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Dice il saggio ...
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  • Una carta dei suoli per salvaguardare il territorio

    Una carta dei suoli per salvaguardare il territorio

    L’erosione del territorio è una delle maggiori minacce all’ambiente.

    L’appello, lanciato qualche tempo fa dalla Commissione Europea ai Paesi aderenti per invitarli a misure di prevenzione del fenomeno in particolare in agricoltura, è stato subito raccolto dall’Arpav Veneto (Agenzia per la prevenzione e la protezione ambientale del Veneto), col sostegno dell’Assessorato alle politiche agricole della Regione, che ha realizzato in cinque anni la Carta dei Suoli.

    Secondo dati raccolti nel corso del Progetto Europeo Glasod, nell’Ue ben 26 milioni di ettari di terreno sono soggetti a erosione idrica e un milione di ettari a erosione eolica. Anche se si hanno prove di un aumento dell’erosione in quasi tutta Europa, è senza dubbio la regione mediterranea a esserne più colpita, tanto che le prime descrizioni del fenomeno risalirebbero a ben 3 mila anni fa. Le cause sono riconducibili alle particolari condizioni climatiche, caratterizzate da prolungati periodi di siccità, alla presenza di suoli con forte tendenza all’erosione, ai frequenti incendi e all’uso non sostenibile delle risorse naturali, legato alla forte urbanizzazione, al turismo, all’agricoltura intensiva e ad altri fenomeni ancora. Il suolo infatti ha proprietà fisiche, chimiche e biologiche che derivano dall’interazione tra i vari costituenti e che variano da suolo a suolo e anche tra gli orizzonti all’interno di uno stesso suolo. Suoli troppo sottili, troppo secchi o troppo umidi oppure scarsi in elementi nutritivi hanno, per esempio caratteristiche negative per la vita delle piante e degli animali e, di conseguenza, per le attività umane come l’agricoltura e l’allevamento.

    La Carta dei Suoli realizzata dall’Arpav Veneto e dalla Regione è dunque un documento innovativo che permette di migliorare le conoscenze di fenomeni come la diminuzione della sostanza organica dei suoli, la contaminazione da inquinanti e la desertificazione attraverso una mappatura completa del territorio, resa possibile dal contributo di molti esperti provenienti dal Dipartimento di Scienze ambientali dell’Università di Venezia, da Geografia di Padova, da Scienze del suolo e della nutrizione delle piante di Firenze, dall’Ufficio europeo del suolo, dal servizio di Pedologia del Cnr di Firenze e dalla Direzione foreste ed economia montana della Regione del Veneto. “Il progetto – ha spiegato il direttore generale Arpav, Paolo Cadrobbi nel corso della presentazione avvenuta a Treviso qualche tempo fa – ha avuto una speciale menzione dalla Commissione Europea perché si tratta di un’esperienza unica nel suo genere che farà da apripista nel resto dell’Unione”.

    Per saperne di più rivolgersi allo 049 8239341 (Arpav).

    (30/11/2005 Tg0-positivo)