Condividi: Ok Notizie Technorati Virgilio Facebook
Mail Tg0+Scrivi alla redazione di Tg0-positivo

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Il Codice del Denaro di Raimon Samso

Dice il saggio ...
È difficile capire quando fermarsi in una gara di resistenza (Il film 'Caccia a Ottobre Rosso')

Altri link utili nelle seguenti categorie di Tg0-positivo:
Tu sei unico » Ricerca » Storia

La libreria di Tg0-positivo - Cerca tutti i libri che vuoi e altri prodotti originali a prezzi speciali su Macrolibrarsi
  • Riflessioni sull'io Autore: Krishnamurti

  • Trovato il più antico atlante del mondo

    Trovato il più antico atlante del mondo

    (Elena Percivaldi)

    Eccezionale ritrovamento in campo archeologico: è tornato alla luce un papiro con la carta geografica più antica del mondo occidentale. Risale al I secolo avanti Cristo e presenta una dettagliata mappa della Penisola Iberica, dove sono rappresentati i confini di Spagna e Portogallo. Autori della scoperta sono due studiosi di papirologia, Claudio Gallazzi dell’università Statale di Milano, e la tedesca Barbel Kramer dell’università di Treviri. La voce dell’esistenza di un papiro antichissimo, contenente il "padre" di tutti gli atlanti, correva da almeno cinque anni tra gli studiosi di cose antiche ma solo di recente i professori Gallazzi e Kramer sono riusciti a visionare il prezioso reperto: ne è proprietario un collezionista europeo, il quale per ora ha chiesto l’anonimato. L’eccezionale ritrovamento sarà pubblicato prossimamente nella prestigiosa collana di papirologia e archeologia "Aegyptia Trevirensia" dell’università di Treviri. Si tratterà di un’edizione scientifica del documento riprodotto anastaticamente. La carta geografica appena scoperta presenta la Penisola Iberica realizzata dai cartografi di Alessandra d’Egitto.

    Com’era strano il mondo duemila anni fa! Ecco quello che devono aver pensato due studiosi di papirologia, Claudio Gallazzi dell’università Statale di Milano, e la tedesca Barbel Kramer dell’università di Treviri, quando hanno scoperto di recente un papiro del I secolo a.C. con la carta geografica più antica del mondo occidentale. In realtà non della rappresentazione di tutto il globo terracqueo si tratta, ma di una mappa, e assai dettagliata, della Penisola Iberica, con segnati in modo netto e preciso i confini tra la Spagna e il Portogallo. A dire il vero, la voce dell’esistenza di un papiro antichissimo, contenente quello che si potrebbe definire il "padre" di tutti gli atlanti, correva da almeno cinque anni tra gli studiosi di antichità, ma solo di recente i due professori sono riusciti a visionare il prezioso reperto, custodito da un collezionista europeo che ha chiesto di mantenere l’anonimato. La carta geografica appena scoperta presenta la Penisola Iberica - all’epoca in cui venne disegnata era stata da poco conquistata dai Romani - con tanto di città (con torri e mura di cinta stilizzate) fiumi, strade e stazioni di posta. A realizzarla furono alcuni cartografi originari di Alessandra d’Egitto. Quasi a commento della cartina, su un lato del papiro è riportata una parte di un trattato del geografo Artemidoro di Efeso, vissuto tra il II e il I secolo a.C., in cui parla proprio di Spagna e Portogallo. Per disegnare i particolari, il pittore utilizzò inchiostro nero preparato con fuliggine, gomma arabica e acqua. Il papiro è più antico di almeno 7-8 secoli rispetto all’atlante più vecchio finora conosciuto, ovvero la celeberrima la "Tavola Peutingeriana", conservata alla Biblioteca Albertina di Vienna, un esemplare altomedioevale, copia di una carta di origine bizantina, che indica gli itinerari da seguire per raggiungere Roma. Ribattezzato "Papiro di Artemidoro", il "padre di tutti gli atlanti" misura 2 metri e 50 di lunghezza e 32 centimetri di altezza. Ma il documento è eccezionale anche per un altro motivo: esso custodisce infatti il "cahier" di un artista alessandrino del I secolo dopo Cristo, il quale riutilizzò il papiro per scopi diversi da quelli originari. Il pittore raffigurò una quarantina di animali, che dovevano servire come modelli per mosaici o affreschi. E negli spazi liberi accanto alla mappa iberica, un altro pittore coevo copiò alcune statue innalzate ad Alessandria d’Egitto, che avevano come soggetti principali le teste di Zeus, Apollo e Alessandro Magno, oltre a numerosi modelli di mani e piedi. E si tratterebbe secondo gli scopritori del più antico cahier di un pittore del mondo classico finora conosciuto. Il papiro sarà pubblicato prossimamente nella prestigiosa collana di papirologia e archeologia "Aegyptia Trevirensia" dell’università di Treviri. Si tratterà di un’edizione scientifica del documento riprodotto anastaticamente.

    tratto da La Padania, Nord Cultura 1999

    (07/07/2000 Tg0-positivo)