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  • Studiosi laici italiani a convegno

    Studiosi laici italiani a convegno

    Numeroso il pubblico accorso a Montegrotto Terme (Pd)

    Per la prima volta in Italia, studiosi laici provenienti da tutto il Paese si sono riuniti per confrontarsi, esprimere la propria posizione ed esporre studi inediti

    E’ accaduto domenica 27 novembre 2005 a Montegrotto Terme (Pd) dove il Circolo Culturale Bertrand Russell di Treviso, in collaborazione con il Circolo Culturale Pier Luigi Ighina di Montegrotto Terme (Pd), ha aperto i lavori del I Congresso Nazionale dedicato agli Studi Laici sul Cristianesimo e in particolare alla figura di Gesù o Yeshua.

    Sul palco del Palazzetto, di fronte a un pubblico molto attento e numeroso, si sono avvicendati autori illustri e profondi conoscitori del tema proposto: Roberto Vacca, saggista, autore di numerosi libri divulgativi sul pensiero scientifico e presidente dei circoli Bertrand Russell nazionali con un intervento su "Razionalismo, religione e superstizione" (v. estratto); il prof. Enrico Galavotti, autore del sito www.homolaicus.com, con una dissertazione sugli studi laici sulle religioni in Internet, divenuto sede privilegiata per confronti e incontri da tutto il mondo su temi alternativi al pensiero ufficiale (v. estratto); il prof. David Donnini, autore di libri e ricerche su Gesù e le origini del Cristianesimo che, attraverso personali studi antropologici, ha messo in luce come altre popolazioni nel mondo condividano con il Cristianesimo credenze e culti simili, che affondano le radici in una religiosità che appartiene da sempre gli uomini di tutta la Terra; Luigi Cascioli, autore de "La favola di Cristo", con la sua esperienza personale legata a "Un processo sull'esistenza di Gesù" e al suo epilogo; l’ing. Lodovico Mazzero, membro del Circolo Bertrand Russell di Treviso e autore di ricerche sulle dinamiche sociali ed economiche che in “Quali verità su Gesù Cristo?" ha proposto una nuova e sorprendente ipotesi sulla figura di Gesù, ricostruendo la sua storia attraverso gli autori antichi e i testi sacri stessi (v. estratto).

    I contributi dei relatori, moderati da Pino Nicotri giornalista de L'Espresso, hanno suscitato notevole interesse tra il numerosissimo pubblico accorso sia al mattino che al pomeriggio, stimolando la discussione tra le persone.

    Il convegno lascerà certamente il segno nella storia degli studi laici sia per la serietà con il quale è stato organizzato, sia per la qualità dei contributi presentati che lo hanno reso sede privilegiata per riunire periodicamente i migliori intellettuali, oggi in Italia ma anche all’estero.

    Di seguito viene proposta parte degli interventi che alcuni relatori ci hanno fatto preventivamente pervenire per iscritto. Per gli argomenti trattati da Luigi Cascioli e David Donnini si invita a visitare i rispettivi siti (www.luigicascioli.it, www.nostraterra.it). Chi volesse saperne di più può contattare il Circolo Culturale Ighina (www.ighina.it, tel. 338 796 3968) o il Circolo Culturale Bertrand Russell di Treviso (www.circolorusselltreviso.tk, tel. 0422 231268).

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    Estratto dell’intervento di Roberto Vacca:

    “... Le tradizioni e dottrine religiose si propongono come depositarie di principi spirituali superiori. E' curioso che quasi tutte incorporino prescrizioni o preferenze per certi comportamenti relativi a oggetti o attività materiali. Fra queste: le diete (digiuni, proibizione di bere alcol o di nutrirsi di certi animali, preparazione rituale dei cibi), le attività sessuali, il tipo di vestiti (che nascondano certe parti del corpo), il modo di disporre di salme umane, la presenza in certi luoghi (frequenza ai templi, pellegrinaggi), la ripetizione di certe parole (preghiere, giaculatorie) e la proibizione di pronunciarne altre. Quel preteso spiritualismo è, dunque, largamente materialista.

