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  • Energia solidale, un progetto veneto

    Energia solidale, un progetto veneto

    "Energia solidale" è un progetto Equal geografico, approvato dalla Regione Veneto, che si propone di innescare sviluppo sociale e imprenditoriale nel campo dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili. Il progetto vede come capofila Banca popolare Etica e come partner Legacoop Veneto, Vesta spa (la multiutility del Comune di Venezia), il Consorzio di cooperative sociali Ivana Garonzi, il Consorzio ABN - A&B Network sociale, Studio Centro Sicurezza Ambiente srl, Elettrostudio srl.

    Gli obiettivi e la strategia del progetto si sviluppano in due direzioni:

    1. Rafforzare e qualificare le imprese sociali (in particolare le cooperative sociali di tipo B, finalizzate all'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati).

    Le imprese sociali fino ad oggi hanno trovato sbocco in settori a basso valore aggiunto e su lavori poco specializzati o caratterizzati da bassi livelli di qualificazione, prevalentemente nell'ambito della pulizia, manutenzione del verde e assemblaggio meccanico. Il settore dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili, nonché della gestione delle tecnologie connesse, è un ambito produttivo estremamente innovativo e fecondo di importanti sviluppi, che permetterebbe alle imprese sociali di affrancarsi dai settori produttivi marginali, a bassa redditività ed elevata instabilità.

    2. Sviluppare azioni integrate volte a promuovere il settore dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili, sia per la committenza pubblica che per quella privata. Operativamente si procederà con azioni di sensibilizzazione rivolte alle diverse organizzazioni del territorio ed in particolare agli Enti pubblici, stimolando scelte concrete di salvaguardia ambientale e di ricerca di un equilibrio sostenibile attraverso nuove modalità di gestione energetica sul territorio locale e l'adeguamento delle normative territoriali (ad esempio il Piano regolatore, i Piani d'Azione Locali, i regolamenti locali e i Piani Energetici Locali...).

    Gli obiettivi concreti della sperimentazione

    Lo scopo del progetto consiste nello studio e nella sperimentazione di un modello di impresa sociale in grado di fornire servizi e prodotti nell’ambito energetico. Infatti, questo ambito di intervento estremamente innovativo e ricco di importanti sviluppi, permetterebbe alle imprese sociali coinvolte di svincolarsi dai settori produttivi marginali. In questa ottica verrà promossa la costituzione di una “impresa sperimentale” che svolgerà attività di E.S.Co (Energy Service Company), coinvolgendo le imprese sociali nella propria produzione di servizi. Tale soggetto sarà finanziato, nella sua fase iniziale, dai partner del progetto con fondi propri diversi da Equal e altri fondi pubblici e privati. Il modello verrà sperimentato direttamente sul campo permettendo di verificare le risposte che l’avvio di questo tipo di attività può dare in tema di occupazione e di qualificazione delle imprese sociali. La gestione della E.S.Co. permetterà l’attivazione di una serie di attività di manutenzione, installazione, monitoraggio, controllo che possono diventare nuove attività di nicchia per le cooperative sociali coinvolte.

    Cos’ è una E.S.Co

    Le Esco (Energy service companies) sono società di servizi integrati per l’energia, che realizzano interventi globali di risparmio energetico, basati sull’incremento dell’efficienza degli impianti, in ambito industriale, nel terziario e per il settore abitativo. Questo tipo di attività, che è stato promosso dalla Commissione Europea attraverso la Raccomandazione del 29.03.1988, risponde all’obiettivo di ottenere un migliore e minore utilizzo dell’energia e una riduzione dell’anidride carbonica immessa in atmosfera.

    Le caratteristiche che contraddistinguono le Esco sono:

    ·        La garanzia di un risparmio energetico o l’offerta di un servizio a costi energetici minori.

    ·        Il fatto che la remunerazione dell’investimento iniziale sia legata direttamente ai risparmi energetici conseguiti dall’utente.

    Concretamente l’Energy Service Company fa una valutazione della "bolletta" pagata dal committente e misura il potenziale di risparmio energetico e gli interventi necessari per ottenerlo. Se questo margine è sufficientemente ampio, l'affare è fatto. La Esco ci mette la competenza e, soprattutto, i soldi: finanzia i lavori, si occupa delle forniture, della manutenzione e della gestione generale, direttamente o appaltando a sua volta (in questo caso alle imprese sociali). Un servizio "chiavi in mano" che, al committente, può costare al massimo quanto la vecchia "bolletta". Ma allora dov'è il trucco? Come fanno le Esco a guadagnarci?

    In realtà i rientri economici (con relativi profitti) sono garantiti alle Esco dal risparmio (energetico, e quindi monetario) che il nuovo impianto riesce a generare, grazie alla razionalizzazione e all'utilizzo di tecnologie moderne ed efficienti, capaci di evitare sprechi. Il committente paga alla Esco l'ammontare di bolletta che ha sempre pagato, ma in realtà parte di questi soldi rimangono alla Esco stessa: perché i consumi reali sono diminuiti, anche se le prestazioni rimangono le stesse. E più l'impianto è efficiente, maggiori sono i vantaggi: per la Esco, ma anche per l'ambiente.

    La conseguenza è che si consuma meno energia, perché gli impianti sono più efficienti, e si produce meno inquinamento. Dopo un certo numero di anni (sufficienti per ammortizzare i costi e garantire un margine di guadagno per la Esco), la gestione torna direttamente al committente, che si ritrova un impianto energetico efficiente e capace di ampi margini di risparmio.

    Gli interventi di risparmio energetico delle Esco vengono realizzati secondo un processo integrato, che prevede diverse azioni: diagnosi energetica, studio di fattibilità, progettazione e realizzazione degli interventi, monitoraggio, esercizio, manutenzione e finanziamento. I programmi d’azione e le relative metodologie sono elaborati “ad hoc”, e rispondono ai criteri fissati dalle direttive dei programmi comunitari europei.

    Il bacino geografico di intervento del progetto

    L'ambito geografico è rappresentato dalla Regione Veneto. In particolare le attività sperimentali si concentreranno nei bacini delle Province di Verona, Treviso e Venezia in cui vi è una consistente presenza di cooperative sociali coinvolte nel progetto. Saranno privilegiati inoltre gli enti locali con dimensioni dai 20.000 ai 35.000 abitanti, il mercato legato ai consorzi e/o aggregazioni di enti locali di piccole dimensioni (comunità montane ed altre forme consortili) e il mercato delle imprese private appartenenti ai distretti produttivi (vedi legge 8/2003). La sperimentazione, quindi, avrà un maggiore impatto dove risulterà più forte la collaborazione tra imprese sociali, Enti Locali ed imprese private, perseguendo il duplice obiettivo di sviluppo del territorio sia in termini di inclusione sociale-lavorativa e nuova occupazione, che in termini di riduzione dell’impatto energetico ed ambientale.

    Per info Ufficio stampa Banca popolare Etica

    Chiara Schiavinotto (ufficiostampa@bancaetica.org)

    (21/01/2006 Tg0-positivo)