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  • Allarme legno illegale

    Allarme legno illegale

    Greenpeace denuncia il ruolo della Cina

    La Cina è il principale responsabile del riciclaggio del legno illegale proveniente da alcune delle più preziose foreste del pianeta. E’ quanto emerge da un rapporto reso noto oggi da Greenpeace. Questo commercio è sostenuto principalmente dalla domanda di Europa, Stati Uniti e Giappone, che consumano più legname di qualsiasi altro paese. Negli ultimi dieci anni il consumo cinese di prodotti forestali è cresciuto del 70 per cento, un terzo di questo dovuto all’aumento delle esportazioni. Se la sola Cina raggiungesse un consumo pro capite pari a quello degli Stati Uniti, consumerebbe 1,6 miliardi di metri cubi di legna, pari all’attuale prelievo mondiale.

    Le indagini di Greenpeace documentano diverse spedizioni di legname di origine illegale verso la Cina, provenienti soprattutto dalle Foreste del Paradiso. Si tratta di foreste ricchissime di vita, estese tra il Sud-est Asiatico, l’Indonesia, la Papua Nuova Guinea e le Isole del Pacifico.

    In Cina il legno viene trasformato in mobili, parquet e compensati, venduti in misura crescente a poco prezzo sui nostri mercati. La Cina è divenuto il principale importatore mondiale di legname, e assorbe metà del legname tropicale. Molto di questo legname proviene dalla Papua Nuova Guinea, paese in cui una quota tra il 76 e il 90 per cento delle operazioni di taglio sono illegali.

    “Il taglio illegale è diffuso in molti dei paesi da cui la Cina si rifornisce. Un traffico distruttivo che sta portando alla distruzione delle foreste” ha commentato Sze Pang Cheung, di Greenpeace Cina “La Cina si impegnata internazionalmente ad affrontare questo problema e deve agire immediatamente, in accordo con i paesi produttori, per un divieto immediato del taglio illegale o distruttivo”. Diverse imprese europee come Wolseley, PontMeyer, Castorama, e la Federazione francese degli importatori si sono impegnate a cessare ogni rifornimento di compensati cinesi originari dalla Papua Nuova Guinea. ”I paesi sviluppati consumano troppo legname - ha aggiunto Sergio Baffoni, di Greenpeace – se non vogliamo dire per sempre addio alle foreste del pianeta, dobbiamo ridurre drasticamente i nostri consumi di carta e legno.”

    Il primo ministro cinese, Wen Jiabao, ha recentemente riconosciuto la necessità di ridurre i consumi, annunciando una tassa sulle bacchette usa e getta, ma Greenpeace insiste per un diverso modello di sviluppo e chiede ai paesi riuniti in Brasile, per la Convenzione sulla Biodiversità, di impegnarsi a proteggere le foreste attraverso un sistema globale di aree protette, ed il divieto di importazione di legname di origine illegale o distruttiva.

    Roma 28 marzo 2006

    Ufficio stampa, tel. 06/68136061

    Greenpeace è un’associazione non violenta, che utilizza azioni dirette per denunciare in maniera creativa i problemi ambientali e promuovere soluzioni per un futuro verde e di pace.

    Greenpeace è indipendente e non accetta fondi da enti pubblici, aziende o partiti politici.

    (18/04/2006 Tg0-positivo)