    Certi rozzi materialisti sostenevano che le sole cose che esistono sono oggetti materiali che si vedono, si toccano, hanno peso.. Avevano torto: non si vedono, né si toccano i campi elettromagnetici, le radiazioni nucleari, la materia oscura - eppure sono reali, si misurano e hanno effetti. Esistono puri spiriti disgiunti dalla materia, che percepiscono, pensano, ricordano, agiscono? Io (e una moltitudine di scienziati) diciamo di no: gli eventi spirituali si manifestano solo se generati da cervelli umani, presenti o attivi nel passato. Leonardo da Vinci scrisse che i suoni sono vibrazioni dell'aria prodotti da movimenti di oggetti materiali: dunque, gli spiriti (incluse le anime dei morti) se sono immateriali, non producono suoni, né voci. Non possono trasmettere quello che non hanno. I valori spirituali sono superiori (più elevati o nobili) dei valori materiali? A questa domanda è arduo rispondere senza definire cosa siano questi valori. I pareri sono discordi. Certi buddisti dicono che la coscienza di noi stessi conduce a vedere le cose come sono realmente. Il catechismo di Pio X (1912 - più stringato di quello del 1992) dice che Dio (creatore, onnipotente, onnisciente) è purissimo spirito. Secondo Paolo VI i valori spirituali coincidono con la ricerca del vero, del bene, del bello mirata a raggiungere l'assoluto. Certi maestri orientali li identificano con verità, rettitudine, pace, amore e non violenza.. C'è chi dice che ogni spirito (individuale o collettivo) è eterno. Altri identificano i valori spirituali con pace, fraternità, altruismo - ma non ricordano la rivoluzione francese, né il fatto che molti animali sono altruisti (nei formicai, negli sciami, nei branchi, fra i delfini). Io propongo un diverso primato dello spirito. Le espressioni spirituali sono: discorsi, idee, concetti, piani, progetti, teorie, previsioni, racconti, leggende, poesie, musiche, immagini dipinte o scolpite - solo da esseri umani. Il biologo Richard Dawkins le chiama "memi". Non li producono gli animali che non hanno una corteccia cerebrale sviluppata come la nostra - anche se sono "placidi e contenuti" come diceva Walt Whitman. Le espressioni spirituali intese come memi si possono valutare in base al buon senso educato, alla logica e all'esperienza. Sono più complesse, più armoniose, più utili quelle prodotte da umani che hanno avuto più esperienze e più contatti con altri umani evoluti. Io ritengo che siano più importanti i prodotti spirituali che servono a capire la natura, il mondo, gli altri uomini. E' valida e profonda la comprensione che spieghi i meccanismi, le relazioni da causa a effetto, la genesi e l'evoluzione del mondo e del pensiero. Sono superficiali, gratuite, insignificanti le intuizioni sacre, esoteriche, improvvisate o rivelate. Chi conosce il passato e il presente può riuscire a prevedere eventi futuri e a pianificare modifiche del mondo mirate a migliorarlo. Non è facile. Chi lavora ad acquisire queste abilità, fatica tanto che non si sente più inclinato a soddisfazioni materiali, banali e ripetitive, specie se danneggiano gli altri. Si libera dalla paura perché capisce meglio quali siano i rischi veri, come si possano evitare e come si debbano accettare le avversità inevitabili. Sarà più libero e, come diceva Spinoza: L'uomo libero, che vive secondo il solo dettame della ragione, non è mosso dalla paura della morte, ma tende direttamente al bene e la sua sapienza è meditazione di vita. Chi condivide questi punti di vista raggiunge anche l'immortalità, nei limiti e nel senso indicato da Orazio che scrisse delle sue poesie: Ho costruito un monumento più durevole del bronzo. Non dobbiamo identificarci con il nostro corpo, ma con le idee, le parole, le opere che produciamo. Saremo vivi fin quando questi memi navigheranno e saranno ricordati o presi ad esempio da altri umani. E' l'oblio che uccide - e copre subito le persone che non pensano. L'assenza di pensiero ci costringe in ambiti materiali. Rischia di condurre alla malvagità. Incorporiamo nella cultura questo spiritualismo. Escludiamo il materialismo mascherato”.

