Condividi: Ok Notizie Technorati Virgilio Facebook
Mail Tg0+Scrivi alla redazione di Tg0-positivo

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Il Codice del Denaro di Raimon Samso

Dice il saggio ...
Gli uomini stimano più la roba che gli onori (N.Machiavelli)

Altri link utili nelle seguenti categorie di Tg0-positivo:
Tu sei unico » Libri & co. » Poesie

La libreria di Tg0-positivo - Cerca tutti i libri che vuoi e altri prodotti originali a prezzi speciali su Macrolibrarsi
  • La meditazione con i Mudra Autore: Andrea Christiansen

  • La forza del cuore

    La forza del cuore

    Scoperto un poeta nell'Istituto Costante Gris

    La forza del cuore non conosce ostacoli, quando sboccia spontanea dall’animo di un uomo. Neppure se egli ha dei limiti fisici, derivati dalla vita che gli è toccata in sorte. Gianni Danchielli ne è una conferma. Ospite al reparto Geriatrico 2 dell’Istituto Costante Gris di Mogliano Veneto, è un poeta con la P maiuscola che un lettore del settimanale La Vita del Popolo, Severino Potente, ha conosciuto durante un soggiorno nel quale operava come accompagnatore volontario. E’ stato grazie alla sua sensibilità che siamo venuti a sapere di Gianni, per poi incontrarlo.

    Vicentino, Danchielli è nato nel 1945 dopo le privazioni e i terrori vissuti dalla madre negli ultimi mesi prima della Liberazione, che hanno finito coll’influire sulla gravidanza. Ricoverato al Gris nel 1978 per disabilità fisica, scrive versi da almeno 13 anni, da quando ha cioè una macchina da scrivere – oggi affiancata da un moderno computer - e uno spazio tutto suo per comporre.

    Le dita delle sue mani possono solo battere su di una tastiera, perché non riescono a stringere una penna. Eppure, quando l’ispirazione insorge improvvisa, egli riesce in pochi minuti a fissare incredibili versi. “Mi succede così, d’un tratto, e allora ho bisogno di scrivere – ci racconta, sorridendo con simpatia, attorniato da Luciana, Vanna, Antonio, Cesarina, Fermo, gli amici con i quali condivide le sue giornate – Tante volte mi devo ritirare in camera, mi viene un pensiero e questo va giù come un fiume”.

    Le sue poesie sono ricche di sole, di sano ottimismo, di immagini luminose e colorate che scaldano i cuori, di una sincera fede verso il divino. Le dedica un po’ a tutti: agli amici del gruppo, all’educatrice professionale Manuela Slongo, alla dottoressa Marina Zorzi, ai bambini delle scuole che incontra, al personale e a quanti lasciano una traccia nel suo cuore. Perché egli ha tutto un mondo interiore da trasmettere che non può essere soffocato: “Scrivo per poter trasmettere agli altri qualcosa di mio” ci confessa, sfiorando delicatamente i due volumi che raccolgono i dattiloscritti.

    Sono circa 400 poesie, ma ne ha scritte quasi 600. Le rimanenti le ha gettate via perché non lo soddisfacevano. Come ogni artista che si rispetti, è esigente e pretende la perfezione. Qualche tempo fa ha anche partecipato al X premio letterario nazionale Walter Tobagi di Venezia e l’attestato campeggia sopra le nostre teste, quasi a dire che è stato un punto di partenza ma non sarà un arrivo. Poi sfoglia le sue amate poesie, indicandone una, dedicata ai ragazzi della scuola Vespucci di Campocroce che ha conosciuto di recente. ‘Rubiamo’ lesti alcuni versi, colpiti dalla dolcezza che effondono: “Ero in mezzo a un bel mazzo di candidi fiori dai svariati colori... Ci hanno dimostrato un bell’affetto con bell’armonia che noi la trasformeremo in una ricca energia che non si potrà gettar mai via”.

    Le sue giornate sono intense: al mattino lavora con gli amici nei laboratori creativi dedicandosi alla pittura su vetro e alle decorazioni, al pomeriggio il gruppo collabora all’uscita del giornalino. Grazie a una donazione della ditta Doria, il reparto possiede oggi computers moderni e attrezzati con stampanti, cartucce e l’occorrente per scrivere. Poesie e versi dunque, ma anche prosa: sia Gianni che Luciana hanno infatti deciso di scrivere la propria biografia. Ne hanno di cose da dire e da raccontare che la gente dovrebbe sapere, soprattutto i giovani ai quali Gianni lancia un appello: “Venite a trovarci – esclama con l’allegria negli occhi – Anche qui c’è gente sana di mente ed è importante incontrare chi soffre”.

    E mentre gli stringiamo la mano per salutarlo, capiamo che il linguaggio del cuore è davvero il solo a rendere uguali tutti gli esseri. Grazie, Gianni.

    Paola Fantin

    *********************************************************

    All’angelo divino

    Rivolgendomi costantemente a quest’umile figura

    dall’animo dolce e puro,

    in umile preghiera

    sul bel far della sera

    che la gente spera.

    Ora pregarti bisogna,

    per acquisire quella

    gran fede

    di gente novella

    molto bella.

    Mentre oggi,

    ci dimentichiamo,

    perché non ci amiamo,

    di prenderci mano nella

    mano, come ci

    insegnò il

    Divin Sammaitano

    Gianni Danchielli

    (25/04/2006 Tg0-positivo)