Condividi: Ok Notizie Technorati Virgilio Facebook
Mail Tg0+Scrivi alla redazione di Tg0-positivo

Macrolibrarsi.it presenta la nuova collana Il Filo Verde di Arianna

Dice il saggio ...
Gli uomini mentono quando assicurano di aver orrore del sangue (J.Bunin)

Altri link utili nelle seguenti categorie di Tg0-positivo:
Tu sei unico » Hobbies » Itinerari turistici

La libreria di Tg0-positivo - Cerca tutti i libri che vuoi e altri prodotti originali a prezzi speciali su Macrolibrarsi
  • Risvegliare la Macchina Biologica Umana

  • I viaggi di Tg0-Positivo. La Danimarca

    I viaggi di Tg0-Positivo. La Danimarca

    Itinerario in uno dei più bei Paesi del Nord Europa

    La Sirenetta di Andersen

    La Danimarca è una ricca regione disseminata di parchi, bei castelli, verdi pascoli e ambienti incontaminati. In questa terra alcuni millenni fa vissero i Vichinghi che fecero parlare di sé non solo per la ferocia con la quale conquistarono le popolazioni contermini, ma anche per l’audacia che li spinse, pare, addirittura fino in America, strappando così il primato a Vespucci e a Colombo. La Danimarca è una monarchia costituzionale ed è passata alla storia per la figura del principe Amleto, rappresentato in una tragedia sheakspeariana, e per il famoso scrittore di fiabe, Hans Christian Andersen – autore di fiabe come la Sirenetta, il Brutto Anatroccolo, la Piccola Fiammiferaia, il Soldatino di Stagno - che i danesi considerano un vero e proprio simbolo al quale tributare ogni onore.

    Oltre a Copenaghen, la capitale, le città principali sono Arhus, Odense, Alborg.

    Il territorio comprende la penisola dello Jutland e 406 isole di cui le maggiori sono Fyn – patria di Andersen – e Selandia dove si trova Copenaghen.

    La terra danese è stata meta della Redazione di Tg0–Positivo per il 2006.

    Ecco dunque un breve resoconto con alcuni appunti di viaggio che potrebbero tornare utili a chi volesse cimentarsi nella stessa meravigliosa impresa. Buon viaggio!

    1° giorno

    Per arrivare nella Penisola dello Jutland, dalla quale inizieremo il viaggio in Danimarca, bisogna attraversare tutta la Germania e fare tappa in alcune città. Decidiamo di fermarci prima a Jena, poi a Weimar e a Lubecca. A Jena, famosa città sede di battaglie, ci fermiamo per la sera e alloggiamo presso il Thuriger Social Akademie, un albergo appena fuori del centro storico, vicino a una collina e con ampio parcheggio (03641 – 3030). Con 54 euro in due trascorriamo una notte tranquilla e silenziosa. Verso le 20 andiamo in città e mentre tutti sono impegnati a guardare i mondiali con schermo gigante, noi ne approfittiamo per mangiare piatti tipici all’ombra del campanile. Sull’imbrunire andiamo a perlustrare il centro storico, ammirando l’antica torre dietro la quale svetta una costruzione più moderna, ma simile.

    Le due torri di Jena

    2° giorno

    La mattina ripartiamo presto e raggiungiamo subito Weimar, una città ben più nota e poco lontana da Jena. In questa città vissero e trassero ispirazione J.S. Bach, Franz Liszt, Richard Strauss e per quasi 60 anni vi abitò anche Goethe. Qui il poeta scrisse la sua opera più famosa, “Faust” e poi fu sepolto qui. Lo stesso Nietzsche vi trascorse gli ultimi anni della sua vita e sempre a Weimar Gropius fondò il movimento della Bauhaus, che rivoluzionò la storia dell’architettura. Weimar fortunatamente sfuggì ai bombardamenti dell’ultima guerra e si conservò intatta anche durante gli anni del comunismo. La visitiamo in lungo e in largo, percorrendo gli ordinatissimi vicoli, le piazze colorate e il meraviglioso parco cittadino, di ampie proporzioni, dove i tedeschi del luogo trascorrono le proprie mattinate. Il tempo ci è però tiranno e dobbiamo rispettare la tabella di marcia. Ci fermiamo in una piccola locanda lungo la strada e con 17.50 euro banchettiamo con una soupe molto gustosa, wusterl, salsa e patatine secondo la cucina locale. Poi rotta su Lubecca, porto fluviale sul Baltico dal passato glorioso. La sua Altstadt (cioè città vecchia), con i canali e le case in mattoni rossi, risale all’epoca medievale quando la città era snodo fondamentale per i commerci verso l’Europa del Sud. La città è racchiusa dentro mura fortificate, dichiarate patrimonio dell’umanità dall’Unesco ma che sono in parte in restauro impedendoci così di ammirarle in tutta la loro bellezza. Girovaghiamo spensierati in una città che ci fa sentire sicuri. Quella sera alloggiamo all’Ibis Hotel, una catena di alberghi che abbiamo già avuto modo di provare in altri viaggi. Una stanza doppia con abbondante colazione ci costerà 94 euro (www.ibishotel.com). Ceneremo in città in un pub tipico, con piatti a base di pesce.