    *****************************************

    Estratto dell’intervento di Enrico Galavotti:

    “... Noi non abbiamo il diritto di provocare tensioni tra le persone giudicandole negativamente per un dato atteggiamento assunto nei confronti della religione.

    Non possiamo dileggiare i presupposti della fede dei credenti, perché, anche se sappiamo che tali presupposti non hanno fondamenti scientifici, essi nondimeno costituiscono, per chi vi crede, una fonte di "vita", che può anche mutare l'esperienza personale.

    Non possiamo neppure non considerare il fatto che se da un lato può esistere uno Stato laico e aconfessionale, dall'altro può esistere, nel medesimo Stato, una nazione confessionale o pluriconfessionale, come sempre più stanno diventando quelle europee, a causa dei fenomeni migratori.

    In una parola noi non possiamo sindacare sulle opinioni di coscienza.

    A questo punto però ci si può chiedere quali possano essere gli spazi di manovra di un'esegesi non confessionale del fenomeno religioso in generale e del cristianesimo in particolare, soprattutto delle sue fonti letterarie e non.

    Cioè la domanda che dobbiamo porci è la seguente: in che modo possiamo compiere un'analisi laica del cristianesimo senza offendere i sentimenti dei credenti, senza scendere in forme superate di anticlericalismo, senza creare inutili, anzi controproducenti battaglie di retroguardia?

    Un modo l'abbiamo già detto: affrontando argomenti comuni, che coinvolgano credenti e non-credenti, che sono "comuni" appunto perché riguardano lo sviluppo della società civile.

    In questo modo il confronto avviene su questioni concrete, oppure, se su questioni teoriche, in base a un'impostazione generale di tipo laico, dove ci si differenzia soltanto nelle conclusioni finali, negli scopi ultimi dell'impegno umano e civile.

    L'altro modo è quello di promuovere un'analisi scientifica o razionale, o storicamente fondata, o culturalmente motivata e qualificata dei testi in cui i credenti dicono di basare la loro fede, evitando accuratamente, oltre alle cose già dette in riferimento all'anticlericalismo, di parteggiare per un punto di vista religioso rispetto a un altro, o anche solo di sostenere la causa di chi si oppone, per motivi religiosi, alla religione dominante.

    Nessuna religione è in grado di risolvere alcun problema dell'umanità, anche se, in quanto laici, lotteremo contro le discriminazioni per motivi religiosi e siamo ben consapevoli che non tutti i laicismi costituiscono alternative convincenti alle religioni.

    Noi dobbiamo semplicemente dimostrare che vi sono ragioni sufficienti per insinuare dei dubbi all'interno di certezze secolari, ritenute incontrovertibili. Questo modo di procedere lo si incontra spessissimo nella storia del pensiero umano. Gli stessi cristiani, in origine, lo adottarono per mettere in discussione i fondamenti ideologici dell'ebraismo e del paganesimo.

    Certo, noi potremmo dire di non aver bisogno di compiere un lavoro culturale del genere, in quanto la società in cui viviamo, che è borghese e capitalistica, porta naturalmente il credente a diventare scettico, agnostico, indifferente alle questioni religiose.

    Potremmo anche pensare che il modo migliore di superare i pregiudizi religiosi sia quello di non far nulla e di attendere che il consumismo e la progressiva laicizzazione dei costumi e degli stili di vita facciano naturalmente il loro corso.

