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  • Arriva un cucciolo Autore: Valeria Rossi

  • Ville venete tra arte e storia

    Ville venete tra arte e storia

    Pubblicato il libro di Andrea Bellieni e Giuseppe Tonetto sulle ville venete del comune di Villorba

    Far conoscere la storia del territorio dal XIV secolo a oggi, non solo attraverso l’architettura del tempo – le Ville venete – ma anche attraverso la società di allora, le persone che ne furono protagoniste, l’economia dei commerci, delle campagne, dei mulini e dei corsi d’acqua.

    E’ quanto si propone di mettere in luce il libro di Andrea Bellieni e Giuseppe Tonetto (Grafiche Vianello) “Ville venete: arte e memoria a Villorba”, patrocinato dal Comune di Villorba e presentato sabato 17 dicembre all’Auditorium-Galleria “Mario del Monaco” a Catena di Villorba.

    In quei secoli era la società veneziana a farla da padrona e molti nobiluomini andavano e venivano dalle campagne trevigiane per tendere ai propri affari. Negli ultimi secoli, prima della decadenza, i veneziani solevano invece venire nel Trevigiano soprattutto per trascorrere le proprie vacanze, come descrisse mirabilmente il commediografo Carlo Goldoni nella Trilogia della Villeggiatura. “Caro amico - disse il cittadino Filippo in ‘Le smanie per la villeggiatura’ , rivolgendosi al signor Guglielmo giunto ad augurargli buon viaggio – sono obbligato all’amor vostro, alla vostra attenzione; oggi finalmente si andrà in campagna. In quanto a me ci sarei che sarebbe un mese, e ai miei tempi, quando ero giovane, si anticipavano le villeggiature, e si anticipava il ritorno. Fatto il vino, si ritornava in città; ma allora si andava per fare il vino, ora si va per divertimento e si sta in campagna col freddo, e si vedono seccar le foglie sugli alberi”.

    Un mirabile spaccato della società di allora che traspare anche dallo studio delle 18 ville venete – alcune delle quali pressoché sconosciute ai più – censite nel libro di Bellieni e Tonetto. “In quegli anni – spiega il sindaco Liviana Scattolon – Villorba era in un crocevia interessante che diede vita alle prime manifestazioni paleoindustriali. C’era la Postumia, l’Antica Ungaresca, ma anche la Piavesella che permise il sorgere di molini, segherie e impianti per la battitura della lana. A metà del 1600 si contavano ben 50 ruote”. Le ville villorbesi, con i loro giardini, i loro affreschi e i loro arredi, testimoniano per questo la vivacità di quell’epoca e rappresentano un patrimonio da proteggere: a Villorba c’era per esempio la villa dello studioso Burchiellati; in loco del municipio sorgeva una villa sontuosa con barchessa; a Castrette ancora si ricorda ‘el casteller’, una villa grandiosa di cui oggi rimane una chiesetta; tra Villorba e Treviso era stata costruita villa Ancillotto, di cui oggi rimane una cappella con affrescata una dolcissima Madonna con Bambino, attribuita a Tomaso da Modena. E poi Villa Felissent che conservava 3 mila pezzi d’archivio, documenti originari, diplomi, medaglie e pregevole materiale storico, Villa Persico che ospitò Giacomo Della Chiesa, futuro Benedetto XV e Villa Fanna, più a nord, in località Venturali.

    L’opera raccoglie dunque curiosità, ricostruzioni e approfondimenti storici, artistici, numerose foto e testimonianze degli spiriti illustri che frequentarono il territorio in quello spaccato d’epoca.

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    Per avere informazioni sul libro rivolgersi all’Ufficio Cultura del Comune di Villorba (0422 618077).

    (19/12/2005 Tg0-positivo)