    Porta di Lubecca

    Piazza di Lubecca

    3° giorno

    Oggi arriveremo in Danimarca. Passeremo il confine verso le 10 e ci dirigeremo subito su Ribe, cittadina con un centro storico davvero tipico dove svetta la chiesa di Nostra Signora. In questo luogo è famosa la locanda Weis’Stue, la più antica della Danimarca e sempre a Ribe ogni sera un ‘lampionaio’ accende i lampioni della strada, annunciando che “sono le dieci e tutto va bene”. La cittadina è una meta turistica molto ambita, lo si capisce dalla ricchezza che la connota, dalle frotte di turisti che la percorrono e dai numerosi negozi che la caratterizzano. Qui incontreremo per la prima volta l’ambra del Baltico, bella ma comunque costosa. Sempre a Ribe una gentile impiegata dell’Ufficio turistico ci fornirà di una preziosa mappa dove sono segnalati tutti i B&B danesi di qualità. Verso mezzogiorno riprendiamo la nostra strada, con l’intenzione di costeggiare la parte ovest dello Jutland per arrivare, la sera, a Lokken, un famoso borgo di pescatori. A dirla tutta questa parte di Danimarca non ci piacerà molto.

    Ribe

    Percorriamo alcuni dei sentieri segnati con la ‘margherita’, per indicarne il pregio paesaggistico, ma lo Jutland è molto simile alle zone di Italia più industrializzate. Non c’è ancora lo stesso traffico, ma ormai si vedono sempre più fabbriche lungo le strade che vengono intasate da lunghi camion che trasportano merci e attraversano i centri dei paesi. Notiamo che anche la Danimarca, come l’Olanda, è ricca di piste ciclabili che però sono meno curate e meno ampie.

    Nel tardo pomeriggio arriviamo a Lokken dove finalmente potremo scendere sulla spiaggia e ammirare il mare del Nord. Siamo molto stanchi e commettiamo un errore che poi ci servirà di lezione per le tappe successive. Cerchiamo nella nostra mappa di B&B l’alloggio indicato, ma non abbiamo ancora padronanza con la lingua e non riusciamo a capire le indicazioni di una gentile signora del posto. Finiamo in un luogo che, entrando a Lokken, incontrerete senz’altro. Vi è un enorme cartello sulla strada che indica che si troverà un campeggio e anche un B&B, il “Lokken Familie camping”. Veniamo accolti da una signora all’apparenza gentile, prodiga in complimenti e attenzioni. Pattuiamo 60 euro (45 di pernottamento e 15 per la colazione). Scopriremo nelle ore successive di aver preso una stanza piccola e modesta senza lenzuola e asciugamani con una colazione con stoviglie in plastica e latte in scatoletta. Non solo: la ‘gentile’ signora ci dirà che abbiamo capito male la cifra pattuita che in realtà è di 70 euro. Il consiglio che possiamo darvi è dunque quello di evitare di cadere nelle stesse mani. D’ora in poi la cartina con i B&B consigliati diverrà la nostra bussola quotidiana. Con grande successo.

    4° giorno

    Percorriamo il tratto che ci separa da Skaggen, la cittadina danese più a nord della nazione. Skaggen è una sorta di Pompei scandinava, a causa del progressivo insabbiamento. Arrivando al porto si notano subito numerose dune che ricordano il deserto. Skaggen è anche un famoso porto turistico con casette caratteristiche di color rosso. Non è una delle città più pulite anche se il centro è attraente. Da qui è possibile fare una gita con bus fino a Grenen, una sottile striscia di terra dove si incrociano tre correnti diverse. Poco lontano – ma non abbiamo il tempo per cercarla – si trova la Chiesa Sankt Laurentii di cui rimane solo il campanile fuori e da cui si gode una vista stupenda. Per mangiare in loco si consiglia la Wittco Fisk, una baracca di pescatori dove nel porto per poche corone si mangia pesce fresco alla griglia.