    Le stesse religioni sembrano oggi avere sufficienti anticorpi per isolare gli elementi più fanatici o estremisti al loro interno.

    Tuttavia noi dobbiamo creare una società basata sull'UMANESIMO LAICO, cioè su una cultura che deve porsi in maniera autonoma, critica e propositiva.

    Noi non possiamo restare indifferenti al fenomeno religioso, anche quando questo fenomeno agisce nei limiti della legalità o della ragione.

    In Italia abbiamo ancora l'insegnamento confessionale di una religione che viola la laicità dello Stato e il carattere pubblico della scuola, abbiamo uno Stato della Chiesa che gode dell'extraterritorialità in uno Stato che pretende di essere sovrano, abbiamo continue ingerenze del clero cattolico nella vita politica, sociale e culturale del nostro paese, soprattutto nei momenti cruciali in cui si deve esprimere la libertà di coscienza e di voto politico, abbiamo una Costituzione che attraverso il Concordato mantiene un rapporto privilegiato con una determinata confessione, abbiamo delle statistiche falsate dal fatto che l'appartenenza o meno a una religione viene misurata in rapporto al numero dei battesimi, abbiamo una sorta di assistenza obbligatoria alle religioni convenzionate con lo Stato che passa sotto l'otto per mille, abbiamo spesso dichiarazioni di esponenti di governo o di istituzioni statali che esprimono pubblicamente esplicite preferenze per la religione cattolica in rapporto ad altre religioni, e così via.

    Di fronte a tutto questo la cultura laico-umanistica non può assumere una posizione neutrale, di indifferenza, lasciando che siano i tempi, in maniera spontanea, a portare uomini e donne a rivedere l'atteggiamento assunto nei confronti di questa o quella religione.

    Non possiamo limitarci a credere che quanto sia stato fatto in questi ultimi 500 anni, riguardo alla critica del fenomeno religioso (critica che in Italia è addirittura iniziata coi movimenti ereticali medievali), possa essere considerato sufficiente per tutelarci dagli abusi, dalle strumentalizzazioni politiche che ancora oggi si fanno di questo fenomeno e delle sue idee.

    Noi vorremmo che la fede restasse circoscritta nei limiti della libertà di coscienza e che le comunità religiose venissero trattate come associazioni private, ma così purtroppo non è.

    Privilegi ingiustificati e indebite ingerenze persistono senza che da parte laica vi sia una sufficiente contestazione...

    Chiave di lettura metodologica della ricerca sui siti web

    Indicativamente si è data la preferenza ai siti:

    • in lingua italiana

    • con impostazione fondamentalmente culturale (e non anche di attualità politica e giuridica)

    • che permettono di leggere i loro materiali e di scaricarli

    • che non sono cloni o rifacimenti di altri siti

    • i cui materiali possono avere una sufficiente dignità storico-culturale o scientifica

    • che trattano prevalentemente la storia del cristianesimo primitivo, della chiesa antica o della redazione del Nuovo Testamento

    • che non cercano di conciliare scienza e fede, ragione e religione, ecc., in quanto hanno un'impostazione laica in direzione o dell'agnosticismo liberale, radicale, illuministico-borghese, o dell'ateismo scientifico, socialista o comunista.

    Mi rendo conto che ci possono essere siti che dal punto di vista culturale si presentano assai meglio di tanti altri siti laici, come p.es. Christianismus.it, ma lo scopo del convegno è quello di fare il punto della situazione dei siti a carattere laico, perché è solo da questi siti, pur con tutti i loro limiti di contenuto e/o di forma, che può emergere una cultura rigorosamente e onestamente laica, senza infingimenti o mascherature.

    Siti esaminati

    ALATEUS

    ALEXAMENOS di Biagio Catalano

    DEI RICCHI di Mac

    LUIGI CASCIOLI: Ateismo contro cristianesimo

    YESHUA di Giancarlo Tranfo

    NOSTRATERRA di David Donnini

    MARCO CAPURRO

    (HOMOLAICUS di Enrico Galavotti)

    Riflessioni generali

    Tutti i siti esaminati si basano sul presupposto che il cristianesimo come religione sia un'elaborazione tardiva rispetto ai fatti che videro coinvolta la Palestina durante l'occupazione romana.

