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  • Per un mondo economico migliore

    Per un mondo economico migliore

    Un concorso a Treviso per diffondere la cultura etica in economia

    Gli scandali finanziari che hanno di recente interessato il mondo intero, Italia compresa, hanno dimostrato che normative e controlli non sono sufficienti a garantire equità ed etica nel mondo dell’impresa. Bisogna diffondere la cultura dell’etico agire in campo economico a tutti i livelli della società, partendo dalle scuole e arrivando alle imprese del territorio.

    Gli scandali finanziari che hanno di recente interessato il mondo intero, Italia compresa, hanno dimostrato che normative e controlli non sono sufficienti a garantire equità ed etica nel mondo dell’impresa. Bisogna diffondere la cultura dell’etico agire in campo economico a tutti i livelli della società, partendo dalle scuole e arrivando alle imprese del territorio.

    Era quanto si proponeva il concorso di idee “Global Compact, per un mondo economico migliore”, realizzato dall’associazione Proetica in collaborazione con la Provincia di Treviso. “Proetica è nata circa due anni fa su impulso di Unindustria e dell’Ordine dei Commercialisti e Ragionieri – ha spiegato il presidente Alessandro Vardanega –, allo scopo di promuovere iniziative che diffondano e applichino concretamente i principi di responsabilità sociale nelle imprese. Riteniamo infatti che l’impresa moderna debba saper integrare il profitto e la salvaguardia dei valori fondamentali che provengono dalla collettività”. Tra i numerosi contributi giunti dagli studenti dell’ultimo biennio delle scuole superiori trevigiane, un’apposita commissione alla quale ha preso parte anche lo scrittore Gian Domenico Mazzocato ha deciso di assegnare il primo premio a Diego Brunello (Liceo Scientifico da Vinci) che, partendo da una citazione dell’opera di Serge Latouche, ha affrontato con estremo rigore e convinzione la sfida per un ‘nuovo sviluppo’, proponendo l’ipotesi di un sistema nuovo che, nel salvaguardare i diritti del singolo, sia esso produttore o consumatore, imprenditore o lavoratore, rispetta il bene della comunità: “Se l’azienda creasse al suo interno luoghi di incontro, per esempio, – ha proposto il giovane Brunello ricevendo il primo premio, un viaggio a New York – essa verrebbe vista come parte integrante della società in cui vive. Spesso i diritti del singolo passano in secondo piano nel contesto aziendale perché il lavoratore stesso non ha piena coscienza dell’importanza del suo ruolo. Egli deve essere orgoglioso di ciò. Ma perché ciò accada, l’azienda deve essere parte della comunità. Tutto questo innescherebbe un meccanismo virtuoso che porterebbe anche all’aumento di produzione. La fiducia del consumatore non dovrà più così fondarsi sulla parola del produttore ma sulla consapevolezza concreta che egli dice la verità”.

    La commissione ha inoltre segnalato all’unanimità i lavori realizzati da Federico Mongelli e Giulia Pavan (Liceo Scientifico Da Vinci), Elisa Lupo (Liceo Classico Canova). “Noi giovani vogliamo un mondo di giustizia – ha scritto Giulia Pavan nella poesia “Ode al nostro mondo nuovo”, composta in settenari a ritmo di rap – Bisogna ripartire dall’equa divisione, torniamo a dar valore a sogni e sentimenti. E non giriamo intorno perché non è lo stesso giacché un altro mondo è da creare adesso”, mentre Elisa Lupo ha realizzato uno spot pubblicitario video di estremo interesse: “Rispettare l’uomo – afferma, affrontando temi delicatissimi che fanno riflettere mentre le immagini scorrono – significa trattarlo da uomo… L’azienda deve impegnarsi concretamente con la società. Dovrà investire nella ricerca, nelle infrastrutture, nella crescita economica dei Paesi in via di sviluppo. E basta con i motivi assurdi per non assumere le donne. Per creare un mondo migliore domani è necessario impegnarsi adesso”.

    Paola Fantin

    (23/11/2006 Tg0-positivo)