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Dice il saggio ...
I ricchi hanno una quantità superflua di cose di cui non hanno bisogno e che perciò sono sciupate e trascurate mentre milioni di individui muoiono di fame per mancanza di sostentamento. Se ciascuno possedesse soltanto quello che gli occorre, nessuno sarebbe nel bisogno e tutti vivrebbero soddisfatti. Così come stanno le cose i ricchi sono insoddisfatti non meno dei poveri (Gandhi)

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  • Bombe al fosforo, lanciate su Falluja

    Bombe al fosforo, lanciate su Falluja

    Vicenda scabrosa quella delle bombe al fosforo bianco usate dagli americani un anno fa nell'assedio della città irachena di Falluja. Che in occasione della riconquista della città ribelle ci fossero stati atti contrari al diritto umanitario è ben noto. Da una parte e dall'altra. E’ vero che la popolazione civile è stata oggetto, da parte delle truppe americane, di rastrellamenti e uccisioni. Questo purtroppo è implicito in qualunque azione dì guerra urbana, dove risulta quasi impossibile distinguere tra civili indifesi e combattenti nemici. Le condizioni dello scontro a Falluja erano inoltre particolarmente barbare, perché i combattenti antiamericani non si distinguevano visibilmente dal resto della popolazione e avevano adottato sistematicamente la tattica di non portare apertamente i loro attacchi alle forze americane, ricorrendo a forme di combattimento chiaramente illecite.

    Nell’anniversario della battaglia di Falluja, un reportage della Rai ha mostrato alcune immagini molto cruente di cadaveri di iracheni (per lo più civili: molti sono bambini) uccisi, sembra, da agenti chimici. Si vedono inoltre elicotteri americani che, nella notte, bombardano la città con bombe al fosforo bianco, evidentemente impiegato non solo come mezzo per illuminare dall’alto la scena delle operazioni, a tutto vantaggio di chi attacca (il fosforo bianco crea anche una nube che impedisce la visione a chi sta sotto), ma anche come arma. La sostanza infatti ha un alto potenziale di infiammabilità e causa intossicazioni e bruciature gravi. Che a Falluja sia stata utilizzata anche come arma lo ha riconosciuto lo stesso dipartimento della difesa americano. Le bombe al fosforo bianco infatti sono utilissime, a quanto pare, per stanare combattenti nascosti dentro le case o in buche o gallerie. Certo, questi erano i posti in cui avevano trovato rifugio anche i civili che, nonostante tutto, non avevano lasciato la città assediata.

    Tecnicamente, il fosforo bianco non è un’arma chimica, proibita dalla convenzione del 1993. È considerata un’arma convenzionale “classica”. Come tale, il suo impiego è limitato oltre che dalle regole generali del diritto bellico (fondamentalmente: non va usata contro i civili), anche dal terzo protocollo allegato alla convenzione del 1980 sulle armi convenzionali, riguardante le armi incendiarie. Il protocollo obbliga gli stati che lo hanno accettato a non lanciare armi incendiarie da un aereo in una zona dove vi sia una concentrazione di civili. Quindi, il comportamento degli americani sembrerebbe effettivamente proibito, se si ammette che a Falluja esisteva all’epoca ancora una concentrazione di civili, cioè se si accetta di non considerare insorti o terroristi tutti gli abitanti rimasti in città (compresi anziani, donne e bambini) .

    Tuttavia, c’è un problema: gli Stati Uniti non hanno ratificato il terzo protocollo. Ancora una volta, una norma specifica precisa e realistica, che fotografa un uso particolarmente odioso di armi terribili, non è accettata dalla principale potenza militare del pianeta.

    Insomma, Falluja è un tipico esempio di come è la guerra in questo XXI secolo: iniqua, crudele e ipocrita.

    Paolo De Stefani

    (L’Azione di Vittorio Veneto, 20 novembre 2005)

    (23/11/2005 Tg0-positivo)