Condividi: Ok Notizie Technorati Virgilio Facebook
Mail Tg0+Scrivi alla redazione di Tg0-positivo

Macrolibrarsi.it presenta Weleda: in accordo con uomo e natura

Dice il saggio ...
Vivi dunque semplicemente, serenamente, al di fuori di ogni influenza di altri e conquisterai quella serenità che non è incoscienza, bensì profonda consapevolezza della vita. Allora amerai la vita, avrai trovato la tua verità, il sorriso ti sarà sempre sulle labbra perché avrai raggiunto una delle mete più importanti (Cerchio '77)

Altri link utili nelle seguenti categorie di Tg0-positivo:
Tu sei unico » Riflessioni » Sociale

La libreria di Tg0-positivo - Cerca tutti i libri che vuoi e altri prodotti originali a prezzi speciali su Macrolibrarsi
  • Sfera da Massaggio in Sale Himalayano

  • Disagio e promozione del benessere in ambito scolastico

    Disagio e promozione del benessere in ambito scolastico

    Una ricerca in Veneto

    Una ricerca tra i giovani veneti sul disagio e la promozione del benessere in ambito scolastico mette in luce la condizione psicologica e sociale dei ragazzi di casa nostra, cercando di evitare luoghi comuni o stereotipi classici.

    E’ quanto ha inteso realizzare lo studio condotto dall'Università degli Studi di Padova col contributo della Regione e delle Province del Veneto, intervistando 5 mila giovani studenti delle scuole superiori (14-19 anni), in particolare 600 nel Trevigiano, distribuiti in dieci Istituti Superiori.

    Ai ragazzi è stato dato un questionario di 86 domande per indagare sugli aspetti demografici; l’esperienza scolastica; il gruppo dei pari; la gestione del tempo libero; gli interessi extra-scolastici; il rapporto con i genitori; la condizione di salute e i processi di medicalizzazione; i comportamenti alimentari con particolare riferimento all’uso di bevande alcoliche; la prossimità a sostanze tossiche; i vissuti verso l’esterno e in relazione al senso della propria esperienza; l’immagine individuale di alcuni comportamenti socialmente negativi. Tematiche analizzate a tutto tondo per arrivare a un identikit del giovane veneto, dei suoi bisogni e disagi, delle sue aspettative di vita che non appaiono per niente scontate. “Il campione analizzato rappresenta un numero molto significativo – ha spiegato il professor Ivano Spano dell’Università degli Studi di Padova –, se si considera che istituti come l’Istat coinvolgono in genere 2-3 mila persone, in tutta Italia. Non dobbiamo però dimenticare che i numeri danno solo evidenze, dobbiamo invece cercare valori differenti tra le righe. Il mondo, infatti, è ben altro da quel che pensiamo noi. Faccio un esempio: in Italia la media dei ragazzi che assumono eroina si aggira intorno allo 0,9%. A Treviso rasenta il 10%. Messa così, questa cifra rappresenta un dramma. I ragazzi trevigiani sono dunque eroinomani? Leggendo tra le righe, si scopre che in realtà non sono giovani che ‘si sbattono’ per la strada, ma studenti in grado di controllare la situazione. Nessuna patologia, dunque, ma un’espressione di quell’età sulla quale è bene riflettere perché nasconde eventi e persone da capire”.

    I dati sulle dipendenze da sostanze varie continuano: secondo la ricerca presentata qualche giorno fa in Provincia di Treviso, l’11% degli studenti trevigiani farebbe uso di cocaina, il 10.6 di eccitanti illegali, il 9.9 di ecstasy e il 19% di hashish. Ma in realtà il dato vero è un altro: “Bisogna stare attenti a non ‘allucinare’ la realtà – insiste il professor Spano – In particolare i ragazzi delle scuole medie sono soggetti molto problematici visto il passaggio e l’evoluzione del loro corpo. Sono forse squilibri da risolvere con la medicina? Ma dobbiamo partire dalla vita, non prescriverla! Non è anarchia ma un divenire naturale. E la libertà è la libertà di tutti i regimi dello spirito”.

    A 14 anni insomma un ragazzo è naturalmente instabile e indeterminato: “I loro comportamenti non sono lesivi per se stessi – aggiunge il sociologo Spano – perché in quel momento essi vivono nell’indeterminatezza. Dramma diviene invece quando questa condizione non lascia emergere il giovane nella sua espressività”. La dipendenza da sostanze, dunque, è un grave problema ma ben più grave è non riuscire a comunicare con i ragazzi stessi: “Dobbiamo far sì che i giovani non divengano visibili solo nel momento in cui entrano nel disagio – precisa Spano - L’uomo deve andare oltre la routine, non può essere costretto a vivere nella quotidianità. Certo, da’ sicurezza ma non può essere la norma”. E ancora: “Se io rispetto il giovane, il giovane rispetta me e tratta l’altro come se stesso. Invece oggi non c’è più l’altro. Il 34% dei ragazzi ammette la difficoltà a relazionarsi perché l’altro non esiste più e dunque non c’è nessuno che ti faccia andare oltre. Il 16% infine confessa di sentirsi solo... Nonostante amino i propri genitori e non considerino problematico il rapporto con loro, i ragazzi considerano le famiglie o autoritarie o permissive o assenti, nessuna insomma cui fare riferimento per i propri problemi e dipendenze”.

    A questa difficoltà si aggiunge l’atteggiamento degli adulti che vogliono tutto e subito, magari attraverso la medicina: “I giovani sono vivaci, sono ‘oltre’ e sono ben altro dalla normalizzazione che noi vogliamo dar loro. Insomma si sta perdendo in parte il senso dell’esperienza – insiste il sociologo patavino – C’è un’umanità che soffre e vive nell’oggi: sono ragazzi spesso senza storie, senza progetti e che decidono semplicemente di amministrare la propria vita. Si guardano attorno e vedono tutti come loro: se così non fosse, ci sarebbe un crollo ed essi dovrebbero misurarsi con quello che c’è. Non esistono più tensioni e grandi movimenti. Dopo la Pantera degli anni ’90, il mondo scolastico giovanile si acquietato. Non partecipano generalmente alla vita sociale ma per fortuna, per molti di loro, c’è il volontariato che riempie, produce significati e aiuta a comprendere che spesso il bisogno dell’altro deve venire prima del proprio. Esso diventa così un ottimo terreno di crescita”.

    (08/02/2006 Tg0-positivo)