    La tappa successiva prevede una fermata ad Alborg, una delle maggiori città di Danimarca. Fino a quel momento lo Jutland non ci ha grandemente colpito e riceviamo il colpo di grazia proprio ad Alborg, una cittadina caotica, rumorosa e chiassosa che vale la pena di visitare solo per il centro storico con la bella cattedrale. Ci interessa molto di più invece andare alla Necropoli di Lindholm Hoje, dove si trovano 682 tombe di vichinghi, liberamente accessibili, con un percorso di studio delle loro usanze funebri. La necropoli si trova su di una collina, fuori città, in un luogo silenzioso da cui si vedono i palazzoni della periferia.

    Necropoli vichinga di Alborg

    Non riusciremo invece a vedere Fyrkat, la fortezza vichinga di Hobro né il lago di Viborg, uno dei più belli del Paese e Arhus. Cercheremo poi senza successo Om Klester, il grande monastero cistercense del 1172 che ci era stato segnalato a Skanderborg. Nessuno ne sa nulla.

    Arriviamo a tarda sera al B&B Okogaarden Mosvra ( www.pedersen-bb.dk ), accolti da una giovane coppia con bambini. L’uomo è un contadino e possiede ben 100 ettari di terra. Ha un’enorme fattoria che affitta anche ai visitatori come noi. E’ immersa nel verde, come vedrete dalle foto, in mezzo alle colline danesi. La Danimarca di Andersen, per la prima volta, comincia a prender forma.

    5° giorno

    Il giorno dopo attraversiamo il mare e arriviamo all’Isola di Fyn e quindi a Odense, la città natale del nostro scrittore preferito. Tutto in quella città parla di lui. Le vie, le piazze, i negozi, gli stessi danesi sembrano più cordiali. Nella centralissima piazza svetta la statua a lui dedicata, che ritrae un Andersen scalzo, per ricordare come fosse partito povero e senza mezzi proprio da quella città alla volta di Copenaghen. Passeranno molti anni prima che egli ritorni famoso e acclamato dai suoi concittadini che da allora non hanno smesso di onorarlo. Visitiamo subito il Museo a lui dedicato che raccoglie i suoi effetti personali, le sue foto, i suoi libri e la casa natale in cui vide la luce. L’autore delle fiabe più belle del mondo scritte forse più per gli adulti che per i bambini si rivela in tutto il suo mondo esclusivo che fu per tutta la vita un tentativo per farsi amare dagli altri.

    Statua di Andersen a Odense

    Museo di Andersen

    Dopo aver visitato il centro storico, la cattedrale Sankt Kunds Kirke, ci fermiamo a mangiare in un posticino tipico immerso in un borgo antico, l’ “Olivia Cafè & Brasserie” ( www.cafeolivia.dk ), dove gusteremo ottimi piatti al pesce come ci eravamo proposti, a prezzi assolutamente accessibili. Il pomeriggio lo dedichiamo alla visita del Den Fynske Landby, un villaggio rurale con ricostruzioni del ‘700-‘800, e del famoso castello di Egeskov a Faborg.

    Castello di Egeskov

    Parco del Castello di Egeskov

    Qui passeremo il tardo pomeriggio nel solo parco, perché il castello è molto grande e non faremmo in tempo a completare la visita. Decidiamo quindi di entrare solo nel parco che è ricco di attrazioni, di percorsi tra gli alberi e i laghetti, di musei (auto antiche, auto dei pompieri, moto, aerei, mongolfiere etc.). Ci divertiamo poi a camminare su passerelle costruite tra un albero all’altro, sospese a parecchi metri da terra. Ci ricorda molto il ponte mobile percorso in Canada.

    Museo di Egeskov

    Passeggiata tra gli alberi di Egeskov

    Quella sera attraverseremo il lungo ponte che collega l’isola di Fyn alla Selandia, arriveremo a Dalmose (Vemmelosevej, 11) e dormiremo in un altro bel B&B, “Inger Jensen Stigsgard” (tel. 45 58 18 63 60), dove incontreremo una simpatica coppia di italiani provenienti da Modena con i quali trascorreremo una bella serata guardando insieme la partita dell’Italia ai Mondiali 2006. La signora che ci ospita è davvero squisita e al mattino ci preparerà un’abbondante colazione servita nel suo soggiorno. Il luogo è tranquillo e immerso nel verde. Vale la pena di fare la sosta di una notte. Ceneremo al Cafè Vivaldi, a Slagelse. Più tardi scopriremo, dalle nostre letture, che anche Andersen soggiornò in quel luogo quando intraprese i suoi studi liceali.

