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Dice il saggio ...
Non si muore che una volta sola ed è per così lungo tempo (Molière)

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  • In ricordo di Pietro Gola

    In ricordo di Pietro Gola

    Le società di tutti i tempi hanno dato i natali a persone di grande valore e di grande spessore umano. Ricordare le loro opere e il bene che hanno compiuto verso i loro simili è uno degli obiettivi più importanti del giornale italiano on line Tg0-Positivo. Ricordiamo i grandi pensatori, i grandi scienziati, i grandi scrittori, i grandi benefattori ma anche tutti i grandi uomini che la Storia con la S maiuscola forse non annovererà mai nei suoi elenchi.

    Uno di loro è Pietro Gola, un uomo semplice e privo di qualsiasi cultura accademica la cui ricchezza però si misurava nel profondo radicamento alla sua terra, alla natura, alla famiglia e alle amicizie. Chi lo ha conosciuto, sia grandi che piccoli, può ben testimoniare come la sua presenza arrecasse ovunque serenità, pace e armonia.

    Di lui si potrebbe tranquillamente dire - come volle Osho nel proprio epitaffio prima di morire - "mai nato, mai morto, ha solo visitato questo pianeta Terra tra il 1907 e il 2004". A lui, come ai tanti uomini e donne che ogni giorno in tutte le parti del Mondo sono fedeli al principio dell'Umanità che li unisce a tutti gli altri esseri, un grazie di cuore e buon viaggio!

    Si è spento nel sonno, serenamente, a Paderno di Ponzano Veneto il 31 marzo 2004 Pietro Gola. Era il nonno più anziano del Comune di Ponzano Veneto e anche una delle persone più amate. Nato il 26 febbraio del 1907 e animato da un grande spirito di avventura, aveva fatto per alcuni anni l’emigrante in Francia, Libia, Tunisia e Cecoslovacchia. Poi aveva messo definitivamente radici nella sua Paderno, formando una famiglia con Jolanda Michielin. Ma la sua passione per i viaggi non si era mai spenta e lo aveva portato più volte in Canada, dove vivono due delle sue figlie, già ottantenne. Amava la vita nonostante essa lo avesse privato presto della moglie, di un figlio e di un nipote, amava anche la compagnia, la risata e soprattutto la sua cara bicicletta sulla quale si era soliti vederlo correre per le strade del paese almeno fino a poco tempo fa.

    Aveva un carattere mite ed era un uomo di fede profonda e di esempio per tutti. Il futuro non lo spaventava, anzi: quando entrò in vigore l’euro disse solo che se l’Europa fosse stata fatta almeno 100 anni fa non ci sarebbero state quelle brutte guerre che lui aveva conosciuto da vicino. Di lui hanno detto che era una delle anime più belle del paese e che ha lasciato questa vita con la stessa dignità e delicatezza con cui l’ha vissuta. Ha lasciato quattro figli e numerosi nipoti e pronipoti, che lo hanno amato profondamente.

    (23/09/2005 Tg0-positivo)