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Macrolibrarsi.it presenta Argital: Cosmetici naturali senza conservanti

Dice il saggio ...
Voi dovete seguire l'ideale più alto che la coscienza vi suggerisce, ma non con l'intento di migliorare la società nella quale vivete e verso al quale avete un tributo di doveri, non per farsi dei privilegi, non quello di attendersi una qualche forma di ricompensa, di premio per la proprie azioni ma quello di vivere in modo giusto e retto secondo un ideale di giustizia e di rettitudine che, se lo si vuol vedere instaurato nel mondo, lo si deve in primo luogo instaurare nell'intimo nostro (Cerchio '77)

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  • Lo zen e l'arte del cucinare. Come ricostruire il piacere di una cucina consapevole Autore: Anna Fata

  • Pile ad acqua e di carta in arrivo dall'Asia

    Pile ad acqua e di carta in arrivo dall'Asia

    Una rivoluzionaria invenzione arriva dall'Estremo Oriente

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    Se si pensa ad una pila di carta viene subito in mente quel pacco scomposto e un po' impolverato che si eleva minaccioso dall'angolo della nostra postazione in ufficio. La pila multistrato sulla scrivania non è però in grado di far funzionare apparecchi elettronici, mentre la sottilissima e flessibile pila di carta, progettata dal team dell'azienda coreana Rocket, quella sì, sa immagazzinare carica elettrica, e può alimentare un'ampia gamma di dispositivi di piccole dimensioni.

    A differenza delle batterie tradizionali, la pila di carta monouso è compatibile con l'ambiente, per l'assenza di sostanze chimiche inquinanti, non presenta rischio di combustione, nemmeno se sottoposta ad elevate pressioni, né risulta soggetta a fuoriuscite di fluidi tossici. E' tanto sottile da risultare ideale per l'impiego in carte di credito, in sistemi di identificazione a radio frequenza (RFID) o in dispenser per prodotti cosmetici o farmaceutici.

    L'altra novità viene invece dal Giappone e l'elemento fondamentale in questo caso è l'acqua.

    Ne basta infatti anche una sola goccia per attivare la speciale pila ideata da Susumu Suzuki, inventore giapponese e presidente della Total System Conductor.

    Se prodotta su larga scala, questa batteria a base di composti di carbonio, anch'essa monouso, costerebbe un decimo delle corrispondenti alcaline, pur mantendo prestazioni paragonabili alle classiche pile al diossido di manganese.

    Non potendo essere attivato, se non in presenza di acqua, il dispositivo vanta il pregio di mantenere la carica per diversi anni, anche nel caso in cui giaccia a lungo inutilizzato. Secondo Suzuki le potenzialità della pila “ad acqua” sono nettamente superiori alle batterie tradizionali: può essere impiegata in apparecchi a bassa potenza, quali torce elettriche o radio, è sostenibile perché non contiene metalli pesanti, è economicamente conveniente ed è facile da realizzare.

    Se capitasse di attardarsi in un'escursione di montagna sarebbe sufficiente leccare la superficie della pila, inserirla nella torcia elettrica e di nuovo si farebbe luce sul nostro sentiero.

    Per maggiori info www.scienzaegoverno.org

    (23/11/2006 Tg0-positivo)