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Macrolibrarsi.it presenta il cofanetto: Something Unknown - Mt0

Dice il saggio ...
Senza amare sé stessi non è possibile amare neanche il prossimo, l'odio di sé è identico al gretto egoismo e produce alla fine lo stesso orribile isolamento, la stessa disperazione (Hermann Hesse (Il lupo della steppa))

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  • Raimondo Franchetti, instancabile esploratore

    Raimondo Franchetti, instancabile esploratore

    Aliberti editore pubblica la biografia del barone ‘viaggiante’ e i misteri che ancora ne avvolgono la morte

    Nella foto il barone Franchetti e i figli presso la Villa Franchetti Teotochi Albrizzi a Preganziol (Tv)

    Grandi esploratori come Livingtone, Stanley e Bottego sono stati ampiamente studiati dalla letteratura saggistica che se n’è occupata con ampie dissertazioni e ampi approfondimenti.

    Di Raimondo Franchetti, invece, poco o nulla si sa. Almeno fino a oggi.

    A colmare questa grande lacuna nella storia italiana per fortuna ci ha pensato Valeria Isacchini, studiosa e insegnante, da anni attenta conoscitrice di argomenti e figure della storia contemporanea di Reggio Emilia e dintorni, nel suo libro “Il 10° parallelo. Vita di Raimondo Franchetti, da Salgari alla guerra d’Africa”, edito da Aliberti Editore.

    Ma perché dedicare un’intera biografia, corredata di foto d’epoca e di importanti documenti, per parlare di un barone al quale piacevano i luoghi e i popoli intorno al 10° Parallelo Nord, dall’Estremo Oriente all’Africa?

    Perché Raimondo Franchetti (1889-1935) fu senza dubbio il più importante esploratore italiano della I metà del Novecento. Nato da una delle più facoltose e illustri famiglie di Italia, trascorse gli anni della sua giovinezza tra viaggi, avventure extraeuropee e imprese venatorie in remoti Paesi quali Cina, Malesia, Vietnam, Borneo, Nuova Guinea, come uno dei personaggi più eroici e instancabili di Salgari. Di tutte le regioni che Franchetti visitò, la più amata fu certamente l’Africa Orientale. Nel 1929 condusse un’imponente e costosissima spedizione nella Dancalia etiopica, documentata da uno storico filmato dell’Istituto Luce. E proprio i contatti e le relazioni intrecciate in terra africana lo portarono a organizzare in Eritrea un servizio segreto di intelligence, in preparazione dell’imminente impresa coloniale del 1935-36. Ma nell’agosto 1935, mentre rientrava ad Asmara, in compagnia del Ministro dei lavori pubblici italiano, dopo aver incontrato Mussolini a Roma, il suo aereo esplose nei pressi del Cairo. La dinamica dell’incidente non venne mai chiarita, così come dubbi permangono ancora sulla morte di Italo Balbo, anch’egli abbattutosi con il suo aereo in terra d’Africa. Certo è che poche settimane dopo la morte di Franchetti, l’Italia fascista dava il via alla Guerra d’Africa.

    Cosa accadde quell’agosto? La studiosa analizza i dati in suo possesso, dopo il certosino lavoro alla ricerca di documenti, lettere, filmati e foto dell’epoca con cui documenta la biografia di Franchetti e la storia della sua famiglia. Chi voleva la sua morte? La Gran Bretagna per fermare il colonialismo italiano? O l’Etiopia e i suoi feudatari? Isacchini scrive: “Etiopia e Gran Bretagna non erano i soli nemici da fronteggiare in quell’insidioso e tremendo periodo che preparava la guerra mondiale. I sotterranei del fascismo erano agitati da correnti e trame di ogni genere, marasma di acrimonie, livori, ripicche. Entrambe le personalità che si trovavano su quell’aereo il 7 agosto 1935 avevano delle ragioni di imboscata. C’era Franchetti, l’arrogante, l’insofferente, quello che non aveva mai perso occasione per criticare i modi cauti della diplomazia, quello che senza aver seguito nessuna carriera né militare né politica si permetteva di dar consigli a destra e a manca, che quando era in difficoltà veniva prontamente riabilitato, che veniva ricevuto e protetto da Mussolini, senza neanche essere stato iscritto al Fascio, che combinava guai che poi toccava ai diplomatici di mestiere rappezzare... C’era anche il Ministro Luigi Razza... Non era proprio così acquiescente e marginale, se nei primi anni Trenta, da sindacalista, difendeva l’autonomia del sindacato dal governo e si opponeva fieramente al sistema corporativistico... Era stato promosso Ministro ai lavori pubblici, a quanto afferma Dotto, sostenitore “dell’ipotesi Razza” per allontanarlo da quel che avrebbe potuto combinare in altri più pericolosi incarichi, ma era ancora sospettato di pericolosità...”

    Una morte avvolta dunque nel mistero, così come fu tutta la vita avventurosa di un uomo che, pur avendo una moglie e dei figli che l’adoravano e che egli adorava, non trovava requie nelle sue terre, in Emilia o in Veneto, nella famosa Villa Franchetti a Preganziol (Tv).

    Forse vale la pena di sentire dalle sue parole cosa egli pensava della vita, scrivendo ai figli:

    “Figlioli a voi dedico questo libro (Nella Dancalia Etiopica, 1930, ndr): oggi siete piccoli, eppure ogni qual volta ritorno dai miei pellegrinaggi mi chiedete che vi parli dell’Africa, e volete sapere, sapere tante cose. Aspettate, piccoli miei: quando potrete leggere questo volume, comprenderete perché vostro padre al cader delle foglie autunnali sentiva la necessità di partire e dirigersi verso il sud. Vorrei che di questo mio male, che mi perseguita da circa 14 anni, foste anche voi un po’ intaccati. Vi ho chiamato con tre nomi di quei paesi: Simba, Lorian, Nanucki; ognuno di questi ha un significato. Viaggiate, state più che potete vicino alla natura, al contatto del sole e della luce; il vostro carattere, i vostri pensieri risentiranno i benefici di queste tre magnifiche creazioni di Dio, perché purtroppo un giorno, e ve lo auguro il più tardi possibile, dovrete anche voi per necessità di cose frequentare quell’esistenza convenzionale a base di arrivismi mondani, dove non troverete che luci artificiose, buone per abbagliare i deboli. Ma allora voi sarete temprati, perché la vita del sud vi avrà insegnato a distinguere ciò che è vero da ciò che è menzogna...”

    Gli esempi degli altri uomini giunti attraverso i libri siano dunque di conforto anche nelle nostre scelte.

    *********

    Per info sul libro telefonare allo 0522 434523

    (10/11/2005 Tg0-positivo)