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  • Sperduto nel tempo

    Sperduto nel tempo

    Da non perdere il primo libro di fantascienza di Walter Basso, scrittore padovano

    Cos’è successo a Valerio Bosi il 22 maggio del 2002, in un piccolo paesino del Padovano, tra Piombino Dese e Camposampiero? Com’è possibile che, nei pochi chilometri che lo separavano dalla fabbrica a casa, egli sia invecchiato di circa 15 anni? E soprattutto: come può essere che egli non ricordi nulla di nulla e nessuno si sia accorto di niente?

    E’ quanto cercherà di scoprire il Generale, indimenticabile protagonista del primo - e felice - romanzo di fantascienza uscito dalla penna del noto scrittore veneto Walter Basso, “Sperduto nel tempo. Lost in time”, edito dalle Edizioni Scantabauchi (Padova 2005, € 13).

    Il romanzo, scritto in un linguaggio vivace che rivela le origini venete del Basso, non solo riesce a mantenere sempre alto il ritmo della narrazione così da trascinare letteralmente il lettore all’ultima pagina per poter risolvere l’intricato mistero, ma si sofferma anche a descrivere la terra veneta, la sua gente e le sue quotidianità: “Ci sono tre passaggi a livello nello spazio di poche centinaia di metri male accoppiati a due semafori, eternamente intasati di auto e parolacce, viste le interminabili chiusure delle sbarre che spesse volte (troppe!) sembrano quasi pigramente addormentarsi appena si appoggiano sui supporti di chiusura...”, scrive l'Autore nel Prologo dipingendo una scenetta ben nota ai Veneti che ogni giorno percorrono le strade intasate e malmesse della propria Regione. Non mancano inoltre messaggi per i più giovani, condotti dalla penna del Basso tra le pregiate Ville venete, tra le vie cittadine e dentro al cimitero locale: “E se il visitatore ha tempo e voglia di indugiare percorrendo gli stretti vialetti che separano i vari settori, l’attenzione verrà attirata troppo spesso dalle foto di tanti, troppi giovani vittime delle tristemente note ‘stragi del sabato sera’”.

    Uno scrittore infatti può dirsi tale solo se attraverso la creatività e il talento riesce a condurre a vette più elevate i lettori, inducendoli alla riflessione, alla speranza e alla gioia di vivere. Un libro privo di queste caratteristiche è come uno spot pubblicitario che ha un inizio e una fine, ma non un posto nella Storia. Si usa e si getta.

    Le opere del Basso (a oggi circa 46) non dimenticano mai il motivo per cui sono nate e non importa se comiche, poetiche o narrative. Tra le righe c’è sempre l’Uomo, con i suoi chiaroscuri ma anche con le sue enormi potenzialità. La trama narrativa di “Sperduto nel tempo”, sulle prime apparentemente semplice e forse un po’ scontata, non solo è ricca di colpi di scena e soluzioni organizzati a guisa di scatole cinesi, ma risolve con fantasia e umanità i quesiti che da sempre l’Uomo si pone: chi siamo, dove andiamo e perché viviamo.

    Il Basso è presente un po’ ovunque nel suoi personaggi ma esce allo scoperto, ‘firmando’ la propria opera, nella scena in pizzeria quando il Generale si ritrova a desiderare di essere al suo posto: “Tra i vari gruppetti notò una coppia: lui sui cinquant’anni in jeans e maglione, i capelli lunghi raccolti in una coda di cavallo, occhiali e pizzetto e lei, sicuramente la moglie, bruna e piacente... sicuramente qualche anno più giovane dell’uomo... La osservò meglio: era molto curata... vestiva con look giovanile, in modo comunque elegante e intelligente... Parlavano in dialetto veneto senza però la caratteristica inflessione che aveva notato su molte altre persone che aveva incontrato... Per un breve momento pensò che gli sarebbe piaciuto essere al loro posto, con sua moglie vicino... sereno, vestito sportivo, tranquillo, con lei che ogni tanto gli regalava un sorriso”.

    Il viaggio di un Uomo, infatti, si conclude sempre dentro se stesso, nel mondo più magico e misterioso da scoprire.

    Paola Fantin

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    Il libro è disponibile presso le librerie. Per maggiori dettagli info@edizioniscantabauchi.it.

    (30/04/2006 Tg0-positivo)