    6° giorno

    Il giorno dopo ci dirigiamo subito all’ Isola di Mon, uno dei più bei luoghi naturali danesi, con falesie calcaree formate da rocce multiformi. Scendiamo in spiaggia percorrendo una lunga scalinata di legno che passa attraverso una foresta di faggi, la pianta più diffusa in Danimarca. Il luogo è molto caldo, a differenza della temperatura fino a quel momento incontrata, sui 22 gradi circa. Passeggiamo a lungo sulla spiaggia di gesso e ciottoli, poi risaliamo.

    La nostra meta, prima di Copenaghen che raggiungeremo il giorno dopo, è Roskilde, dove si trova una cattedrale divenuta patrimonio dell’umanità. Qui sono sepolti tutti i re della Danimarca. La chiesa è grandissima e molto ricca, anche se la facciata è nascosta dai teloni del restauro. All’interno vi sono moltissime tombe che raccolgono per l’appunto i resti dei reali danesi. Poco lontano c’è anche il Museo delle navi vichinghe. Arriviamo però che è già chiuso. Volevamo fare un giro nel fiordo con una copia di nave vichinga, ma dovremo accontentarci di vedere l’ultima comitiva, ormai di ritorno, mentre attracca a riva.

    Tombe dei re di Danimarca

    L'attracco della nave vichinga a Roskilde

    Ceneremo al Restaurant Bryggergarden, tipico luogo danese dove mangeremo una splendida zuppa di pesce e un piatto di carne estremamente gustoso. Quella notte dormiremo al B&B Ellen B & Holger Due (tel. 47 33 46 44), in una dependance con appartamentino tutto privato e spazioso per un costo di 500 corone, circa 75 euro.

    7° giorno

    Questa mattina siamo arrivati finalmente a Copenaghen. Non sappiamo ancora dove alloggeremo e quindi prima di iniziare la visita della città decidiamo di consultare il più vicino Tourist Information. Purtroppo in una capitale come questa ne esiste solo uno e la gente è in coda col numeretto in mano, come fossimo nei supermercati italiani. Decidiamo allora intanto di consultare Internet e scegliamo il Cab Inn Hotel (tel. 45 3346 16 16). Si tratta di una catena di alberghi non economicissimi ma comunque nuovi e vicini al centro storico. Per noi che resteremo due intere giornate lì sarà comodo non dover più prendere in mano l’auto. Lasciate le valige, cominciamo il nostro tour. Visitiamo la piazza col Municipio, passiamo davanti al Parco Giochi Tivoli, il più antico al mondo dove andremo la sera stessa, percorriamo calli e callette alla ricerca dei monumenti più famosi. Pranziamo velocemente e poi andiamo alla ricerca delle famose biciclette che il Comune di Copenaghen ha messo a disposizione dei turisti e dei cittadini. Basta inserire una monetina come nei carrelli del supermercato e si può girare tutta la città, percorrendo ampie e comode piste ciclabili. Pedaliamo a lungo ma alla fine raggiungiamo il porto dove si trova la famosa Sirenetta di Andersen. E’ una meravigliosa giornata di sole e il panorama è da mozzafiato. Ritorneremo indietro passando per Nyhavn, il luogo dove visse Andersen. La sera, dopo una cena abbondante in un locale tunisino, andremo al Parco Giochi Tivoli.

    Veduta della via principale di Copenaghen

    8° giorno

    Un'altra veduta della via principale di Copenaghen

    Oggi dedicheremo parte della giornata a un po’ di shopping e poi visiteremo alcune delle attrazioni maggiori. Ci rechiamo innanzitutto al museo dei Guiness dei Primati, dove vedremo l’uomo più alto del mondo (272 centimetri), le numerose imprese compiute dagli uomini e i prodigi della natura. Poi ci recheremo al Castello di Rosenborg, una residenza regale che conserva numerosi tesori e arredi dei re di Danimarca. Il Castello è circondato da un parco enorme che è meta dei danesi che vi si riuniscono per leggere, prendere il sole, giocare o semplicemente per rilassarsi. Svetta su tutti un enorme faggio rosso, che avrà almeno 300-400 anni. Poi ci dirigiamo al Botanisk Have, l’orto botanico, ricco di percorsi naturali e di serre da ammirare. La sera concluderemo la giornata al museo delle Curiosità di tutto il mondo. Per la cena ritorneremo al ristorante tunisino.

