettere gli ipertesti zippati con immagini protette e non pagate.

    Se l’ipertesto è messo in area riservata risulta non pubblico, quindi non si pagano diritti Siae.

    Se si pagano i diritti Siae, gli eredi o gli artisti viventi non possono denunciarci ulteriormente per conto loro.

    Gli adsense di google non trasformano automaticamente un sito da culturale a commerciale.

    Che il server ospitante il nostro sito sia su suolo italiano o straniero (fosse anche un “paradiso fiscale”) è indifferente per la Siae.

    Non si possono mettere su un’immagine dei segni a scopo didattico (triangoli, cerchi, linee) per spiegarne il significato, se prima non si è ottenuto il permesso dell’autore o dell’erede.

    Non esiste un elenco pubblico degli eredi, ma solo degli autori protetti da Siae.

    Se l’autore o l’erede ci autorizza a usare le proprie immagini gratuitamente, la Siae non ci chiede nulla, ma è sempre meglio informarla, perché non è detto che l’autore o l’erede lo faccia. E poi va comunque messa una dicitura che la stessa Siae possa leggere.

    I diritti si pagano a prescindere dalla grandezza o risoluzione dell’immagine.

    Non serve a nulla prendere un’immagine da Wikipedia e scriverci sotto la dicitura della loro licenza d’uso.

    Se eliminate gli ipertesti prima che arrivi la raccomandata Siae, anche se i vostri contenuti sono stati indicizzati dai motori, non si pagano diritti.

    Professor Enrico Galavotti

    (18/01/2007 Tg0-positivo)