    Un'elaborazione avvenuta prevalentemente in ambienti influenzati da dottrine o religioni pagane o comunque precedenti di molto la nascita del cristianesimo e presenti in un'area geografica assai più vasta di quella della Palestina o del Medio Oriente.

    Sulla base di queste considerazioni si è arrivati alla conclusione che la figura del Cristo è quanto meno mitica o leggendaria, almeno per come si presenta nei vangeli e in tutto il Nuovo Testamento.

    Nel migliore dei casi si sostiene che un Cristo del tutto spoliticizzato sia stato creato per nascondere realtà scomode a un lettore cristiano di cultura romana...”

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    Estratto dell’intervento di Lodovico Mazzero:

    "... Nel Nuovo Testamento vi sono diverse contraddizioni che fanno riflettere sulla veridicità dello stesso di cui neanche gli esegeti sanno fornire convincenti spiegazioni. Per questo motivo anche su Gesù alcuni filoni di ricerca hanno dato luogo alle seguenti rappresentazioni della sua figura storica, così riassumibili:

    -         Il Gesù secondo il racconto cattolico

    -         Il Gesù che fu pura invenzione, mai esistito

    -         Il Gesù pio esseno

    -         Il Gesù capobanda zelota.

    Le ipotesi che si vogliono proporre in questa sede riescono a dar ragione di molti aspetti che le quattro descrizioni più sopra menzionate propongono separatamente. Per far questo è necessario inserire la vicenda cristiana nella storia degli Ebrei a cavallo dell'inizio dell'era volgare, desumibile dai testi storici dell'epoca senza escludere il Nuovo Testamento:

    -         Nel 63 a.C. Pompeo assedia Gerusalemme e pone fine all’indipendenza delle regione.

    -         Nel 40 a.C. i Romani nominano Erode re della Giudea.

    -         Erode muore nel 4 a.C. e il suo regno viene diviso tra alcuni suoi figli (Agrippa I, Antipa I, Filippo).

    -         Le maggiori difficoltà gli Erodiani le trovano in Galilea. Tanto Erode quanto Antipa I affrontano grosse resistenze da parte di campi banda locali.

    -         La “discendenza” dei ribelli galilei parte da Ezechia (ucciso da Erode nel 37 a.C.) e Giuda (morto forse nel 6 d.C.) che dà origine al movimento degli Zeloti.

    -         La situazione del popolo non è delle migliori. Sotto la dominazione romana aumentano i privilegi dei pochi a scapito delle condizioni di povertà crescenti per i più.

    -         Nel 66 d.C. scoppia la ribellione con focolai un po’ ovunque, ma concentrata in due centri maggiori: le città attorno al lago di Galilea e quindi Gerusalemme.

    -         I Romani intervengono quasi subito. Nerone invia Vespasiano che con suo figlio Tito ha la meglio in Galilea.

    -         Gerusalemme viene conquistata nel 70 d.C. dopo un lungo e cruento assedio.

    -         Gli Ebrei riescono a tenere per altri 4 anni la fortezza di Masada dove, prima di essere presa, gli occupanti si danno al suicidio collettivo.

    -         L’imperatore Tito celebra la sua vittoria conducendo a Roma i due capi della rivolta:

    Simone Bar Ghiora viene decapitato in Campidoglio

    -         Giovanni di Giscala viene condannato al carcere a vita.

    -         Molti degli Ebrei che non hanno trovato la morte durante la guerra, vengono usati come schiavi nelle province romane.

