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Dice il saggio ...
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  • La ricerca della felicità Autore: Krishnamurti

  • Trottole e trottolai, un’arte antica come l’uomo

    Trottole e trottolai, un’arte antica come l’uomo

    Storia, geografia, folclore

    La trottola è un gioco per bambini conosciuto in tutto il mondo fin dai tempi antichi.

    La trottola risale a più di 6000 anni fa: alcune trottole perfettamente conservate, con le fruste utilizzate per metterle in moto, sono state ritrovate durante gli scavi di Ur in Mesopotania.

    Esemplari della trottola sono stati rinvenuti inoltre negli scavi dell'antica Troia, a Pompei, in alcune tombe etrusche, e in Cina, in Giappone ed in Corea.

    Il gioco della trottola era famosissimo nell'antica Grecia e a Roma: Platone, Aristotele, Plinio, Virgilio e Ovidio tutti subivano il fascino ed il contagio della trottola, in latino chiamata "turbo".

    Catone il Censore consigliava ai genitori il gioco della trottola, perché lo riteneva molto più adatto ai bambini di quanto lo fossero i dadi.

    La "trottola" era di uso corrente in Inghilterra nel XIV secolo: ogni parrocchia possedeva la propria trottola e, nel Martedì Grasso, si svolgevano sulle strade gare di trottole. Si cantava stornelli, alcuni dei quali ancora restano vivi.

    I bambini indiani del sud-ovest degli Stati Uniti chiamano le trottole "danzatrici".

    Per tenere viva la loro danza le fanno girare con lacci di pelle.

    In Oriente si trovano trottole di tutte le forme e di tutte le misure. In alcune regioni rurali sono fatte di conchiglie, le cui parti sporgenti e le punte sono state accuratamente levigate.

    I giapponesi fabbricano diversi tipi di trottole moderne, tra le quali una, la "trottola-levatrice" che contiene tante trottoline, le quali escono dalla grande quando questa si mette a girare.

    La Trottola non funziona soltanto per terra.

    Alcune trottole giapponesi, come i giroscopi, si reggono su uno spago.

    Con lo stesso principio, le si può far girare su un cucchiaio tenuto tra i denti, come fanno i bambini messicani.

    L'Australia è ricca di riti in cui interviene la Trottola.

    Le tribù della Nuova Guinea e del Borneo fanno ruotare le loro trottole dopo il tempo delle semine, per stimolare la crescita delle piantine nuove.

    In alcune zone tribali si fanno cozzare le trottole l'una contro l'altra in "battaglie di trottole giganti".

    Anche nelle regioni meridionali dell'Italia la trottola diventava spesso un giocattolo "crudele", capace di sfogare l'aggressività dei bambini: chi vinceva infatti aveva il diritto di sfregiare o addirittura frantumare la trottola del perdente usando proprio la punta metallica della propria.

    IL FASCINO DI UN GIOCO

    Se un oggetto, e più ancora un giocattolo, arriva a compiere 6000 anni, certamente rinchiude in sé l'elisir di lunga vita: il fascino della trottola sta proprio nel suo movimento continuo, regolare e sospeso nel tempo, nel suo stare immobile su un equilibrio quasi miracoloso che, per qualche attimo, compete con la forza di gravità, sfrutta a proprio favore gli attriti e sembra vincere la sfida del moto perpetuo.

    Giocando alla trottola ci si sente un po' come una divinità che fa girare il cosmo o come un derviscio che arriva all'estasi perdendosi nella vertigine della sua danza o, più semplicemente, come un ballerino risucchiato dal vortice di un walzer.

    I TROTTOLAI

    Ci sono in Italia persone che continuano la tradizione delle trottole: le costruiscono, le vendono, le fanno conoscere insegnando l'arte di questo gioco ai bambini di oggi.

    Nell'Alta Val Bormida, in provincia di Savona, esiste il Gruppo Folkloristico dei Trottolai di Rocca Vignale: si tratta di una ventina di signori e signore, per lo più pensionati, dediti a questo passatempo.

    Sono stati chiamati già quattro volte in TV e sono entrati nel libro dei Guiness nel 1996 con una trottola gigante di 265 kg. interamente ricavata da un unico pezzo di pioppo: era alta centimetri 158 e larga 98; lanciata da una corda di canapa di 3 centimetri di diametro e lunga 20 metri, grazie ad un perno di sostegno ha roteato per 26 minuti.

    Normalmente, però, producono e giocano con trottole più piccole che tutti possono imparare a far girare. Sulle colline del Casentino, invece, vive e opera un Maestro tornitore del legno: è Moreno Bartolini che, con un tornio secolare, costruisce fantastiche trottole di ogni forma e dimensione, portandole poi nelle Feste e nelle Fiere di tutt'Italia.

    APPUNTI DI FISICA

    Il moto della trottola è stato ed è oggetto di studio di importanti fisici e matematici, in relazione ai problemi della statica e della dinamica.

    Detto in soldoni, i problemi posti dalla trottola sono questi: la trottola, quando gira, è stabile o instabile? Su cosa si fonda il suo equilibrio? Perché sembra "dormiente", cioè immobile, pur muovendosi? Perché il suo moto sembra durare più del normale? Quando e perché la trottola, alla fine, cade?

    Su queste domande studiosi di ogni tempo, anche filosofi, hanno elaborato ragionamenti, calcoli e teoremi, difficilmente riassumibili per i non addetti ai lavori (come noi).

    Proviamo ugualmente a dare due risposte semplici che possono apparire banali.

    - Primo: è proprio il movimento vorticoso che permette alla trottola di restare a lungo in equilibrio. Si può fare un paragone con la bicicletta: più pedaliamo e, quindi, più veloci girano le ruote e meglio restiamo in equilibrio.

    - Secondo: la trottola smette di girare a causa degli attriti e cade per colpa della forza di gravità. Per assurdo: se non ci fossero l'aria e la terra, il suo moto sarebbe "perpetuo".

    C'è, però, una parziale, apparente eccezione al problema degli attriti.

    E' la trottola cinese o antitrottola: quella piccola, quasi sferica e dotata di un picciòlo per il lancio.

    Questa trottolina un po' cicciotta in realtà è la più capace a sfruttare gli attriti. Grazie a questi, infatti, girando sposta il suo baricentro fino a ribaltarsi, continuando a ruotare a testa in giù. Alla fine, però, anche lei cade.

    Niente di male: a questo punto la fisica lascia spazio al gioco per un altro lancio.

    Se esistesse il moto perpetuo, forse, non ci divertiremmo più...

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    INFORMAZIONI SULLA TROTTOLA

    Blu Nautilus s.r.l. - Piazza Tre Martiri n. 24 - 47900 Rimini

    Tel. 0541 53294

    Fax 0541 50094

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    Tg0-Positivo ringrazia anche Romano Cheli, mastro trottolaio di Livorno (via Roma 73, tel/fax 0586 815008), conosciuto alla Fiera dell'Artigianato di Cison di Valmarino nell'agosto del 2006.

    Grazie alla sua passione e abilità, abbiamo potuto apprezzare la bellezza e il fascino di una piccola trottola in acero minore.

    (07/09/2006 Tg0-positivo)