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Dice il saggio ...
La noia è una tristezza senza amore (N. Tommaseo)

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  • Paradiso, istruzioni per l'uso

    Paradiso, istruzioni per l'uso

    (Mark Twain)

    "... Mi avvicinai all'arco per vedere e sentire e capire di cosa si trattava, ma mi sentivo imbarazzato, perché avevo addosso vecchi vestiti, ma anche perché cominciavo a sentirmi a disagio. Mi dissi: «Questo è il paradiso, io dico, e ho seguito un sistema sbagliato per tutta la vita!».

    Mi misi ad ascoltare, e mi sentii presto piuttosto giù di spirito.

    La gente veniva messa in fila, pensate, e io guardavo a occhi spalancati. Era il turno di un vecchio dalla faccia mite, che fece un passo avanti. Aveva un cappotto con le code. Il Meraviglioso Personaggio lo guardò gentilmente e con una voce bassa che suonava come la più dolce musica che avessi mai sentito disse:

    «Nome, prego?».

    «Abel Hopkins», disse il vecchio.

    «Di dove, prego?».

    «Filadelfia», disse il vecchio.

    «Affiliazione, prego?»,

    (Questa parola fu un vero colpo, ve lo posso dire. Sentivo il mio personale sistema religioso sprofondare sotto i miei piedi).

    «Quacchero», disse il vecchio.

    «Documenti, prego?», disse il Meraviglioso Personaggio.

    (Sentivo il mio sistema sprofondare ancora di più e il mio spirito cadere ancora più in basso).

    Il Meraviglioso Personaggio prese i documenti, li scorse e disse al vecchio: «Bene. Vedi quel gruppo di persone laggiù, raccolte insieme? Va' da loro e trascorri una beata eternità con loro, perché sei stato un buon servitore, e grande è il tuo merito. Ma non allontanarti da quel luogo, che è stato espressamente destinato per sempre alla tua gente».

    Il quacchero entrò, detti un'occhiata oltre il muro e vidi milioni e milioni di uomini raggruppati in mostruose masse fin dove potevo spingere lo sguardo, ogni confessione stava in un gruppo per conto suo.

    Venne avanti un uomo dall'aspetto selvaggio e dalla pelle nera, con un vestito lacero e un turbante. Il Meraviglioso Personaggio disse:

    «Nome, prego?».

    «Hassan Ben Ali».

    «Di dove, prego?».

    «Deserto arabo».

    «Affiliazione, prego?».

    «Maomettano».

    «Documenti, prego?».

    Esaminò i documenti e disse: «Bene, vedi quella grande compagnia di persone laggiù sotto le palme? Raggiungila e sii felice per sempre. Ma non allontanarti da loro e non andare nei territori degli altri redenti».

    Poi fu il turno di un vescovo inglese; poi di un cinese che si dichiarò buddista; poi un prete cattolico spagnolo e un libero battista del New Jersey; poi un persiano mangiatore di fuoco e un presbiteriano scozzese. I loro documenti erano tutti a posto e furono distribuiti qua e là, ai rispettivi gruppi di destinazione, dove iniziavano il loro eterno riposo.

    Non un'anima aveva ancora professato il mio sistema. Dapprima ci avevo sperato, sempre più debolmente, ma alla fine ero proprio giù e le mie speranze se ne erano tutte andate. Mi sentivo meschino, spaventato, depresso al punto che non riuscivo più ad alzare lo sguardo su quelle persone fortunate; e cominciai a temere di essere notato e additato, se me ne andavo ancora in giro.

    Così sgattaiolai indietro e abbassai la testa e stavo proprio strisciando fuori dalla folla, quando non potei fare a meno di voltarmi per dare un'ultima occhiata al Meraviglioso Personaggio per potermelo imprimere per sempre nella memoria, e feci un errore. I suoi occhi si posarono su di me. Il suo dito mi indicò. Mi fermai e le mie gambe tremarono. Ero stato colto sul fatto.

    Mi fece un cenno col dito e io andai - sapete, non c'era altro da fare. Il Meraviglioso Personaggio mi guardò, io tremavo, mi guardò un momento o due e poi disse, con voce dolce e profonda, la stessa di sempre:

    «Nome, prego?».

    «Simon Wheeler, vostro onore», dissi io e cercai di inchinarmi e abbassai la testa.

    «Di dove?» mite e gentile, come sempre.

    «Beh - io - io non sono di nessun posto in particolare, vostro onore - sono stato sbattuto qua e là un sacco, soprattutto nello spettacolo, vostro onore - perché per mia sfortuna non ho potuto farci niente - mi dispiace, e se vostro onore volesse lasciarmi andare, almeno per questa volta - io -».

    «Affiliazione, prego?».

    Lo disse calmo e dolce come sempre, e io mi inchinai, mi inchinai di nuovo, e tentavo di levarmi il cappello, ma quello mi rotolò tra i piedi, e dissi - spaventato a morte -dissi: «Non so bene, vostro onore, è che sono ignorante e cattivo, e non so fare le cose giuste, vostro onore, e sono stato tanto confuso, mi piacevano tutti, negri e pellerossa e presbiteriani e irlandesi, e di questo passo ho fatto le cose sbagliate - e così... così... se vostro onore volesse solo per questa volta lasciarmi andare - io».

    «Documenti?», disse lui, dolce e gentile come sempre.

    Avevo in mano il cappello, ma le dita mi tremavano, non riuscivo a tenerlo stretto e mi cadde di nuovo. Il sudore mi colava sulla faccia e mi sembrava di non riuscire a prendere abbastanza fiato per vivere. Quando arrivò questa terribile domanda, caddi in ginocchio e dissi:

    «Abbiate pietà di un pover'uomo ignorante e stupido, vostro onore, che è venuto qui nella sua malvagia cecità senza una confessione, senza uno straccio di documento, senza...».

    «Alzati, Simon Wheeler! Le porte del paradiso si aprono per darti il benvenuto! Vaga per queste comunità chiuse libero come gli angeli, fratello e compagno di tutte le nazioni e di tutti i popoli - perché tutta quanta l'estensione del regno dei beati è la tua casa!»...

    Brano tratto dal libro di Mark Twain "Paradisi. Istruzioni per l'uso", Edizioni Spartaco 2004.

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    Per ordinare il libro info a infowol@edizionispartaco.it

    (28/03/2006 Tg0-positivo)