    Da qui propongo una mia ricostruzione di ciò che capitò in Giudea e diede origine al cristianesimo come è giunto a noi:

    -         Tra gli Ebrei che si salvano c’è anche Giuseppe Flavio, che ritorna in Palestina e nelle province romane tra le comunità di connazionali ridotti in schiavitù, dove più cova la voglia di riscossa.

    -         Il fine della sua missione è quello di condurre i connazionali alla “sottomissione al Signore”, l’imperatore romano.

    Per convincere gli Ebrei ad abbandonare gli intenti rivoltosi, Giuseppe Flavio si avvale:

    -         del proprio carisma per supportare gli Ebrei nei processi intentati contro di loro

    -         di azioni “miracolose” quali la guarigione dei malati

    -         di alcuni aiutanti tra i quali spicca la figura di Paolo.

    Venuto a conoscenza dell’azione di Giuseppe Flavio, suo acerrimo nemico durante la guerra, Giovanni di Giscala dalla prigione comincia a calunniarlo fino a che l’imperatore Tito non lo fa deportare in un’isola sperduta del mare Egeo, Patmos.

    In questo esilio Giovanni riceve la visita di Gesù e comincia a scrivere la sua Rivelazione.

    Nella Rivelazione, Giovanni racconta la propria versione dei fatti in maniera criptica pensando così di poter sfuggire alla censura.

    La lettera è infatti un continuo incitamento alla ribellione per ristabilire il regno d’Israele.

    Invia la lettera a sette città dell’Asia Minore dove conta sull’appoggio delle comunità di Ebrei ivi deportati dai Romani.

    Tutte le persone contro cui Giovanni si scaglia vengono dipinte come “bestie”:

    -         La bestia che sale dall’abisso: Tiberio Alessandro, luogotenente di Vespasiano

    -         Il dragone rosso: Erode e i suoi discendenti

    -         La bestia che sale dal mare: gli imperatori romani.

    -         La bestia che sale dalla terra: Giuseppe Flavio

    -         La grande prostituta: la regina Berenice II.

    -         A seguito di queste calunnie Giovanni viene preso e decapitato.

    Oltre all’Apocalisse Giovanni scrive anche il Vangelo in cui racconta che “Gesù detto il Cristo” era:

    -         figlio di Safàt

    -         arconte di Tiberiade e a capo del partito dei pescatori

    -         discendente della stirpe di Davide, legittimo pretendente al trono d’Israele.

    Dopo la battaglia per difendere la città di Màgdala, Gesù venne catturato da Tito e crocifisso da Vespasiano.

    Giovanni, assieme a suo fratello Simone e a Maria, la moglie di Gesù, riuscì a salvare dalla morte Gesù curandolo appena tolto dalla croce.

    La “risurrezione” di Gesù avvenne il 23 settembre dell’anno 67.

    Le difficoltà maggiori incontrate da Giuseppe Flavio e i suoi aiutanti nell’addolcire l’odio degli Ebrei contro i Romani sono dovute proprio all’opera diffamatoria di Giovanni.

    La loro tattica diventa quella di ridipingere la figura di Gesù, presentato da Giovanni come un sanguinario giustiziere della causa giudaica, in un maestro docile e sottomesso.

    L’esempio da seguire per gli evangelisti è costituito da Giuseppe Flavio, per cui il Gesù del Nuovo Testamento diventa:

    -         Un taumaturgo che compie miracoli

    -         Un pio esseno

    -         Un abile conoscitore della legge mosaica.

    Ma per far perdere ancora meglio le tracce del vero Gesù vengono messi in atto profondi stravolgimenti storici. Tutti gli avvenimenti vennero retrodatati a prima della guerra giudaica operando inoltre le seguenti principali sostituzioni:

    -         Màgdala > Gerusalemme

    -         Gesù figlio di Safàt > Gesù (mai esistito)

    -         Vespasiano > Pilato

    -         Giovanni di Giscala> Giovanni il Battista

    -         Berenice II > Erodiade ..."

    (15/12/2005 Tg0-positivo)