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Tempo d’autunno
Piccola guida al fai da te con i souvenir
Autunno, stagione di ricordi che solitamente hanno come protagonista il mare e le recenti vacanze. Idee e curiosità per conservare i souvenir ecologici della spiaggia, delle rocce e delle pinete.
• Le conchiglie sono le "prede" più ambite per chi trascorre le vacanze sulle coste sabbiose. Chi va per mari esotici può trovarne di particolari, ma anche chi le raccoglie sulle spiagge lontane può utilizzarle, anche le più comuni, per qualche passatempo che farà trascorrere in un baleno qualche pomeriggio piovoso ormai alle porte.
E importante lavare molto bene le conchiglie con acqua caldissima (ma "Senza farle bollire), passandole con uno spazzolino a setole dure: evitare ogni detersivo abrasivo che ne intacca la lucidità. Bisogna anche rimuovere l'eventuale mollusco per evitare che decomponendosi faccia maleodorare il nostro souvenir. Se vogliamo dare alla conchiglia anche una patina lucida naturale, passiamola con uno strac-cetto imbevuto di olio per macchina.
• Le conchiglie più grosse o insolite (le possiamo anche acquistare su bancarelle nelle località turistiche) una volta avuto questo trattamento di bellezza possono essere utilizzate non solo in una piccola o grande collezione ma anche come fermacarte, oppure come segnaposto a tavola per un menu "profumo di mare". Una conchiglia davvero grossa può ospitare piante grasse nane o diventare la base per un insolito centrotavola.
• Le conchiglie più piccine, possibilmente tutte della stessa dimensione possono essere incollate tutte intorno al bordo di una cornice che racchiude un'allegra istantanea scattata al mare.
• Un'altra idea: incollare attorno al bordo di sottopiatti, molto semplici, in ceramica bianca o grezza, un girotondo di conchigliette tutte uguali. Useremo questi piatti per personalizzare la tavola quando serviremo un menu a base di pesce.
• Spiagge assolate, pinete ombrose: quante volte abbiamo passeggiato in pineta nelle ore più calde, senza resistere alla tentazione di raccogliere le pigne? Ora le abbiamo riportate in città: che cosa farne? Qualche pigna molto grande, aperta, può ospitare minuscoli batuffoli di cotone idrofilo che bagneremo d'acqua. Su ogni batuffolo, uno o due semi di legumi (lenticchie, fagioli, piselli...): in breve i semi germoglieranno dando vita a tante piante alloggiate nel più insolito "cache pot".
• Le pigne più piccole o ancora chiuse possono essere conservate per le decorazioni natalizie, dalle ghirlande alla confezione dei pacchetti dono. Appena spruzzate con vernice spray co-lor oro e legate con un fiocchetto rosso saranno una decorazione economica ma molto esclusiva per l'abete di Natale, magari alternate a candeline rosse.
• E le pigne che si sono rovinate o che avanzano? Non buttiamole ma gettiamole nel camino, se l'abbiamo, per dare un buon profumo alla casa.
• Abbiamo trovato dei ricci? Forse li abbiamo anche già liberati degli aculei sfregandoli sugli scogli. Adesso, un altro trattamento di bellezza: un ammollo di mezz'ora in acqua e ipoclorito di sodio (ovvero candeggina o varecchina) e poi l'asciugatura al sole. Acquisteranno delicate sfumature di colore e saranno pronti per la nostra collezione di ricordi o, riempiti di sabbia e tappati con plastilina, diventeranno graziosi fermacarte.
• Non dimentichiamo i comuni sassi; dipinti con smalti lucidi diventano animaletti o facce buffe da regalare come portafortuna.
AF