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  • Un mistero che dura da duemila anni

    Un mistero che dura da duemila anni

    Fu davvero Pilato a decidere delle sorti di Gesù con l’atto divenuto ormai proverbiale del ‘lavarsi le mani’ oppure la storia così come ci è stata tramandata nasconde tra le righe personaggi ed eventi mai raccontati?

    Una teoria intrigante e, sotto molti aspetti sconvolgente, arriva da uno studioso italiano che da qualche anno sta analizzando in modo puntuale e filologico i testi sacri, le fonti storiche ed epigrafiche, alla ricerca di indizi che raccontino, in modo storico e documentabile, la vera storia di Gesù e del suo popolo, oppresso dall’Impero dominante di allora: Roma.

    Un uomo che difendeva il suo popolo, oppresso dall’Impero

    Deiricchi – questo il nome d’arte dello studioso i cui lavori sono pubblicati nel prezioso sito www.deiricchi.it, da tempo noto al popolo di Internet – avanza una teoria assolutamente nuova che riesce a documentare attraverso fonti ufficiali e che lo conduce a tratteggiare un preciso identikit del Gesù ebreo.

    Deiricchi ritiene che Gesù fosse il Gesù figlio di Safàt, discendente della stirpe di Davide e legittimo pretendente al trono d’Israele. Arconte di Tiberiade e capo del partito dei pescatori, dopo la battaglia per difendere la città di Màgdala sarebbe stato consegnato a Tito grazie alla "soffiata" di Mattia, infiltratosi nella banda dei rivoltosi sotto il nome di Giuda. Al processo intentatogli contro avrebbe partecipato, come imputato, anche lo storico Giuseppe Flavio, adombrato dagli evangelisti nella figura del sacerdote Caifa ma soprattutto nel personaggio di Barabba che tutti ben conosciamo per essere stato ‘scelto’ al posto di Gesù.

    La sua condanna a morte sarebbe stata decisa dopo un interrogatorio tenuto da Tito, figlio di Vespasiano, invece adombrato dagli evangelisti nella figura del prefetto Pilato. Questa condanna sarebbe stata formulata perché i maggiorenti dell'epoca avrebbero preferito liberare Giuseppe Flavio, celato sotto il nome di Barabba, piuttosto che Gesù, figlio di Safàt.

    Giovanni di Giscala, forse aiutato dal fratello Simone e da Maria, una moglie di Gesù, sarebbe riuscito a salvare dalla morte Gesù curandolo appena tolto dalla croce. Secondo Deiricchi, tutto questo non sarebbe avvenuto intorno al 30-40 d.C. come ci è sempre stato tramandato, ma almeno una trentina d’anni dopo come testimoniano gli storici. Gesù di Safàt infatti sarebbe ‘risorto’ il 23 settembre dell’anno 67, poco prima della distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dei Romani che volevano piegare definitivamente il popolo ebreo ribelle. Imprigionato Giovanni di Giscala a Patmos, Gesù gli avrebbe poi fatto visita per concordare insieme la stesura dell'Apocalisse, la lettera da inviare alle sette città dell'Asia Minore per avvertirle di quanto stava accadendo ai danni del popolo ebreo.

    Tito o Pilato?

    Ma come è possibile postdatare nel tempo questi eventi quando gli stessi storici e gli evangelisti, pur tra mille contraddizioni, citano situazioni e personaggi precisi come Pilato, vissuti molto tempo prima? “Nell’episodio divenuto proverbiale – racconta Deiricchi - Giuseppe Flavio ci informa che a decidere della condanna di Gesù di Safàt fu Vespasiano in persona e questo fatto contrasta con la presenza di Pilato nei Vangeli. Oltre a questo, abbiamo già visto in un altro episodio preso dalla biografia di Giuseppe Flavio che Pilato in realtà sostituisce il figlio di Vespasiano, cioè Tito. Per ricostruire gli avvenimenti come accaddero in realtà dobbiamo quindi presumere che a condurre l'interrogatorio di Gesù raccontato nei Vangeli sia stato proprio Tito, il che è plausibile in quanto Vespasiano arriva ben dopo la presa della città di Tarichea da parte del figlio. Si tratta di considerazioni che si basano sui collegamenti dei dati finora a disposizione, ma tutti sanno che agli storici piace ritrovare una conferma scritta delle loro ricostruzioni. Dobbiamo ammettere che farebbe piacere anche a noi rintracciare i testi originali che raccontano la storia della I guerra giudaica come "non" ci sono pervenuti, grazie alle manipolazioni o alla eliminazione operata nel tempo. Non è detto che ciò non accada, considerato che in questi ultimi anni molte scoperte sono state fatte e forse sarà ancora possibile portarne altre alla luce (guerre permettendo). Ma esiste comunque del materiale da consultare che può aiutarci a provare le sostituzioni di persona - Pilato al posto di Tito - da noi dimostrate: il papiro 52”.

    Un papiro sconvolgente

    Gli studiosi sembrano concordi nel ritenere che il più antico manoscritto giunto fino a noi sia quello conservato alla John Rylands University Library of Manchester, e numerato con la sigla P52. Questo papiro è datato alla prima metà del II secolo e contiene alcune lettere dei versi 18:31-333 (nel recto) e 18:37-38 (nel verso) del Vangelo di Giovanni.

    Tra le poche parole che contiene gli studiosi individuano il nome di ‘Pilato’, a conferma della sua presenza sul palcoscenico dei fatti che si svolsero allora. Analizzando il papiro, Deiricchi si chiede invece: “Come si nota parte del testo in questione, precisamente le lettere RION O P, si trova nella terzultima riga del manoscritto. L'ultima lettera del manoscritto, che dovrebbe essere l'iniziale del nome di Pilato, è davvero una P?”, arrivando poi a concludere: “E’ evidente che il modo in cui viene scritta la lettera P ha ben poca somiglianza con quello presente nel manoscritto, mentre invece è sicuramente più facile leggervi la lettera T che altro non sarebbe che l'iniziale del nome Titos, cioè Tito, il nostro conquistatore di Tarichea e inquisitore di Gesù. I nostri manipolatori riuscirono a distruggere o probabilmente a nascondere tutte le copie che avrebbero potuto giungere a noi con le informazioni corrispondenti ai fatti accaduti, ma qualcosa deve essere comunque andato storto permettendoci così di assaporare in parte la verità storica”.

    Per approfondire maggiormente l’argomento, si possono consultare le pagine all’indirizzo www.deiricchi.it/index.php?docnum=683.

    (15/03/2006 Tg0-positivo)