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Macrolibrarsi.it presenta il libro: La Pillola

Dice il saggio ...
La cosa migliore è la misura (Cleobulo (uno dei 7 saggi))

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  • Zen Autore: AAVV

  • L’evoluzione sociale verso le piramidi: la teoria dei 4 tri

    L’evoluzione sociale verso le piramidi: la teoria dei 4 triangoli

    L’autore di www.deiricchi.it presenta un’originale teoria per spiegare gli squilibri sociali e il modo per risolverli

    Nei precedenti capitoli abbiamo visto che le società tendono a conformarsi come piramidi più o meno appiattite, dove la misura delle distanze tra i gradini non è altro la differenza tra la ricchezza dei singoli livelli sociali. Questa schematizzazione - che permetterà di analizzare successivamente l'evolversi delle strutture sociali, i loro mutamenti e anche aggressioni verso strutture contermini - è comunque sempre una sintesi che non ha dato ancora risposta sul perché, a partire dal singolo individuo, si raggiungono certe strutture. Per ottenere una soluzione al quesito dobbiamo analizzare il comportamento dell'uomo nell'ambiente. Per quanto possa sembrare opinabile, vedremo che un buon modo di procedere ci viene suggerito dalla Bibbia, che dedica infatti i primi capitoli alla Genesi non solo dell'essere umano ma anche alla crescita delle prime dinastie che popolarono la Terra. Una ricerca come quella proposta risulterà utile di conseguenza anche per capire i racconti della Bibbia, a cui dedicheremo uno studio particolare in un'altra sezione.

    In questa prima analisi dell’antico libro utilizzeremo l'origine del genere umano così come proposta, costituita cioè da due persone di sesso opposto, Adamo ed Eva, con la creazione del primo e la conseguente generazione della donna. Il procedimento a cascata è tipico non solo di una società tribale ma di qualsiasi società: dalla coppia derivano altre coppie e la discendenza si espande. L'umanità viene quindi fatta derivare dal nucleo minimo di riproduzione che è la coppia maschio - femmina. Inutile dire che il moltiplicarsi della specie necessita di incroci consanguinei in quanto l'impostazione di base, due soli individui, non prevede apporti esterni. [1]

    Chi conosce i racconti biblici sa che in una fase iniziale l'incesto non era ancora proibito come accadrà invece successivamente nelle leggi dettate da Mosè. Ma nella Genesi il sacerdote non vuole spiegare come avvenivano i rapporti di riproduzione della specie: si limita a illustrare come all'inizio Dio abbia creato l'uomo e la donna, da cui si evince che la moltiplicazione della specie non ha bisogno di altri interventi per instaurarsi avendo a disposizione due esseri di sesso diverso. Già in questa fase il sacerdote sembra anticipare proprio ‘il rasoio di Occam’ di filosofica memoria per dare il via alla sua splendida analisi: utilizzare cioè il minor numero di cause possibili per spiegare gli effetti.

    Potremmo dire che la semplicità del procedimento ci può indurre ad un certo rispetto dell'impegno posto dagli antichi che ne hanno redatto i testi. Questo apprezzamento dello schema logico adottato ci esime dall'addentrarci nelle controversie tra creazionisti ed evoluzionisti, come pure nel lodarne una originalità che gli storici tendono sempre più a negare, se è pur vero che i miti della creazione si trovano similmente in molte altre culture. Ciò che a noi interessa è riprendere lo stratagemma della coppia iniziale per vedere dove esso potrebbe condurre se ampliato, non dunque istituire una discendenza ma analizzare i meccanismi che si instaurano nei rapporti umani.

    Quello che metteremo in piedi non sarà un'analisi complessa sia perché è possibile spiegare con termini semplici anche la più difficile problematica sia perché dovremmo inventare qualcosa che si adatti a degli eventi primigeni piuttosto essenziali. Ne risulterà comunque una trasposizione nel simbolismo moderno dei racconti più antichi, evidenziando le relazioni che intercorrono tra gli esseri umani in una maniera tanto efficace quanto impossibile ai nostri progenitori che tale simbolismo non avevano a disposizione.

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    [1] In Genesi 6 è citato l'incrocio degli uomini addirittura con i "figli di Dio". Questo episodio, che ha dato origine a spiegazioni contrastanti da parte dei teologi, è però posto dopo che gli uomini si erano "moltiplicati sulla faccia della terra", cioè, sempre secondo il racconto, addirittura dopo migliaia di anni. Ne daremo una spiegazione in un altro capitolo.

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    Per approfondire ulteriormente questa delicata tematica, anche attraverso tabelle e modelli, vi rinviamo allo studio pubblicato alla pagina www.deiricchi.it

    (09/02/2006 Tg0-positivo)