    Chiesa di Copenaghen

    Piccoli musicisti nelle vie di Copenaghen

    Castello di Rosenborg

    Faggio rosso a Rosenborg

    9° giorno

    Castello di Amleto

    Veduta sullo stretto di Danimarca e Svezia

    Partiamo presto e a malincuore. Copenaghen è una capitale, ma rimane comunque una città a misura d’uomo dove ci siamo sentiti al sicuro e come fossimo a casa nostra. Ma il viaggio ormai volge al termine e ci sospinge sempre più verso casa. In mattinata faremo in tempo ad andare a Helsingor dove si trova il famoso castello di Kronborg, dove si ambientò l’Amleto. Da lì si può godere una splendida vista sul braccio di mare che separa la Danimarca dalla Svezia. Comincia a piovere e la visita è veloce. Prima di attraversare nuovamente il ponte che unisce la Selandia a Fyn vogliamo fermarci a Hillerod, al castello di Fredensborg, residenza della Regina Madre. Qui possiamo visitare il parco che da su un fiordo e vedere anche il famoso cambio della guardia. Il tempo scorre e dobbiamo affrettarci. Passiamo nuovamente il ponte (costo 60 euro, andata e ritorno) e poi decidiamo di fermarci ancora a Odense, per un’ultima cena nella patria di Andersen. La scelta ricade inevitabilmente sul Ristorante Olivia che ancora una volta ci tratterà davvero bene. Poi ci fermeremo in un altro bel B&B, “Alis Jesse Lille Grynborg” (Bollemosegyden a Ravnebjerg), www.lillegrynborg.dk . Un posto immerso nel verde delle colline danesi, con un bel laghetto davanti alla dependance dove dormiremo e dove faremo colazione. Sarà davvero un lieto fine che ci permetterà di salutare la Danimarca con minor tristezza, accompagnati dai bei ricordi.

    Castello di Fredensborg

    Ponte che unisce la Selandia all'Isola di Fyn

    10° giorno

    Viaggeremo tutto il giorno. Vogliamo fermarci a Monaco di Baviera e sono quasi 800 chilometri. Arriveremo in città verso sera, alloggeremo all’Ibis Hotel City e ceneremo alla Bella Italia, una pizzeria sottostante gestita da cittadini italiani con i quali ci intratterremo per un paio di ore, commentando anche i risultati dei Mondiali.

    Veduta su Monaco di Baviera

    11° giorno

    Piazza di Monaco

    Alla mattina colazione lungo la via principale e poi rotta sul centro storico. Visiteremo subito le famose torri della Fraunkirche, con la caratteristica forma a cipolla che sovrasta la città. Poi ci recheremo nella famosa Marienplatz dove potremo ammirare, a mezzogiorno in punto, il balletto delle 32 figure umane a grandezza naturale che compongono il carillon della torre del municipio. Nella parte più alta sono ricordati i festeggiamenti per le nozze del 1568 tra il Duca Guglielmo V e Renata di Lorena mentre al livello inferiore si ripete ogni giorno la stessa danza che i membri della corporazione dei bottai eseguirono in segno di esultanza nel 1517, quando la cittadinanza sopravvissuta si rese conto che la terribile pestilenza che aveva devastato la città per due anni era finalmente terminata. La nostra visita a Monaco ci conduce infine al Residenz.

    L'antico carillon di Monaco

    La città infatti per centinaia di anni è stata il centro di uno dei più importanti ducati di Germania. Ospita quindi uno splendido complesso reale, completamente ricostruito nel Dopoguerra e ricco di arredi e tesori. Non riusciremo invece a visitare il Deutsches Museum, il più grande museo scientifico del mondo con una superficie di 40 mila metri quadri e 16 chilometri di percorso di visita. Il tempo è ormai tiranno e sebbene l’Italia sia ormai vicina ci aspettano ancora centinaia di chilometri prima di tornare. Il nostro viaggio è finito ma la sete di sapere e di vedere continuerà ad accompagnarci per sempre.

    Il Residenz

    Paola Fantin

    (27/07/2006 Tg0-positivo)